Tutto sul libretto famiglia Inps (indispensabile per pagare la baby sitter)

Per pagare il lavoro di baby sitting (ma anche quello di ripetizioni) è possibile avvalersi del cosidetto Libretto famiglia, uno strumento messo a disposizione dall'INPS e che merita di essere conosciuto.

Non tutti i lavori vengono considerati allo stesso modo, tanto che per alcuni è dato per scontato che possano essere retribuiti con forme di pagamento irregolari. È il caso, per esempio, di coloro che svolgono attività di baby sitter, lavoro domestico o che offrono ripetizioni scolastiche. Queste attività non si fondano solamente sulla buona volontà di ragazzi e ragazze che hanno delle ore libere da dedicare ad altre persone, magari nei propri ritagli di tempo, in quanto si tratta di veri e propri lavori occasionali che come tali devono essere oggetto delle relative tutele.

Sebbene non sia molto conosciuto esiste uno strumento, il cosiddetto Libretto Famiglia, che consente di regolarizzare proprio questo tipo di rapporti di lavoro (e non solo). Parliamo di uno strumento recente (introdotto solamente nel 2017 con il Decreto Legge 50 del 24 aprile ed entrato in vigore nel giugno dello stesso anno) cui tutti i cittadini possono fare riferimento e che proprio per questo merita di essere conosciuto.

A cosa serve il libretto famiglia INPS?

Il libretto famiglia è uno strumento messo a disposizione dall’INPS per la gestione dei pagamenti di specifiche attività lavorative. Queste devono essere innanzitutto saltuarie e sporadiche, altrimenti per essere regolarizzate necessitano di altre forme di accordi contrattuali.

Il libretto famiglia, invece, è una sorta di “libretto degli assegni virtuale” nominativo e prefinanziato che può essere utilizzato per il pagamento di precise forme di lavoro occasionale in modo da adempiere a tutti gli obblighi in materia retributiva, contributiva, assicurativa e previdenziale.

Il libretto famiglia sostituisce i vecchi voucher INPS (che sostituiscono i buoni lavoro) ed è lo strumento utile per accedere, come vedremo, al Bonus baby-sitter.

Libretto famiglia INPS: come funziona?

Per comprendere il funzionamento del libretto famiglia dell’INPS bisogna innanzitutto definire i termini utilizzati, ovvero utilizzatore e prestatore. Il prestatore è il soggetto che presta una forma di lavoro occasionale (quindi la persona fisica che riceve il pagamento), mentre l’utilizzatore è il soggetto che usufruisce di quel lavoro occasionale (e quindi paga la prestazione di lavoro).

Il libretto famiglia INPS è quindi composto da un insieme di titoli di pagamento, ciascuno del valore di 10 euro valido per il pagamento di “attività lavorative di durata non superiore a un’ora”.

Le prestazioni di lavoro occasionale previste dal libretto famiglia sono:

  • piccoli lavori domestici;
  • assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane;
  • insegnamento privato supplementare.

Rientrano quindi in queste categorie i lavori di pulizia, manutenzione e giardinaggio (lavori domestici), le attività di baby sitting e assistenza a persone disabili o malate (assistenza domiciliare) e le ripetizioni scolastiche e le lezioni private (insegnamento supplementare).

Il libretto famiglia può essere impiegato come utilizzatori solamente dalle persone fisiche (quindi coloro che non svolgono attività d’impresa o professionale) e come prestatori da disoccupati, giovani con meno di venticinque anni di età (purché regolarmente iscritti a un istituto scolastico o universitario), persone che percepiscono pensione (sia di vecchiaia che di invalidità) e coloro che percepiscono forme di sostegno del reddito o di forme integrative del salario. Utilizzatori e prestatori non devono aver avuto un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa negli ultimi sei mesi.

Esistono poi dei limiti economici entro i quali utilizzare i titoli del libretto famiglia. Per ogni anno civile di svolgimento della prestazione occasionale i prestatori, nell’insieme degli utilizzatori presso cui hanno lavorato, possono ricevere una retribuzione non superiore a 5000 euro. Lo stesso limite vale per gli utilizzatori in riferimento all’insieme dei prestatori cui hanno pagato le ore di lavoro. Inoltre, ogni prestatore non può svolgere per lo stesso utilizzatore attività lavorative che abbiano un compenso superiore ai 2.500 euro.

