Buone nuove per le donne incinte preoccupate di un’eventuale trasmissione di infezione da Covid al feto: un nuovo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Nature Communications ha identificato i meccanismi cellulari e molecolari che possono arginare il processo infiammatorio di SARS-CoV-2 durante la gravidanza.

Realizzato dai ricercatori modenesi Sara De Biasi, Domenico Lo Tartaro e Lara Gibellini e condotto da Unimore, coordinato dai professori Fabio Facchinetti e Andrea Cossarizza, lo studio si intitola Endogenous control of inflammation characterizes pregnant women with asymptomatic or paucisymptomatic SARS-CoV-2 infection, e documenta le molecole rilevate nel plasma e nelle cellule del sangue implicate nella risposta immunitaria delle donne in dolce attesa.

I risultati dello studio

Dalle analisi emerge che in gravidanza aumenti il numero di molecole che svolgono un’attività antinfiammatoria, rispetto al numero delle molecole pro-infiammatorie. In sostanza durante la gestazione si “spengono” le possibili infiammazioni dovute al Covid, in maniera del tutto spontanea.

Tutto merito del sistema immunitario e di come questo lavora in gravidanza: in gravidanza, come ha spiegato il professor Facchinetti, Direttore della Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia AOU Modena, in caso di infezione da Covid, le gestanti attivano una risposta specifica e differente che difende dalla tempesta citochinica responsabile dei sintomi più gravi e dei decessi da Covid-19.

L'impatto (negativo) del Covid su gravidanza, parto e nascite, il nuovo studio

In questo particolare periodo si innescano meccanismi endogeni di regolazione della risposta infiammatoria che riescono a preservare l’organismo dai sintomi più gravi. Le nuove scoperte attenuano quindi anche le apprensioni delle società internazionali di Ginecologia e Ostetricia, che durante la seconda e terza ondata avevano rilevato un aumento di sintomi e del numero di parti pretermine.

In gravidanza – sottolinea Facchinetti – il sistema immunitario lavora in modo particolare per permettere lo sviluppo del feto. In caso di infezione da coronavirus, le gestanti attivano una risposta specifica e nuova, che, proprio come un potente soffio di vento, spazza via la nota ‘tempesta citochinica’, responsabile dei sintomi più gravi e dei decessi legati al Covid-19. Questo processo spiega perché le gravide si siano meglio difese nella pandemia.

Ciò non significa, ovviamente, che le gestanti possano evitare il vaccino, soprattutto perché le varianti, in particolare la Delta, possono rappresentare un rischio, affermano gli studiosi, in particolare per le future mamme in stato di obesità, diabete e ipertensione.

Articolo originale pubblicato il 27 agosto 2021

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