Ciuccio, dito in bocca o nessuno dei due? Come eliminare il vizio

Molti bambini sentono l'esigenza di mettere il dito in bocca. Perché? Vediamo quali sono le conseguenze e i consigli per togliere il vizio; e infine, cosa è preferibile tra dito in bocca e ciuccio (o nessuno dei due).

Quella del dito in bocca è un’abitudine che accomuna molti neonati e può trasformarsi in vizio. Ma è davvero così pericoloso? Cosa è preferibile tra il ciuccio e il dito in bocca? O è meglio evitarli tutti e due? Vediamo il significato del dito in bocca, le conseguenze e i consigli per smettere.

Il bambino mette il dito in bocca: cosa significa?

L’abitudine a mettere il dito in bocca è legata al riflesso di suzione e inizia a consolidarsi già in gravidanza: dopo il primo trimestre il bambino mette le dita, e in particolare il pollice, in bocca. La suzione può essere nutritiva e non nutritiva. La prima è volta a garantire al bambino il nutrimento, è strettamente connessa alla deglutizione e alla respirazione.

La seconda può comparire nel sonno e avviene in modo spontaneo e intenzionale, può essere stimolata dall’inserimento di un dito o un altro oggetto in bocca. La sua funzione è quella di regolare la respirazione, il battito del cuore, la digestione, l’alternarsi di stati di sonno e di veglia, di scaricare la tensione e contrastare il dolore.

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Le possibili conseguenze

La conseguenza più importante dell’uso prolungato del dito in bocca è una certa deformazione del cavo orale. Questa potrà risolversi da sola quando il bambino sospende questo tipo di suzione non nutritiva. Infatti, i bambini non solo succhiano il dito, ma lo spingono contro il palato e questo, a lungo andare, può causare danni al palato con una conseguente deformazione dell’arcata dei denti.

Secondo le principali raccomandazioni e documenti internazionali l’età limite entro cui il dito in bocca non provoca danni è quella di 3 anni. A quest’età, d’altra parte, la maggior parte dei bambini riescono ad abbandonare questa abitudine da soli.

Se invece un bambino a 4 o 5 anni non riesce a rinunciare al dito in bocca (come al ciuccio) probabilmente ci troviamo di fronte a un disagio emotivo più importante che è sfociato in una dipendenza, o a comportamenti ambigui dell’adulto che non lo hanno aiutato a smettere; a quel punto ci si potrà rivolgere a un professionista.

Ma fino a 3 anni viene considerato perfettamente normale il desiderio del bambino di tenere continuamente il dito in bocca (o il ciuccio). Spesso accade che i bambini smettano da soli da un momento all’altro, solitamente intorno ai 3 anni; e per i più “lenti” non dopo i 4. Per quanto riguarda invece la suzione nutritiva e l’attaccamento al seno, non si corre nessun rischio in relazione a un’eventuale deformazione del cavo orale.

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2 consigli per togliere il vizio del dito in bocca

L’abilità del bambino di autoregolare il proprio comportamento, rimandare la gratificazione o sopportare le frustrazioni, si sviluppa dai 2 ai 3 anni.

Questa è l’età in cui i bambini osservano e imitano gli adulti e i bambini più grandi di loro. E molti abbandonano l’abitudine di mettere il dito in bocca perché vogliono comportarsi come “i grandi”. Per quelli che ancora non lo fanno spontaneamente, ecco alcuni consigli per togliere (da soli) il vizio del dito in bocca.

  1. Dare fiducia al bambino. È fondamentale dare fiducia al bambino, fargli sentire che crediamo in lui, anche se ha preso il vizio del dito in bocca (o del ciuccio). A questo proposito, è importante evitare di dare giudizi negativi o fare commenti spiacevoli quando i bambini sono con le dita in bocca.
  2. Non chiedergli di smettere in modo diretto, ma usare il gioco e la narrazione. Un buon modo per accompagnarli in questa piccola conquista verso l’autonomia può essere quallo di inventare storie e racconti; oppure interpretare giochi di finzione in cui il bambino potrà decidere di essere un altro personaggio e imitarlo. Sentirà quindi di essere lui a prendere liberamente la decisione di mollare il dito (e non il genitore).
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Ciuccio, dito in bocca o nessuno dei due

Le suzioni del dito, del ciuccio e del seno (quella non nutritiva) svolgono la funzione di autoregolazione del comportamento del neonato; rispondono a un bisogno innato di consolazione e conforto; ma possono avere, come abbiamo visto, conseguenze sul suo sviluppo psicomotorio.

La suzione del dito viene gestita dal bambino in modo autonomo e ha l’effetto positivo di incrementare la sua capacità di regolare gli stati di sonno e di veglia. Spesso viene giudicata male e se ne estremizzano le potenziali conseguenze (che riguardano un numero basso di casi).

Secondo alcuni, l’utilizzo del ciuccio potrebbe essere utile prima di addormentarsi per diminuire il rischio della morte in culla (SIDS); ma anche questo strumento ha i suoi contro.

Ma allora, qual è preferibile tra i due? L’ideale sarebbe crescere un bambino che sappia stare senza l’uno o l’altro, togliendogli il dito e non dandogli il ciuccio quando è ancora piccolo (poi diventa più difficile). Ma come in tutte le cose, bisogna trovare una giusta misura per ogni bambino: quello che va bene per uno, potrebbe non andare bene per un altro.

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  • Bambino (1-3 anni)