Miopia nei bambini: quando si diagnostica e come scegliere gli occhiali

Si manifesta solitamente in età scolare, ma può insorgere anche prima: come diagnosticare la miopia nei bambini e scegliere gli occhiali.

Quando si parla di difetti della vista siamo portati a pensare che interessino solo gli adulti, ma i disturbi della vista possono presentarsi anche in tenera età. Diagnosticare correttamente la miopia nei bambini è fondamentale per intervenire tempestivamente e correggerla, così da impedire disagi o addirittura pregiudicare l’andamento scolastico.

Per questo, è importante non solo sottoporsi alle visite periodiche con l’oculista, ma sapere come e quando si diagnostica la miopia e, una volta accertata, capire come scegliere gli occhiali più adatti.

Quando si diagnostica la miopia nei bambini?

La miopia nei bambini insorge solitamente in età scolare, sebbene possa presentarsi anche in età pre-scolare, e tende ad aggravarsi con la crescita.

Poiché i soggetti miopi hanno difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti lontani, chi ne soffre tende a tentare di correggere questo difetto stringendo gli occhi per instaurare un meccanismo di compensazione che permette di migliorare la visione. Questo è uno dei primi segnali della miopia nei bambini, così come la tendenza ad avvicinare gli oggetti a sé o a posizionarsi a distanza ravvicinata da oggetti come il pc o la tv.

Anche affaticamento della vista e mal di testa possono indicare la presenza della miopia, che deve essere appurata mediante apposita visita oculistica.

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Le cause della miopia nei bambini

La miopia nei bambini non ha una causa specifica, nondimeno è possibile individuare alcuni fattori predispondenti. Tra questi, il più importante è la familiarità: i bambini che hanno uno o entrambi i genitori miopi hanno, infatti, una maggiore probabilità di sviluppare questo difetto della vista.

La predisposizione genetica, però, non è l’unico elemento che secondo gli esperti può aumentare le possibilità che si presenti la miopia nei bambini. Secondo Roberta Ardia dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, infatti, è stato ipotizzato il ruolo di:

  • fattori ambientali, come la scarsità di luce: una maggiore esposizione alla luce, infatti, comporta la liberazione di dopamina, che inibisce l’allungamento dell’occhio, una caratteristica che si riscontra invece nella maggior parte dei casi di miopia.
  • livello di scolarizzazione, associato sia alla prolungata visione da vicino durante lo studio: tenere libri (ma anche tablet, giochi e pc) troppo vicino agli occhi è un’abitudine che porta il sistema dell’occhio a regolarsi su una distanza ravvicinata, un’altra caratteristica tipica della miopia.
  • ipocorrezione del soggetto miope (deprivazione sensoriale).
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È possibile migliorare la miopia nei bambini?

Poiché a generare la miopia sono caratteristiche anatomiche e funzionali dell’occhio, non è possibile curarla, ma solo correggerla.

Ai pazienti miopi vengono quindi prescritte delle lenti con una gradazione negativa – nella forma di occhiali o di lenti a contatto, consigliate però in età più adulta – che permettono all’occhio miope di mettere a fuoco correttamente le immagini sulla retina.

Ci sono anche dei trattamenti chirurgici specifici che permettono di correggere definitivamente questo difetto della vista. Poiché è necessario che la miopia si stabilizzi – si tratta, infatti, di un disturbo che tende a peggiorare durante l’adolescenza – questi interventi sono indicati esclusivamente per pazienti adulti: sebbene non sia un fattore prevedibile, infatti, la vista dei pazienti miopi tende a stabilizzarsi tra i 20 e i 25 anni di età.

Secondo alcune teorie, sebbene la miopia nei bambini non possa essere curata ci sono delle tecniche per rallentarne la progressione nei soggetti predisposti, come diverse forme di “training” visivo o trattamenti farmacologici oculari. Secondo l’Ospedale Bambin Gesù, però, «ad oggi non ci sono conferme dell’efficacia nel tempo di questi trattamenti».

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Miopia e bambini: come scegliere gli occhiali

Sarà l’oculista, durante i controlli periodici o durante una visita specifica, a indicare la necessità dell’utilizzo di occhiali per correggere la miopia. Lo specialista indicherà anche quanto spesso ripetere i controlli e la conseguente frequenza del cambio degli occhiali.

È indicato preferire occhiali in plastica piuttosto che in metallo e optare per montature morbide ed elastiche che aiutino il bambino ad abituarsi gradualmente alla presenza degli occhiali.

Oltre all’estetica – la scelta di una montatura colorata può aiutare il bambino ad accettare più facilmente gli occhiali – è fondamentale valutare la fisionomia del volto, in modo da permetterne il regolare sviluppo, ricordando che, come le lenti, è fondamentale aggiornare periodicamente anche il modello, così da adattarlo in modo da avere sempre il miglior appoggio sul naso e un centraggio perfetto delle lenti.

Articolo originale pubblicato il 24 giugno 2022

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  • Bambino (1-6 anni)