L’assegno unico universale per i figli a carico potrà essere richiesto a partire da gennaio 2021. A darne conferma il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. La misura approvata alla Camera con 452 sì, zero no e 1 solo astenuto, ora aspetta il via libera dal Senato e una volta ricevuto, il governo avrà a disposizione un anno per rendere attivo il provvedimento.

Il provvedimento, che rientra nel disegno di Legge Family Act 2021, è rivolto a tutte le famiglie con figli a carico, maggiorato per i terzi figli e i figli disabili.

Ma quali saranno le famiglie che potranno beneficiare di questo aiuto economico? Quali sono i requisiti fondamentali per richiedere l’assegno unico universale per i figli a carico? E a quanto ammonterà l’assegno unico?

Assegno unico universale per i figli: a chi spetta

Molte famiglie, anche a causa della pandemia, si sono trovate in grosse difficoltà economiche. Il pensiero di non poter arrivare a fine mese spaventa tante persone, padri di famiglia e madri.

È proprio su tali motivazioni che il governo Conte ha varato la misura finanziaria che prevede lo stanziamento di 3 miliardi di euro per i nuclei familiari in difficoltà.

Ma quali sono i requisiti per poter accedere alla richiesta dell’assegno unico universale per i figli? Questa la domanda basilare che tutti si pongono. In breve, potranno beneficiare dell’aiuto economico:

  • i cittadini italiani;
  • i cittadini dell’Unione Europea;
  • gli extracomunitari residenti in Italia da almeno 2 anni o con permesso di soggiorno di lungo periodo, di lavoro o di ricerca;
  • tutte i nuclei familiari devono avere dei figli a carico, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età.

Rientrano nell’assegno unico universale per i figli  le categorie di lavoratori

  • dipendenti
  • pubblici
  • privati
  • autonomi
  • liberi professionisti
  • disoccupati

Il nuovo assegno unico universale prenderebbe il posto dei bonus per le famiglie e nuovi nati attualmente vigenti.

Tra queste, sarebbero aboliti il bonus bebè, il bonus mamme di 800 euro, così come gli assegni familiari e gli ANF ed alcune detrazioni fiscali, tra le quali quella per gli asili nido.

Come richiederlo

Per beneficiare dell’assegno universale 2021, le famiglie hanno a disposizione due modalità d’intervento:

  1. tramite assegno: l’ammontare varierà a seconda del nucleo, poiché sarà formato da una quota fissa e da una variabile. Quest’ultima sarà calcolata in base al numero dei figli presenti in famiglia e alla loro età, tenendo anche conto del coefficiente Isee;
  2. tramite credito d’imposta: da utilizzare in compensazione con la dichiarazione dei redditi.

Specifichiamo che l’assegno universale deve ancora prendere forma visto che al momento è solo previsto da un disegno di legge. Ed è per tale motivo che, successive specificazioni su come richiedere l’assegno, sono rinviate a provvedimenti futuri.

Possiamo specificare, però, a quanto ammonta l’assegno unico universale per i figli a carico. Questo prevede una maggiorazione del 20% dal secondo figlio in poi.

La percentuale sale al 30% e 50%, per i figli disabili e l’assegno sarà esteso, per queste categorie, in modo permanente, quindi, avrà validità per tutta la vita.

Per ciò che concerne la somma dell’assegno mensile, la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, ha ipotizzato una cifra tra i 200 euro e i 250 euro.

La somma finale sarà comunque legata alla riforma fiscale, col riordino delle misure già esistenti a sostegno dei figli a carico. L’assegno universale, inoltre, non concorrerà alla formazione del reddito familiare.

Assegno unico universale: se i genitori sono separati?

Finora si è parlato di nuclei familiari uniti sotto lo stesso tetto ma, cosa succede se mamma e papà sono separati o divorziati?

Qualora i genitori siano legalmente separati o divorziati, l’ammontare dell’assegno viene ripartito tra i genitori ovvero, a chi esercita la responsabilità genitoriale.

In caso di separazione legale ed effettiva nonché di divorzio, l’assegno spetta in mancanza di accordo, al genitore affidatario.

Mentre, se vi è un affidamento congiunto o condiviso, l’assegno è ripartito nella stessa misura tra i genitori.

Articolo originale pubblicato il 19 ottobre 2020

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