Una condizione che si manifesta prevalentemente in età adulta, ma che sta registrando un significativo e preoccupante aumento anche in età pediatrica; parliamo degli occhi secchi dei bambini, di come si manifesta, come riconoscerla e, soprattutto, come curarla.

Il MedicalNewsToday, precisando l’assenza di dati sulla diffusione dell’occhio secco nei bambini, riferisce come diversi studi epidemiologici ne registrano la diffusione tra il 6,6% e il 7,84%. Fino a poco tempo fa questa, come sottolineato dall’American Academy of Ophthalmology, è stata considerata una condizione rara non solo per l’assenza di dati epidemiologici, ma anche per le poche conoscenze sui sintomi e sui criteri diagnostici.

Oggi alla luce di una maggiore consapevolezza l’occhio secco pediatrico (PeDED) è una condizione oggetto sempre di più attenzioni.

Viene definita come una malattia multifattoriale della superficie ocular,e caratterizzata da una perdita di omeostasi del film lacrimale e accompagnata da sintomi oculari in cui l’instabilità e l’iperosmolarità del film lacrimale, l’infiammazione e il danno della superficie e le anomalie neurosensoriali svolgono un ruolo eziologico.

La Società Oftalmologica Italiana (SOI) spiega che si tratta di una situazione patologica nella quale vi è l’alterazione quantitativa o qualitativa delle lacrime, con conseguente danno della superficie oculare.

Le possibili cause degli occhi secchi nei bambini

L’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-Iapb Italia Onlus individua due cause responsabili della secchezza oculare: la scarsa produzione di lacrime (ipolacrimia) e l’eccessiva evaporazione lacrimale (dislacrimia). Il portale MyHealth.Alberta.ca indica come tra le possibili cause di secchezza oculare sono da considerare:

In uno studio dell’American Academy of Ophthalmology, gli occhi secchi nei bambini possono essere la conseguenza di una malattia oculare evaporativa, di una blefarite (un’infiammazione dei margini palpebrali), di un’infezione da herpes simplex o dell’assunzione di alcuni farmaci (come gli antistaminici, quelli per l’acne, i contraccettivi orali e i colliri che contengono conservanti).

Condizioni più gravi alla base di questo disturbo possono essere disturbi neurologici e l’effetto di un trapianto di midollo osseo o di cellule staminali per la leucemia o altre condizioni genetiche.

Il sito di approfondimento Hylocchio, a cura dell’azienda farmaceutica Ursapharm, aggiunge anche la carenza di vitamina A come responsabile dell’indebolimento degli occhi di bambini e ragazzi.

Il fenomeno della secchezza oculare è aumentato significativamente nel corso degli ultimi anni anche per l’uso prolungato di schermi e videoterminali. Questo avviene sia per svago dall’utilizzo sempre maggiore e prematuro di smartphone, tablet, PC e videogiochi che per ragioni didattiche (come la DAD) o le videochiamate che hanno registrato una grande crescita negli anni del lockdown.

In questo senso, anche uno studio del BMC Ophthalmology ha confermato come l’utilizzo degli smartphone sia un fattore di rischio per la malattia dell’occhio secco in età pediatrica.

Occhi secchi: come accorgersene e le possibili conseguenze

Avere gli occhi secchi è per i bambini irritante, doloroso e una condizione che può compromettere la vista. Inizialmente il fenomeno si manifesta con sintomi apparentemente lievi come prurito e arrossamento oculare, motivo per cui si tende poi a sottovalutare il problema o a considerarlo transitorio.

Quando il bambino lamenta bruciore, dolore o prurito, percepisce una sensazione di stanchezza o arrossamento dell’occhio, tende a stropicciarli o a strizzarli frequentemente, ha una lacrimazione eccessiva, prova una sensazione di corpo estraneo negli occhi, vede offuscato o è sensibile alla luce, è doveroso prevedere un approfondimento medico che accerti le cause del disturbo.

Cos’è la sindrome dell’occhio secco?

