I difetti della vista non sono solamente un problema estetico (quelli che portano a indossare gli occhiali e a essere oggetto, specie in età infantile e giovanile, di ironie da parte dei coetanei), ma anche di salute. È il caso dello strabismo nei neonati, una condizione che colpisce circa il 3% dei bambini e che può avere diverse cause e conseguenze.

Innanzitutto chiariamo che per strabismo è da intendersi, come riportato dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, una “deviazione di uno o entrambi gli occhi rispetto al punto di fissazione”. Oltre a essere un fenomeno diffuso è anche clinicamente rilevante essendo legato a diverse patologie e, ancora, a “influenzare anche la qualità di vita del soggetto in età evolutiva”.

Vista nei neonati: come, cosa e quanto vede un bambino?

Strabismo nei neonati: perché si verifica?

Cosa può provocare lo strabismo nei neonati? Parliamo di un fenomeno che può verificarsi già alla nascita e nei primi mesi di vita o anche durante l’infanzia, in base alla causa che determina questa condizione. Nei neonati lo strabismo può essere determinato da:

Lo strabismo non è l’unico difetto degli occhi e della vista che può manifestarsi nei neonati. Un caso altrettanto diffuso è quello dell’ambliopia. L’ambliopia, nota anche con il nome di ‘occhio pigro’, riguarda la riduzione della capacità visiva di uno degli occhi (o in alcuni casi anche di entrambi) ed è determinata da una scorretta trasmissione dei segnali nervosi tra il cervello e gli occhi.

Lo strabismo vero e proprio, invece, si verifica quando uno dei due occhi mette a fuoco un punto e l’altro occhio ruota in un’altra direzione. Si parla di esotropia nel caso in cui l’occhio ruota verso il naso, ipertropia quando ruota verso l’alto, esotropia quando volge verso la tempia e ipotropia quando si muove verso il basso.

In questo ambito va chiarita anche la distinzione tra foria e tropia. Nella foria il disallineamento è leggero e il più delle volte impercettibile. In questi casi spesso, salvo condizioni gravi, il trattamento non è necessario. Nella tropia, invece, il disallineamento è visibile e frequente.

Nei neonati lo strabismo non è da considerare automaticamente come una malattia, in quanto è una condizione normale in questa fase della loro vita durante la quale essi sviluppano la visione binoculare. Così come la gravità dello strabismo non è da associare all’angolo di deviazione dell’occhio. Esistono casi (come la cosiddetta microtropia) in cui la deviazione è impercettibile ma comunque responsabile di patologie più serie e di disturbi visivi gravi.

Come capire se è transitorio (finto strabismo)

È importante anche sottolineare che non necessariamente una deviazione di uno o entrambi gli occhi è da considerare uno strabismo. Nei primi due mesi lo strabismo può essere fisiologico, mentre ci sono casi di pseduostrabismo, definiti come una “impressione fallace di deviazioni inesistenti”.

Lo strabismo può anche essere transitorio o intermittente, caso che si risolve con un supporto medico nei primi sei mesi di vita. Con i test di screening si possono ottenere informazioni di questo tipo, ma anche in caso di pseudostrabismo è necessario controllare regolarmente il bambino nei mesi successivi alla nascita. Questo perché questa condizione può comunque portare allo sviluppo di uno strabismo vero e proprio.

La diagnosi dello strabismo è esclusivamente oculistica e i neonati devono essere sottoposti ai regolari controlli di crescita durante i quali verranno controllati anche gli occhi e la vista. È fondamentale ribadire l’importanza di una particolare attenzione al controllo della vista in età pediatrica, in quanto questo è il periodo migliore per intervenire. Una volta che il bambino ha raggiunto gli otto anni e lo sviluppo è ormai acquisito, i trattamenti correttivi dello strabismo hanno una risposta limitata e spesso non risolutiva.

Strabismo nei neonati: come correggerlo

Una volta individuato, lo strabismo nei neonati può essere corretto attraverso diversi trattamenti. La valutazione viene effettuata dal pediatra o dall’oculista che visita il bambino che può suggerire di far svolgere al bambino degli esercizi oculari, soprattutto nei casi di ambliopia, come per esempio indossare una benda sull’occhio sano in modo da sollecitare il muscolo dell’occhio disallineato o l’utilizzo di colliri.

Nel caso in cui queste procedure non apportassero benefici si procede con l’intervento chirurgico. Questo ha l’obiettivo di lavorare sulla recessione e resezione dei muscoli oculari. L’intervento chirurgico, che è il trattamento che offre maggiori e migliori risultati, può essere associato anche a delle complicazioni. Le principali sono la sovracorrezione e la sottocorrezione, ovvero quando la revisione del disallineamento è superiore o inferiore al necessario.

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