I 4 consigli non richiesti più frequenti alle mamme

Tutti i neogenitori devono fare i conti non solo con orari e vite stravolti, stanchezza, pianti e pannolini sporchi, ma anche con gli immancabili consigli non richiesti di chi pensa che quello di cui hanno bisogno due persone che devono prendersi cura di una piccola creatura che stanno appena iniziando a conoscere sia l’opinione di qualcun altro.

Alcuni cominciano quando il bambino non è ancora arrivato: già durante la gravidanza, infatti, c’è chi non potrà trattenersi dal dispensare perle di saggezza non richieste, come l’immancabile «dormi ora che poi non potrai più» o il gettonatissimo (e sbagliatissimo) «ora devi mangiare per due».

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È dopo la nascita e l’arrivo del neonato o della neonata che, però, si scatenano i suggeritori, che spuntano da ogni angolo per dire alle neomamme e ai neopapà qual è il modo giusto per crescere il loro bambino.

Sulla nanna e sull’allattamento, sull’educazione e sul cibo, sulle attività da fare e sugli errori da evitare: non c’è campo su cui non si sprechino i consigli non richiesti che le mamme devono sopportare. Alcuni, però, sono più frequenti degli altri e potremmo scommettere senza rischio di smentita che ogni coppia di genitori li ha sentiti almeno una volta (e le mamme sicuramente qualcuna di più!). Ecco i quattro più frequenti.

I 4 consigli non richiesti più frequenti alle mamme

1 – I consigli sul sonno

Il sonno dei neonati e dei bambini è un argomento particolarmente dibattuto – non a caso, la prima domanda che ogni neogenitore si sente fare è «dorme?» – e sicuramente uno dei temi più soggetti ai consigli non richiesti alle mamme.

In questo campo, infatti, complici le aspettative poco realistiche degli adulti – che molto hanno a che fare con le loro convinzioni su cosa debbano fare i neonati e molto poco su quella che è la reale fisiologia del sonno dei più piccoli – consigli e suggerimenti “definitivi” per assicurare il tanto agognato riposo si sprecano.

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Dal sempreverde «lascialo piangere, vedrai che alla fine si addormenta» alle teorie sull’estinzione graduale del pianto di estivilliana memoria (poi ritrattate dallo stesso Estivill), passando per i «se lo addormenti in braccio lo vizi», gli inflessibili «deve dormire nel suo lettino» e i promotori del giro in auto, della fascia o della perfetta e infallibile routine della nanna, ognuno ha qualcosa da dire sul modo migliore per addormentare un bambino. Unico risultato: far sentire ancora più frustrati due già stanchi e stremati genitori.

2 – I consigli sull’allattamento

Sull’allattamento si dicono molte cose, ma a sentire i consigli non richiesti alle mamme c’è un’unica certezza: come fai, sbagli. «Ma come allatti a richiesta? Deve mangiare ogni tre/quattro/cinque ore!» «Secondo me non mangia abbastanza, il tuo latte è acqua, dagli l’aggiunta!» «Come fa male? Sicuramente sbagli qualcosa, non deve fare male» «Ma come, allatti ancora?» «Ma come, hai già smesso di allattare?» «Ma veramente non hai mai allattato?» «Ma dagli il latte artificiale, vedrai come dorme» «Ma non ti sembra che il bambino sia troppo grande per allattarlo ancora? Mi fa impressione vederlo attaccato ancora alla tetta!» «Guarda che se continui a dargli il seno poi lo prende come ciuccio».

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Se sono tutte frasi che suonano familiari è perché chiunque si sente titolato a dare la propria opinione su un’esperienza che dovrebbe riguardare esclusivamente la triade genitori-bambino e, soprattutto, la diade formata dalla persona che allatta e suo figlio. Senza dimenticare che per indicare quale sia la cosa migliore ci sono già istituzioni come l’OMS e che, in ogni caso, ogni esperienza è unica e merita rispetto.

3 – I consigli sul cibo

Finito l’allattamento, è il momento dello svezzamento. Una nuova fase su cui chiunque si sente in diritto di mettere bocca, con la convinzione di avere in tasca la verità assoluta, qualcuno forte della propria personalissima (e limitatissima) esperienza, qualcuno di luoghi comuni impossibili da eradicare.

Fai autosvezzamento? E come pensi di riuscire a dare tutti i nutrienti necessari? Segui lo schemino vecchio stile del pediatra? Povero bambino! Ma come lo fai mangiare con le mani, non lo vedi quanto sporca? Guarda che se non frulli tutto si soffoca. Ma come gli dai *inserire alimento a piacere*, non lo sai che i bambini non lo possono mangiare? Eccetera, eccetera, eccetera.

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4 – I consigli sull’educazione

Se c’è un campo in cui però i consigli non richiesti a mamme e papà si sprecano è quello dell’educazione. Tutti, di fronte a un neonato e i suoi genitori, si scoprono – o, per meglio dire, si improvvisano – puericoltori. Ovviamente, anche in questo caso la cosa giusta da fare è quella che non stai facendo tu.

«Guarda che così poi lo vizi» è uno dei mantra preferiti da chi dispensa saggezza – non richiesta – un tanto al chilo. Se lo tieni troppo in braccio non va bene, idem se non lo lasci piangere fino a «farsi aprire i polmoni», ma allo stesso tempo se gli dai troppe regole sono troppe, se gliene dai poche troppo poche, se sei rigida non va bene, se sei troppo accondiscendente stai tirando su un piccolo tiranno, se lo fai dormire nel lettone «guarda che poi te ne penti».

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A nessuno interessa sapere cosa pensino i genitori, perché facciano una cosa piuttosto che un’altra, qual è la loro idea di educazione e il rapporto che immaginano e desiderano avere con i propri figli: l’unico impellente obiettivo è dire loro cosa fare (perché, ovviamente, senza il loro aiuto sarebbero perduti).

Come rispondere ai consigli non richiesti?

I consigli non richiesti alle mamme e ai papà sono come la morte e le tasse: una certezza inscalfibile. Affrontarli, però, non è sempre facile, soprattutto perché arrivano in un momento di massima vulnerabilità, in cui i dubbi sono tanti, le poche certezze vacillano e la paura di sbagliare è una costante.

Come rispondere, quindi? Innanzitutto, dipende da chi è la persona da cui arriva il consiglio: a un familiare stretto o un caro amico ci si può permettere di rispondere in maniera più libera, magari suggerendo che, se il loro desiderio è quello di aiutarvi, ci sono altri modi per farlo in maniera molto più efficace.

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Purtroppo, però, molti consigli non richiesti arrivano alle mamme da perfetti estranei, o quasi. In questo caso, rispondere in maniera assertiva è più difficile.

Alcune persone sono in grado di farsi scivolare addosso queste spiacevoli intromissioni. Se non siete tra questi, la cosa più importante è cercare di non farvi colpevolizzare o sentirvi inadeguati sulla base delle parole di qualcuno che non conosce voi o la vostra situazione.

Senza dover giustificare le vostre scelte, potete rispondere cercando di disinnescare il meccanismo tossico che sta alla base di questi atteggiamenti, ringraziando educatamente per il suggerimento e dimenticandolo un secondo dopo. Se il messaggio non arriva a destinazione, fate capire in maniera chiara che se avrete bisogno di consigli sarete i primi a richiederli ma che decisamente non è questo il caso.

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