Problemi di vista nel bambino: i segnali e i consigli della pediatra

I bambini alla nascita riescono a vedere? E quali sono i principali problemi legati alla vista dei neonati? Lo abbiamo chiesto alla specialista in pediatria che spiega cause, diagnosi e rimedi.

Una delle maggiori criticità del periodo neonatale è quella di non riuscire a comprendere i bisogni, e quindi i problemi, di un bambino. Il pianto può essere associato all’avere fame, alla stanchezza o, ancora, a qualche dolore intestinale. Come fare, invece, per capire e riconoscere un disturbo o una malattia nel proprio bambino?

Una questione molto delicata è quella legata ai problemi di vista nel bambino. Problemi che possono presentarsi già alla nascita, ma che diventa difficile, se non impossibile, individuare attraverso una diretta segnalazione da parte del neonato.

Salvo casi evidenti come per lo strabismo, la vista dei neonati è uno di quegli aspetti che va monitorato fin dall’inizio. Come? Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Pilar Nannini, specialista in pediatria, che ci ha permesso di comprendere quali sono i problemi di vista più comuni nei neonati, quali le cause e i sintomi e, soprattutto, cosa fare per intervenire tempestivamente.

I problemi di vista più comuni nei bambini

Dottoressa Nannini, prima di comprendere quali sono i problemi di vista più comuni nei bambini piccoli, vorrei chiederle: alla nascita i bambini vedono? E se sì, già compiutamente o è un processo che si sviluppa nel tempo?

Alla nascita i bambini vedono, l’organo della vista è perfettamente funzionante, ma non hanno la capacità di percepire nitidamente. Tant’è che i bambini possono correttamente riconoscere i volti e i lineamenti e, piano piano, affinano la capacità di riconoscere i sorrisi; infatti poi compare il sorriso sociale, per cui il bambino sorride di rimando al sorriso del genitore, e poi la capacità di vedere con nitidezza i colori, che è già presente alla nascita e viene affinata.

Perfetto. Dopo questa premessa le chiedo quali sono i problemi che si riscontrano maggiormente in età neonatale?

Le patologie e le alterazioni a carico dell’occhio possono essere molteplici e l’età da 0 a 3 anni è un’età abbastanza difficile da indagare perché difficilmente il bambino può manifestare i sintomi dei difetti di vista. In questo caso ci aiuta il fatto che sono stati introdotti degli screening, che sono molto importanti in età pediatrica, e fortunatamente tra questi il “riflesso rosso” è stato inserito nei LEA come esame obbligatorio da fare prima della dimissione ospedaliera per tutti i bambini neonati.

I LEA, i livelli essenziali di assistenza, sono “le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket)” tra i quali rientrano anche degli screening neonatali per la vista. Grazie a questi screening, come sottolineato dalla dottoressa Nannini, «si possono riscontrare delle anomalie dell’occhio molto rapidamente».

Quali sono i fenomeni più comuni che possono riguardare i bambini dai 0 ai 3 anni?

L’ambliopia, la miopia e astigmatismo e la cataratta congenita.

Per una maggiore chiarezza espositiva per ciascuno di questi fenomeni individuiamo cause, sintomi e i trattamenti da seguire.

Problemi di vista nei bambini: le possibili cause

1. Ambliopia

Dottoressa Nannini, cos’è e qual è la causa dell’ambliopia?

L’ambliopia è una diminuzione dell’acuità visiva dell’occhio. Generalmente riguarda più un solo occhio, detto “occhio pigro” e non è dovuta a un’alterazione anatomica. Quando si parla di ambliopia si fa riferimento a diversi fenomeni come lo strabismo, un difetto di rifrazione degli occhi o una deprivazione di stimolo.

2. Miopia e astigmatismo

Invece quali sono le cause della miopia e dell’astigmatismo, i disturbi della vista che permangono anche in età adulta?

La miopia è la più comune difficoltà nella visione per lontano ed è una di quelle alterazioni della vista per cui la base genetica, la familiarità, pesa notevolmente. Quindi un bambino che ha entrambi i genitori miopi ha molta più probabilità di essere anch’egli miope.

