
Non si diventa genitori solo per questioni genetiche, ma anche e soprattutto per scelta. In questo modo le cose cambiano. E anche tanto.
I genitori di oggi sono sempre più protettivi nei confronti dei figli: ma a volte l'ipergenitorialità può avere conseguenze sull'autonomia e la gestione delle emozioni.

Ecco i pro e contro e quali conseguenze ha l’eccesso di iperprotettività sui figli, anche quelle sulla salute emotiva e la gestione delle emozioni.
Molto spesso ai genitori viene spontaneo essere protettivi con i figli. Quando un figlio si trova in difficoltà, la mamma e il papà corrono in suo soccorso. Ma un atteggiamento iperprotettivo non sempre è positivo e spesso comporta delle conseguenze sulla crescita emotiva dei figli e sulla loro autonomia, a cui si impedisce di spiccare il volo.
Oggi e sempre di più, i genitori vorrebbero sapere i propri bambini al sicuro, quasi in una bolla, per evitargli sofferenze e difficoltà. Tuttavia, sin da piccoli i bambini hanno bisogno di spazio per crescere e confrontarsi con la realtà – anche quando è amara -, per imparare da soli, senza qualcuno che dica loro, continuamente, cosa fare e cosa non fare.
Il ruolo dei genitori è quello di prendersi cura dei figli, accoglierli ma anche lasciarli liberi nelle decisioni e negli sbagli che faranno. Solo in questo modo potranno davvero diventare adulti responsabili. Sicuramente i genitori dovrebbero supportare e motivare i propri figli, senza però sostituirsi a loro nelle scelte.
L’ipergenitorialità si caratterizza soprattutto per un fatto: i genitori vogliono soddisfare tutti i bisogni dei figli, prima ancora che questi si presentino. Da un lato questo comporta indubbiamente dei vantaggi: per esempio la cura nella scelta dell’asilo o della scuola primaria, che offrano tante e diverse opportunità; la presenza nel seguire i figli a livello di frequentazioni; l’attenzione particolare che può capire se c’è qualcosa che non va.
Tuttavia, spesso l’ipergenitorialità porta a un’eccessiva mania di controllo, nel voler scegliere per i figli il meglio che possono avere. Si tratta di una presenza che, purtroppo, spesso finisce per essere invadente, soprattutto a livello psicologico, e può causare sicuramente più danni dei vantaggi che porta. Sia genitori che figli, probabilmente, saranno portati a sviluppare una forte ansia da prestazione, stress e disagio.
I figli si sentono sotto pressione perché dovranno soddisfare tutte le aspettative dei genitori – per esempio a livello scolastico – solo per “soddisfarli” e senza ascoltarsi davvero, senza ascoltare quali sono le loro esigenze e desideri. I genitori, iperprotettivi e con l’ossessione del controllo, vivono male, sono spesso frustrati e infelici, con molte ansie e incapaci di affrontare serenamente le difficoltà della realtà, con i suoi inevitabili fallimenti.
Un altro rischio è quello di creare un rapporto troppo simbiotico o al contrario evitante, in ogni caso poco sano, in cui i figli difficilmente raggiungeranno la propria autonomia, così abituati ad avere chi si sostituisce a loro nel risolvere i problemi.
Un ulteriore rischio è l’interferenza che i genitori iperprotettivi potrebbero avere nelle attività e soprattutto nei rapporti sociali dei figli (attività, amicizie…).
L’ipergenitorialità può portare a un basso sviluppo capacità di controllo emotivo e comportamentale; a una difficoltà ad affrontare situazioni difficili, per esempio a scuola (dove possono presentare un rendimento più basso) o nei rapporti sociali con i coetanei.
L’ipergenitorialità, infatti, blocca la capacità di risolvere i problemi e reagire davanti a impedimenti e frustrazioni; impedisce ai bambini di “imparare” a cavarsela da soli.
Se invece i genitori lasciano i figli autonomi, liberi di fare da soli (e anche di sbagliare), i bambini imparano:
Un altro rischio, è che la naturale curiosità dei bambini per l’ambiente e il mondo esterno, venga snaturata e trasformata in ansia e apprensione a causa di questa presenza troppo invadente.

Non si diventa genitori solo per questioni genetiche, ma anche e soprattutto per scelta. In questo modo le cose cambiano. E anche tanto.

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