Il valore di ogni titolo nominale del libretto famiglia ha un valore di 10 euro lordi di cui “8 euro costituiscono il compenso del prestatore, 1,65 euro vengono accantonati per la contribuzione IVS alla Gestione Separata, 0,25 euro per il premio assicurativo INAIL, e 0,10 euro per il finanziamento degli oneri gestionali”. L’INPS fissa quindi a minimo 8 euro il compenso per ogni ora di lavoro, ma utilizzatore e prestatore possono accordarsi anche per importi orari maggiori.

I titoli nominali che è possibile aggiungere al proprio libretto famiglia possono essere acquistati per importi multipli di 10 euro. Per acquistarli l’utilizzatore può procedere tramite l’apposita piattaforma dell’INPS o attraverso il modello F24 Elide presso un ufficio postale o una filiale bancaria.

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Come richiedere il libretto famiglia

Per richiedere (ma anche per ricevere i pagamenti) tramite il libretto famiglia, utilizzatore e prestatore devono essere registrati alla piattaforma online dell’INPS. Per accedere è sufficiente avere lo SPID oppure la Carta d’Identità Elettronica (CIE) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Una volta eseguito l’accesso è necessario registrarsi. La registrazione può essere effettuata anche telefonicamente (tramite il Contact Center dell’INPS che risponde allo 06164164) o tramite patronati e intermediari presentando una regolare delega.

Come attivare libretto famiglia INPS?

Una volta acquistati i titoli del libretto famiglia (tramite F24 o tramite la piattaforma PAGOPA che viene proposta direttamente dalla piattaforma dell’INPS e che offre un accredito più rapido) questi compaiono nella propria pagina INPS e possono essere utilizzati. L’utilizzatore entro il terzo giorno dal termine della prestazione lavorativa svolta dal prestatore è obbligato a trasmetterne la comunicazione.

Sempre tramite la piattaforma INPS egli dovrà fornire: i dati del prestatore, il compenso, la durata del rapporto di lavoro, il luogo dove è stata svolta e la tipologia. Entro quindici giorni del mese successivo dalla data di attivazione del titolo nominativo del libretto famiglia l’INPS provvederà a erogare il pagamento pattuito direttamente al prestatore attraverso la modalità di pagamento che egli ha scelto e indicato nel momento della registrazione.

I contributi e l’INAIL vengono versati al prestatore due volte l’anno in forma cumulativa.

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Come pagare la baby sitter?

Nelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano e dove non ci sono nonni o familiari fidati ai quali poter affidare la crescita dei propri figli è fondamentale il ricorso a una persona che svolga il ruolo di baby-sitter. È importante chiarire fin da subito che si tratta di un impegno professionale a tutti gli effetti che, per quanto spesso venga svolto gratuitamente e confidenzialmente da fratelli, zii o amici fidati, la responsabilità di chi prendersi cura di un bambino è enorme. Sia dal punto di vista propriamente educativo che di responsabilità legale.

Chi fa il baby-sitter, infatti, non deve solamente giocare con un bambino, fargli passare del tempo o fare attenzione che non si faccia male, ma, specialmente quando vi trascorre molte ore al giorno, avere un rapporto attivo ed educativo a tutti gli effetti. Tanto che deve essere in grado di supportare il bambino nelle diverse fasi della crescita. Tutto questo ha un effetto legale enorme.

Non per spaventare i genitori, ma gli incidenti domestici possono capitare a tutti (papà e mamme compresi) così come gli imprevisti più o meno gravi; un baby-sitter ha una responsabilità nei confronti dei bambini e dei suoi genitori. Responsabilità di cui purtroppo ci si ricorda quasi esclusivamente quando succede qualche episodio spiacevole (o grave), ma che mostra quanto la scelta del baby-sitter non debba essere presa alla leggera o fatta seguendo solamente il grado di parentela o amicizia.

Trattandosi di un impiego, poi, è giusto e doveroso che venga retribuito. A oggi in Italia esistono due modi per retribuire chi si occupa di baby-sitting: con un contratto di lavoro dipendente (a termine o a tempo indeterminato) o con il libretto famiglia di cui abbiamo appena parlato.

Inoltre il libretto famiglia è indispensabile per usufruire del Bonus baby sitting. Questo è rivolto ai genitori o agli affidatari di minori fino ai 12 anni (o senza limiti di età per quelli con grave disabilità) per un importo fino a 1.200 euro (per dipendenti privati, iscritti alla gestione separata e autonomi) o fino a 2.000 euro (per medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico e di radiologia, operatori sociosanitari e personale dei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico).

Accedendo al portale INPS (lo stesso dove si attivano e gestiscono i titoli nominali del libretto famiglia) si ha la possibilità (tramite la funzione APPROPRIAZIONE presente nel menu a sinistra della pagina) di acquisire il bonus.

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