L’astigmatismo è dovuto da un’irregolarità della curvatura della cornea, quindi si ha una difficoltà della visione un po’ in tutte le distanze, sia nei soggetti vicini che in quelli lontani. È dovuto a una cornea che ha una forma lievemente più ovalare rispetto al normale e le immagini possono essere lievemente distorte quando la luce va a colpire la cornea. Per questo gli oggetti possono apparire lievemente deformati, ma è sempre una deformazione che deve essere riscontrata con un apparecchio apposito e difficilmente il bambino la potrà verbalizzare. Frequentemente anche l’astigmatismo è di natura ereditaria.

3. Cataratta congenita

Dottoressa Nannini, cosa si intende per cataratta congenita?

La cataratta congenita è dovuta alla presenza di un’opacità del cristallino che blocca il riflesso rosso. Le cause della cataratta congenita possono essere molteplici, però è una delle cause di cecità più frequenti nell’infanzia e può essere associata a trisomie, patologie cromosomiche, può essere associata anche alla rosolia congenita, quindi contratta dalla madre già in età neonatale.

Problemi di vista nei bambini: i sintomi e come riconoscerli

1. Ambliopia

Ci sono, invece, dei sintomi per riconoscere l’ambliopia?

In questi casi, sia per la miopia che per l’ambliopia, dato che possono tranquillamente non dare sintomi, quindi il bambino non si accorge di non vedere bene, si diagnosticano solamente con la visita oculistica. Per tutti i bambini a oggi vi è l’indicazione di eseguire una visita oculistica all’età di tre anni, in modo che si riesca a capire se il bambino ha un occhietto pigro oppure no.

2. Miopia e astigmatismo

Per la miopia e l’astigmatismo ci sono dei segnali che i genitori possono percepire e che risultano come dei campanelli d’allarme?

Anche questa è asintomatica oppure la si può riconoscere quando il bambino lamenta che non riesce a vedere da lontano quando gli altri bambini già riescono – per esempio quando sono alla scuola materna – a vedere la lavagna piuttosto che a interagire con i compagni un po’ più lontani. Difficilmente, quindi, il bambino miope prima dei tre anni riuscirà a dire che non riesce a vedere bene.

L’astigmatismo è abbastanza comune in pediatria e anche in questo caso un bambino con un’età inferiore ai tre anni difficilmente se ne potrà rendere conto, ma è un riscontro che si può ricavare soltanto facendo le visite ai controlli periodici che si fanno dal medico di base. Il riflesso rosso, infatti, non deve essere fatto soltanto alla dimissione ospedaliera, ma deve essere eseguito periodicamente nell’ambulatorio del pediatra di base.

3. Cataratta congenita

Per la cataratta congenita, trattandosi di un fenomeno genetico, è  una condizione che può essere rilevata solamente con gli appositi strumenti diagnostici?

I bambini in questa fascia di età non lamentano mai i sintomi, tranne nei casi più gravi. Per questo sono stati istituiti questi controlli cadenzati durante i bilanci di salute dal pediatra e in occasione della dimissione ospedaliera dalla neonatologia, proprio per ovviare all’incapacità dei bambini di poter verbalizzare un eventuale disturbo.

Difetti congeniti: cause, trattamenti e prevenzione

Soluzioni e cura dei problemi di vista nei bambini

1. Ambliopia

Cosa fare se dalla visita oculistica emerge un problema di ambliopia?

Nell’ambliopia il bambino con l’occhietto pigro ha la possibilità di coprire l’occhio sano e di diminuire, anche poi con l’utilizzo delle lenti correttive, la differenza dell’acuità visiva o di risolverla in gran parte.

2. Miopia e astigmatismo

In caso di miopia e astigmatismo, le più diffuse alterazioni della vista, come si può intervenire?

Per la miopia il bambino può utilizzare delle lenti negative, generalmente gli occhiali, fino a poi, nei casi più gravi, poter eseguire il trattamento chirurgico che oggi è disponibile ma che va fatto a pubertà avvenuta, a sviluppo puberale completato.

3. Cataratta congenita

Cosa fare in caso di diagnosi di cataratta congenita?

In questi casi è necessario diagnosticarla tempestivamente perché la presenza della cataratta può minare fin da subito il corretto instaurarsi di una capacità visiva adeguata.

In conclusione possiamo dire che, data la particolarità di questa fascia d’età, è fondamentale che i bambini vengano sottoposti regolarmente a visita oculistica.

Se sono regolarmente osservate tutte queste cadenze di visite e di controlli si riesce, in ogni caso, a intervenire tempestivamente. Qualora non venisse fatta la terapia e la correzione, tempestiva e adeguata, possono diventare un problema.

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  • Bambino (1-3 anni)