Famiglie e Bonus Inps? Oggigiorno, l’ordinamento italiano a favore del sostegno alle famiglie prevede una serie di incentivi per agevolare i nuclei familiari attraverso i bonus Inps per genitori e figli.

Spesso, le famiglie italiane sono confuse dai molti requisiti imposti dal Governo italiano e dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS), su cosa serva per fare domanda e richiedere incentivi a sostegno del proprio nucleo famigliare. Una confusione che porta, molte famiglie, alla rinuncia delle domande di bonus.

Oggi, vogliamo soffermarci proprio su questo punto fondamentale e capire quali incentivi a sostegno di genitori e figli possono essere richiesti e con quali criteri. Una mini guida che vi accompagnerà, passo dopo passo, verso la chiarezza sui vostri diritti familiari.

Famiglie e Bonus Inps: L’assegno di natalità

Più comunemente noto con il termine “Bonus Bebè”, l’assegno di natalità è uno tra gli incentivi a favore del sostegno alle famiglie italiane. Tale Bonus non è altro che un assegno mensile spettante alle famiglie con figli piccoli. Questo assegno può essere richiesto alla nascita del proprio figlio ed è valevole per il primo anno di vita dello stesso.

Va ricordato che la mensilità spetta anche a quelle famiglie che hanno adottato oppure, hanno in affido un bambino e vale per ogni figlio componente il nucleo famigliare.

L’importo del bonus bebè varia a seconda della soglia di reddito famigliare dichiarato. Nello specifico:

  • Isee non superiore a 7 mila euro annui: mensilità spettante 160 euro, (192 per i secondi nati)
  • Isee non superiore a 40 mila euro annui: mensilità spettante 80 euro, (96 per i secondi nati)

Per inoltrare la domanda inerente il Bonus Bebè, questa deve essere trasmessa online attraverso il portale Inps entro 90 giorni dalla nascita del neonato o dalla data d’ingresso nel nucleo familiare in caso di adozione o affido.

Bonus Asilo Nido: come richiedere il contributo per l’iscrizione

Un’altra agevolazione a sostegno delle Famiglie è Il Bonus Asilo Nido 2020 che, come si evince dal sito dell’Inps, si colloca nell’ambito degli interventi normativi a sostegno del reddito delle famiglie per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati e di forme di assistenza domiciliare, in favore di bambini con meno di 3 anni affetti da gravi patologie croniche.

Il contributo dato alle Famiglie dal Bonus asilo nido prevede:

  • un massimo di 3.000 euro su base annua per i nuclei familiari in possesso di un Isee non superiore a 25 mila euro
  • un massimo di 2.500 euro annui per chi ha un Isee non superiore a 40 mila euro 
  • un minimo di 1.500 euro su base annua per nuclei familiari in possesso di una soglia Isee superiore a 40 mila euro (ovvero in assenza dell’Isee).

La domanda all’incentivo deve essere richiesta dal genitore attraverso 3 diverse modalità sul portale Inps:

  • online: tramite il servizio dedicato collegandosi al portale Inps e accessibile direttamente dal cittadino in possesso di un PIN INPS dispositivo, di una identità SPID o di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS) per l’accesso ai servizi telematizzati dell’Istituto;
  • contact center: chiamando da telefono fisso il numero verde gratuito 803 164 o da telefono cellulare il numero 06 164164;
  • Patronati e Caf.

La domanda va inoltrata entro e non oltre il 31 dicembre 2020.

Un bonus per la futura mamma: il Premio alla nascita da 800 euro

Il Premio alla nascita, noto anche con il nome “Bonus mamma domani” è un incentivo che va a premiare la futura mamma in dolce attesa. Il bonus prevede una tantum pari a 800 euro erogati dall’Inps sull’inoltro della domanda.

La domanda deve essere effettuata proprio dalla futura mamma a partire dalla fine del settimo mese di gestazione (inizio dell’ottavo mese di gravidanza) o alla nascita, adozione o affidamento preadottivo collegandosi sul portale Inps o tramite Patronato – Caf.

Tale premio non concorre alla formazione dell’Isee e, dunque, può essere richiesto indipendentemente dalla soglia di reddito complessivo che si possiede.

Congedo di maternità obbligatorio: a chi spetta e come richiederlo

Famiglie e Bonus Inps: Assegno familiare con 3 figli minori

L’assegno per il nucleo familiare è un incentivo a sostegno delle famiglie che viene concesso dal Comune di residenza ma pagato dall’Inps (con due rate semestrali) per quelle le famiglie con almeno tre figli minori e che hanno patrimoni e redditi limitati.

I requisiti per fare domanda sono semplici:

  • è necessario che nel nucleo familiare vi sia almeno 1 genitore che abbia 3 figli minori di 18 anni (anche in affido o adozione);
  • il genitore e i 3 minori devono far parte della stessa famiglia anagrafica;
  • i minori non devono essere in affidamento presso terzi;
  • il valore Isee non deve superare la soglia dei 23.200,30 euro;
  • la domanda deve essere presentata al Comune di residenza del richiedente entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello per il quale è richiesto l’assegno;
  • la domanda deve essere accompagnata dalla DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica).

Congedo Parentale: cos’è e come fare domanda

Il Congedo parentale spetta a quelle lavoratrici/lavoratori dipendenti a condizione che il rapporto di lavoro sia in essere al momento dell’inoltro della domanda.

Mentre, non possono usufruire dell’agevolazione del congedo parentale tutti quei genitori disoccupati o sospesi, lavoratori domestici e lavoratori a domicilio.

Nel caso in cui il rapporto di lavoro cessi all’inizio o durante il periodo di fruizione del congedo, il diritto al congedo stesso viene interrotto dal momento in cui è cessato il rapporto lavorativo.

Il congedo parentale permette di usufruire, per i lavoratori dipendenti, di un massimo di 10 mesi di astensione dal lavoro (periodo, questo, riferito complessivamente a entrambi i genitori) nel primo anno di vita del proprio figlio.

Mentre, per i primi 6 anni di vita del neonato e per un massimo di 6 mesi continuativi (complessivi ad entrambi i genitori), si percepisce un’indennità pari al 30% della giornata lavorativa retribuita in base alla retribuzione del mese precedente all’inizio del congedo.

Il  periodo complessivo del congedo (10 mesi), può essere fruito dai genitori anche contemporaneamente.

Come sottolineato dal sito dell‘Inps:

Ai lavoratori dipendenti, genitori adottivi o affidatari, il congedo parentale spetta, con le stesse modalità dei genitori naturali, e cioè entro i primi dodici anni dall’ingresso del minore nella famiglia, indipendentemente dall’età del bambino all’atto dell’adozione o affidamento

La domanda deve essere presentata telematicamente sul portale Inps o tramite Patronati o Contact Center. Tale richiesta va inoltrata prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto. Qualora venga presentata successivamente, saranno pagati solo i giorni di congedo successivi alla data di presentazione della domanda.

Per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, l’indennità è anticipata dal datore di lavoro.

Articolo originale pubblicato il 24 settembre 2020

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