Per almeno due anni (salvo i casi dei genitori che iniziano fin da subito con l’elimination communication) ci si abitua a mettere e cambiare pannolini per più volte al giorno, acquisendo una pratica che spesso spaventa chi non ha mai “maneggiato” un neonato e un bambino.

Arriva però poi il momento che questa routine deve finire, per il bene del bambino. È quella fase detta dello spannolinamento, per la quale il bambino impara a fare i bisogno in tempi e modi adeguati diversi rispetto alla libertà di poter urinare e defecare in qualsiasi momento avendo addosso il pannolino.

Quando si effettua lo spannolinamento?

Quello dello spannolinamento è un passaggio molto delicato ed estremamente importante perché cambia profondamente le abitudini del bambino, coinvolge i suoi sentimenti e il suoi imbarazzo e lo espone al confronto con i coetanei. Per questo motivo l’indicazione dei pediatri è quella di iniziare tra i 2 e i 3 anni, preferendo il periodo prima dell’inizio della scuola materna, anche in virtù del confronto con gli altri bambini. In realtà ci sono anche ragioni fisiche: è in questo periodo che il bambino ha movimenti intestinali regolari, ha la capacità di sedersi su un vasino ed è in grado di recepire e applicare gli insegnamenti ricevuti.

È doveroso però considerare che il passaggio del pannolino non è né automatico né immediato; richiede tempo, pazienza e l’attuazione di una serie di strategie utili a rendere questo cambiamento definitivo e privo di conseguenze negative. Spesso, infatti, si tende a voler anticipare lo spannolinamento, ma si tratta di un rischio che si può rivelare controproducente.

È inoltre sbagliato rimproverare, fare pressioni o mettere in dubbio le capacità del bambino di passare al vasino; il piccolo va supportato, guidato e incoraggiato a compiere un cambiamento che non è solamente pratico e igienico.

La finestra temporale indicata (tra i 2 e i 3 anni), infatti, non è legata all’ingresso nella scuola, ma a una fase della vita in cui lo sviluppo del bambino lo porta ad acquisire e a maturare la consapevolezza di quando la vescica è piena e, ancora, quando e come assecondare le contrazioni del muscolo vescicale per fare i suoi bisogni. Solo dopo i 4 anni, infatti, il piccolo impara il controllo dello sfintere volontario, per cui il passaggio dal pannolino al vasino o al riduttore, non può che essere graduale. Se invece il bambino bagna il lettino dopo i 5 anni probabilmente si è di fronte a una condizione di enuresi notturna e va affrontata secondo i modi adeguati.

Un indicazione importante (ma sempre da contestualizzare) è quella legata al periodo dell’anno in cui iniziare lo spannolinamento. Può essere utile, pratico e comodo (sia per i genitori che per il bambino) farlo d’estate. Questo perché il bambino è a casa e i genitori possono seguirlo e accompagnarlo in questo passaggio.

Inoltre il fatto che si sporchi o si bagni non costituisce un grande problema potendolo lavare rapidamente e anche avendo la possibilità di contare sul fatto che abbigliamento e lenzuola si asciughino velocemente.

Spannolinamento: come fare?

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Fonte iStock

Ma cosa vuol dire che è il momento giusto per abbandonare il pannolino e passare al vasino? Come fanno i genitori a capire che il proprio bambino è pronto per iniziare questo cambiamento? Trascorrendo il tempo con i bambini si impara a conoscerne il linguaggio, le abitudini e i comportamenti, anche quelli legati ai bisogni fisiologici.

Quando il bambino, per esempio, comunica che sta facendo la “cacca” o la “pipì” significa che avverte e riconosce lo stimolo. Magari ancora non è del tutto in grado di controllarlo, ma può essere considerato l’inizio di un percorso. Anche la frequenza con cui si rende necessario il cambio del pannolino, se si riduce, rappresenta un segnale che il bambino inizia a sperimentare un controllo sulla vescica.

È fondamentale che il bambino comprenda quello che sta facendo e deve fare, vivendo il passaggio con serenità e divertimento. Non ci sono scadenze entro le quali riuscirci, non deve sentire la pressione, l’obbligo o l’ansia da prestazione; ognuno ha i suoi tempi e i suoi modi ed è quindi necessario che siano i genitori a decidere come intraprendere lo spannolinamento.

Ci sono per esempio bambini che possono mostrare curiosità per il vasino e quello può essere il pretesto per spiegargli a cosa serve, come funziona e come utilizzarlo.

L’educazione allo spannolinamento può passare anche attraverso l’utilizzo di libricini nei quali i personaggi che per il bambino sono familiari fanno la stessa cosa. È un modo tramite il quale il bambino comprende che è un’attività che riguarda anche gli altri e che quindi è più motivato a eseguire.

Un altro metodo utile può essere quello di organizzare il bagno a misura di bambino. La presenza fissa del vasino o del riduttore permette al bambino di associare quell’ambiente della casa allo svolgimento dei bisogni fisiologici. Chiaramente non rispetterà sempre i tempi e non ripeterà automaticamente tutte le volte gli stessi comportamenti che ha una volta mostrato essere in grado di fare, ma si tratta di tutti accorgimenti che aiutano il bambino a diventare capace di non aver più bisogno del pannolino e passare alle mutandine.

Un ultimo elemento da considerare è quello relativo alla notte. Quando si dorme i bambini hanno un controllo minore della vescica e soprattutto all’inizio può essere utile mantenere il pannolino quando si va a dormire.

Al mattino quando si nota che il pannolino è asciutto si può abbandonarlo definitivamente e lasciare che il bambino dorma senza, pronti a qualche episodio di pipì a letto che è più che normale e non deve essere oggetto di rimproveri o punizioni.

Lo spannolinamento secondo il metodo Montessori

Secondo il metodo Montessori ci sono diversi accorgimenti da adottare per accompagnare l’abbandono del pannolino. Il primo potremmo definirlo cronologico. Quando il bambino inizia a dare i segnali che è pronto o interessato è doveroso iniziare. Bisogna saper cogliere le attitudini del piccolo, assecondandole e valorizzandole e non rimandarle in nome della stagione dell’anno o di altri fattori.

Nonostante il passaggio sia graduale è importante evitare l’utilizzo dei “pannolini da allenamento”. Il pannolino va tolto, non sostituito con delle vie di mezzo. Il rischio di bagnare il letto o farsi la pipì addosso fa parte dello spannolinamento e il bambino deve anche provare la sensazione sgradevole di farlo; in questo modo saprà riconoscerne i segnali e imparare a gestirli. Il tutto, ovviamente, senza rimproveri o altre reazioni negative.

Un altro punto chiave dello spannolinamento secondo il metodo Montessori riguarda il ruolo del bagno. È utile che il bambino associ quella stanza a questo tipo di attività. Oltre a predisporre il bagno a misura di bambino può essere utile accompagnare e farsi accompagnare in bagno quando si ha bisogno di evacuare. In molti casi c’è un po’ di imbarazzo, ma è tramite l’esempio dei genitori che il bambino impara più di tante spiegazioni verbali.

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  • Bambino (1-6 anni)