Il Centro Italiano Occhio Secco (CIOS) definisce la sindrome dell’occhio secco (Dry Eye Syndrome DES) come una patologia oculare conseguenza di una patologia sistemica o autoimmune, una patologia oculare, una carenza di vitamina A, alcune cattive abitudini (fumo di sigaretta, uso prolungato di dispositivi elettronici, inquinamento ambientale, eccetera) e l’assunzione di alcune tipologie di farmaci in dosi particolarmente importanti.

Possiamo distinguere dicendo che quello degli occhi secchi è un fenomeno che può risultare temporaneo a seguito di una delle cause responsabili di questo problema, mentre la sindrome dell’occhio secco è una condizione cronica associata anche a un’alterazione della quantità o della qualità delle lacrime.

Cosa fare e come curare gli occhi secchi

Curare-occhi-secchi-nei-bambini
Fonte: iStock

La diagnosi è uno degli ostacoli principali nella gestione degli occhi secchi nei bambini. In quelli più piccoli la difficoltà maggiore è legata all’incapacità del bambino di comunicare e dell’interpretazione di quanto riferito dai genitori. Nei bambini più grandi la valutazione dei sintomi si rivela sicuramente più importante e viene spesso accompagnata da test diagnostici oggettivi che valutano il tempo di rottura del film lacrimale, l’osmolarità e la colorazione della superficie oculare.

La terapia di riferimento per la gestione degli occhi secchi nei bambini riguarda l’applicazione di lacrime artificiali. Questo tipo di approccio si rivela utile per ridurre i sintomi, ma hanno generalmente un’efficacia limitata nel tempo, tanto che si rende necessaria un’applicazione frequente.

In alcuni casi viene valutato il ricorso anche a gel oftalmici che consentono di umettare l’occhio per un periodo di tempo maggiore. Nelle forme più gravi si può ricorrere all’utilizzo di particolari lenti a contatto che proteggono la superficie dell’occhio dallo sfregamento delle palpebre.

Esistono anche terapie a base di emoderivati o di farmaci immunosoppressori il cui utilizzo dipende anche dalla causa dell’occhio secco. Per alcuni bambini si ricorre all’occlusione del puntino lacrimale (tramite piccoli dispositivi rimovibili) che bloccano il deflusso delle lacrime consentendo una maggiore lubrificazione dell’occhio.

Come prevenire e prendersi cura della salute oculare dei bambini

In generale, sia in termini di prevenzione che di corretta cura della salute degli occhi, è importante adottare alcune buoni abitudini che coinvolgono il bambino sia direttamente che indirettamente. Evitare di fumare, per esempio, è un comportamento prezioso per evitare che il fumo, in quanto agente irritante, possa peggiorare i sintomi dell’occhio secco.

È utile anche che il bambino beva molta acqua (anche fuori dai pasti), segua una dieta sana e variegata ricca di vitamina A, viva in un ambiente umidificato e pulito e prenda delle pause quando guarda la TV, usa il PC o legge. Per quel che riguarda l’uso degli smartphone e dei dispositivi digitali l’indicazione è di limitarla a non più di mezz’ora al giorno, preferendo attività alternative possibilmente all’aperto.

Nei bambini che indossano lenti a contatto è fondamentale l’igiene delle mani e delle lenti stesse con la regolare applicazione di lacrime artificiali. D’estate e nelle giornate di sole più intenso, è indispensabile anche indossare gli occhiali da sole per proteggere gli occhi non solo dai raggi UV, ma anche dallo smog, dagli allergeni presenti nell’ambiente e dalla sabbia delle località di mare.

In ultimo è indispensabile prevedere visite oculistiche di controllo anche per i bambini più piccoli. Queste sono cruciali non solo per diagnosticare eventuali difetti visivi, ma anche per rilevare tempestivamente condizioni e fenomeni, come quello degli occhi secchi, potenzialmente responsabili anche di importanti conseguenze.

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù raccomanda di routine una prima visita oculistica entro i 6 mesi, una a 3 anni e una a 6 anni in concomitanza con l’inizio della scuola dell’obbligo. In presenza di segni, sintomi e fastidi il ricorso a una valutazione medica è sempre il miglior approccio possibile.

Seguici anche su Google News!
Ti è stato utile?
Non ci sono ancora voti.
Attendere prego...

Categorie

  • Bambino (1-6 anni)