
Lasciare che i bambini corrano dei rischi durante il gioco non è un errore, ma un'importante opportunità di crescita. Ecco perchè.
Non solo un problema di postura, ma una condizione che nelle forme più gravi può mettere a rischio anche la sopravvivenza del bambino e che va trattata tempestivamente.

La scoliosi infantile è una condizione rara che si manifesta prima dei tre anni e che nel 60% dei casi colpisce bambini maschi. L’aspetto critico è che nei primi mesi può essere asintomatica. Sebbene solitamente si risolva spontaneamente e senza alcun tipo di intervento è una condizione che può essere pericolosa per la vita del bambino o richiedere l’intervento chirurgico.
Questa gravità è legata all’importanza della colonna vertebrale, fondamentale per il sostegno del corpo, che nei primi mesi di vita del bambino è ancora in fase di sviluppo. La scoliosi è una curvatura anomala della colonna vertebrale che nei casi più gravi può portare a una compressione del polmone che, non trovano sufficiente spazio per svilupparsi, determina problemi di respirazione anche gravi.
Le conseguenze sull’anomala curvatura della colonna vertebrale può interessare anche il midollo spinale causando problemi neurologici anche incurabili. Infine la scoliosi può essere responsabile di deformità, problemi di deambulazione e, parallelamente, anche di minare lo sviluppo psicologico del bambino.
Lo sviluppo della colonna vertebrale è più rapido nei primi anni di vita e nei soggetti affetti da malformazioni il rischio di peggioramento di queste condizioni è più alto proprio a causa della rapida crescita. Per questo motivo la scoliosi infantile è una condizione da riconoscere e monitorare con attenzione per trattarla tempestivamente in modo da assicurare una prognosi positiva e una crescita sana.
La scoliosi, come anticipato, è un’anomalia nella curvatura della colonna vertebrale. È da intendersi come una deviazione laterale della colonna con la rotazione delle vertebre che peggiorare il passare del tempo.
La scoliosi infantile è una forma rara della scoliosi idiopatica, ovvero quella la cui causa è sconosciuta. La scoliosi, se non trattata, provoca una sporgenza lombare o costale permanente. Nei bambini e negli adolescenti non è pericolosa per la sopravvivenza del bambino e più il trattamento è precoce più c’è la possibilità di ridurre gli effetti a lungo termine di questa condizione.
La scoliosi idiopatica si classifica in base all’età di insorgenza e si parla di scoliosi giovanile quando si verifica tra i 3 e i 9 anni e di scoliosi adolescenziale tra i 10 e i 18 anni.
La scoliosi infantile, invece, è quella che si manifesta dalla nascita e i 3 anni e proprio per questa precoce insorgenza è la più grave perché va a compromettere lo sviluppo dell’organismo, anche degli organi vitali.
Trattandosi di una malattia idiopatica le cause non sono note, ma esistono diverse teorie che provano a spiegare cosa provoca questa condizione.
Una tesi suggerisce che la posizione assunta dal feto durante la gravidanza, con le relative anomale pressioni da parte delle pareti dell’utero, possa spiegare la deformazione tipica della scoliosi.
A sostegno di questa tesi ci sono i dati per cui i bambini con scoliosi infantile sono anche quelli maggiormente a rischio di displasia dell’anca e plagiocefalia, proprio nello stesso lato di deformazione della colonna vertebrale.
La seconda teoria, invece, è quella che sospetta l’origine genetica della scoliosi.
Di per sé la scoliosi infantile non è una condizione dolorosa, motivo per cui è considerata asintomatica. È però riconoscibile da alcuni segni che possono far sospettare una patologia di questo tipo.
Tra i segni più comuni sono da segnalare:
È doveroso precisare che non sempre la presenza di questi sintomi corrisponde a una deformità spinale. Possono infatti corrispondere a normali condizioni di sviluppo e in questo senso è fondamentale verificare se la curvatura della colonna vertebrale sta progredendo o peggiorando.
La prima diagnosi della scoliosi infantile avviene con la visita pediatrica che nei primi sei mesi riesce a individuare eventuali curve toraciche. Successivamente viene indicata una radiografia per misurare la gravità della scoliosi, mentre la risonanza magnetica si rivela utile sono nei casi più gravi.
In alcuni casi il pediatra può reputare necessario effettuare anche degli esami alla testa, alla schiena e alle estremità per verificare la presenza di altre anomalie.
La tempestività del trattamento e della cura della scoliosi infantile assicura al bambino non solo la sopravvivenza (per le forme più gravi), ma anche l’evitare che la condizione provochi deformità e tutte le complicanze a essa associate.
In base all’entità della scoliosi è possibile valutare il trattamento di rinforzo o l’intervento chirurgico. Nelle forme lievi può essere opportuno attendere e monitorare l’evolversi della scoliosi in quanto non è raro che essa si risolva spontaneamente senza alcun tipo di trattamento.
Nelle scoliosi che hanno un’evoluzione negativa piuttosto rapida è possibile valutare il ricorso al busto (il corsetto rigido). Questa terapia (che prende il nome di trattamento ortesico) richiede che il bambino indossi il busto per tutto il giorno salvo nelle ore in cui si dedica agli esercizi di rafforzamento dei muscoli intorno alle vertebre.
Laddove il trattamento di rinforzo si rivelasse inutile o non percorribile l’intervento chirurgico è l’unica soluzione possibile. Questo intervento, necessario per le scoliosi gravi e con una rapida progressione, consiste nell’applicazione di barre e viti con lo scopo di unire tra loro le vertebre.
La particolarità e la delicatezza dell’intervento è relativa alla condizione del bambino che ha una colonna vertebrale in fase di sviluppo e che non può quindi essere bloccata (come avviene invece per il trattamento delle scoliosi adolescenziali), pena conseguenze gravi sia dal punto di vista estetico che funzionale.

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