Cause e sintomi del torcicollo miogeno nel neonato

Anche i neonati possono avere il torcicollo, una malattia muscoloscheletrica che può essere congenita o acquisita. Conosciamo cause, rischi e rimedi.

In riferimento agli adulti, quando si parla di torcicollo si fa riferimento a una condizione di dolore e limitata mobilità della zona cervicale, dovuta spesso a problemi di scorretta postura. Esiste anche una forma che interessa i bambini fin dalla nascita; è il caso del torcicollo miogeno del neonato, una malattia muscoloscheletrica che può essere congenita (la più frequente) o acquisita (la forma più grave).

La forma congenita colpisce 1 neonato su 250 ed è la terza anomalia ortopedica che interessa maggiormente i bambini di sesso maschile e le prime gravidanze.

Quando si parla di torcicollo miogeno del neonato si fa riferimento a una condizione che interessa il sistema muscolare (miogeno). Questo perché il torcicollo può dipendere anche da fattori infiammatori, traumatici o neurologici comportando differenze nella valutazione e nel trattamento.

Il torcicollo miogeno nel neonato è quindi una compromissione (accorciamento) del muscolo sternocleidomastoideo, ovvero quello che si trova al lato del collo e che unisce la clavicola e lo sterno con la regione mastoidea, la parte del cranio sottostante l’orecchio. Il neonato con il torcicollo miogeno ha la testa inclinata verso il lato dove il muscolo sternocleidomastoideo è accorciato e ruotata verso il lato opposto.

Le cause del torcicollo nei neonati

Non vi sono certezze ed evidenze che confermino le cause che portano allo sviluppo di questa condizione.

Ci sono studi che ipotizzano una relazione tra la posizione ridotta del feto all’interno dell’utero (come nel caso della presentazione podalica) o da uno spazio ristretto. Queste condizioni provocherebbero una riduzione dell’apporto di sangue al muscolo del collo e, quindi, un’alterazione delle fibre muscolari e la formazione di tessuto cicatriziale.

Anche i traumi durante il parto possono essere responsabili di una malattia di questo tipo e spesso è associata a displasia congenita dell’anca.

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Tra le condizioni responsabili del torcicollo miogeno nei neonati ci sono anche le alterazioni delle pliche cutanee o le anomalie delle vertebre del collo o delle articolazioni della testa, così come un ematoma nei muscoli del collo, un anomalo ispessimento del tessuto (fibrosi) o una contrattura del muscolo sternocleidomastoideo.

Torcicollo miogeno nel neonato: i sintomi

Nella stragrande maggioranza dei casi (il 75% dei neonati) il muscolo sternocleidomastoideo interessato è quello destro. Il torcicollo si può manifestare sin dalla nascita o anche dopo qualche settimana.

Oltre alla flessione e rotazione del capo la maggior parte dei neonati affetti da torcicollo miogeno dopo due settimane dal parto presentano una tumefazione non dolorosa nella zona cervicale che tende ad aumentare fino al secondo mese di vita per poi ridursi in maniera spontanea. Altri sintomi legati al torcicollo miogeno sono la plagiocefalia, l’asimmetria facciale e in alcuni casi anche una scoliosi della colonna vertebrale.

Può capitare che i sintomi non siano immediatamente evidenti ma che si manifestino solo dopo i primi mesi parallelamente all’acquisizione da parte del neonato di un maggior controllo del collo e della testa.

Spesso si sospetta un’alterazione di questo tipo quando il bambino non segue con lo sguardo perché questo implicherebbe la rotazione della testa o se manifestano una difficoltà nell’allattamento al seno preferendo attaccarsi solo da un lato.

Rimedi e soluzioni per il torcicollo del neonato

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Fonte: iStock

La diagnosi del torcicollo miogeno del neonato avviene nelle prime settimane in associazione alla comparsa dei primi sintomi. Oltre all’esame obiettivo si esegue un controllo sul range di movimento cervicale e, per escludere possibili anomalie del collo o delle ossa della spalla, si esegue una radiografia. Il ricorso a un esame ecografico conferma sia la presenza di una massa all’interno del muscolo sternocleidomastoideo e il controllo dell’anca per valutare l’eventuale displasia, una condizione che interessa circa il 20% dei neonati affetti da torcicollo miogeno congenito.

La prognosi del torcicollo miogeno del neonato è legata alla tempestività dell’inizio del trattamento. Nell’80% dei casi, infatti, si riesce a recuperare la corretta posizione della testa senza ricorrere all’intervento chirurgico, scelta inevitabile laddove il trattamento a base di stretching si rivelasse inefficace.

L’intervento chirurgico, cui si ricorre quando il bambino è in età prescolare, consiste in una sezione (totale o parziale) del muscolo sternocleidomastoideo.

Il principale trattamento del torcicollo del neonato è quindi fisioterapico e si basa su esercizi di stiramento del muscolo interessato. Questi esercizi vanno svolti più volte al giorno e possono essere eseguiti anche dagli stessi genitori del bambino. Il ricorso alla fisioterapia si può rivelare necessario per aiutare il bambino a recuperare il controllo completo dei movimenti del collo e della testa. Il trattamento fisioterapico se ben eseguito e intrapreso nei primi sei mesi di vita restituisce importanti risultati già entro il primo anno di vita.

Se non trattata, preso in ritardo o non gestito correttamente il torcicollo miogeno può causare diverse conseguenze negative sul neonato. Vi possono essere conseguenze sul controllo della testa, sulla capacità di muovere gli occhi, problemi di equilibrio e ritardi nell’imparare a stare seduti da soli e a camminare.

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