Come svezzare il tuo bambino senza inquinare lui e il suo futuro

Esistono diverse opzioni per rendere lo svezzamento più "green" e meno inquinante. Che preferiate usare gli omogeneizzati, preparare le pappe in casa o fare autosvezzamento, ecco una serie di spunti per rispettare l'ambiente

Attorno ai sei mesi di vita, arriva per tutti i bambini il momento di integrare la dieta a base di latte (materno o formulato che sia) con i primi alimenti solidi.

A disposizione delle mamme e dei papà ci sono diverse opzioni, più o meno pratiche e più o meno economiche. E, non da ultimo, più o meno sostenibili. Se il vostro desiderio è portare avanti uno svezzamento “naturale”, all’insegna del basso impatto ambientale e del plastic free, ecco per voi qualche spunto utile!

Vai con le pappe fatte in casa

Quando è stato il turno di Davide, il mio primogenito, non ho avuto dubbi: col totale avallo del nostro fidato pediatra, mio figlio avrebbe mangiato in prevalenza piatti preparati in casa, mentre gli omogeneizzati sarebbero stati destinati alle situazioni di emergenza, come i viaggi all’estero.

Le pappe fai da te, dal mio punto di vista, presentano diversi aspetti interessanti, a cominciare dalla maggiore possibilità di variare gli ingredienti, proponendo liberi abbinamenti e includendo fin da subito una gamma di sapori più ampia, in modo da abituare il bambino a tanti gusti diversi.

Omogeneizzatore, i migliori 7 per preparare pappe sane e gustose

Anche le consistenze degli alimenti preparati in casa con frullatori, cuocipappa al vapore, robot da cucina etc sono più diversificate, e permettono al piccolo gourmand di abituarsi gradualmente alla “gestione” degli alimenti solidi.

Dal punto di vista dell’inquinamento, le pappe fatte in casa offrono l’indubbio vantaggio di produrre meno rifiuti, dal momento che si evita lo smaltimento quotidiano di vasetti in vetro, coperchi, etichette, involucri esterni.

Utilizzare ingredienti locali e di stagione permette di abbattere ulteriormente l’impatto sull’ambiente, oltre che avere un occhio di riguardo per il bilancio familiare.

Anche dal punto di vista degli sprechi alimentari, in genere la preparazione domestica dei pasti consente di modulare le quantità in modo da evitare o ridurre al minimo gli avanzi. Personalmente, preparavo un certo quantitativo di prodotti, che poi congelavo in comode monoporzioni in modo da avere tutto pronto ogni giorno.

Omogeneizzati? Scegliamoli green

Se cucinare ogni giorno carne, pesce e verdure non fa per voi, o se il poco tempo a vostra disposizione non vi consente di dedicarvi alla preparazione delle pappe, una valida alternativa in chiave ecologica può essere la scelta di omogeneizzati prodotti con criteri green da marchi attenti alla sostenibilità.

Sul mercato, infatti, non è difficile trovare baby food con ingredienti biologici, prodotti cioè senza l’uso di pesticidi e concimi di sintesi nell’ottica, oltre che di una maggiore salubrità per i piccoli consumatori, di un maggiore rispetto per l’ambiente nel suo complesso.

Svezzamento vegetariano: sì o no?

bimbo che mangia

Se non mangiate carne, è possibile che il vostro istinto vi suggerisca di adottare fin da subito lo stesso regime alimentare per il vostro bambino. Svezzare in modo vegetariano in effetti è possibile, a patto di adottare una serie di precisi accorgimenti.

Una dieta latto-ovo-vegetariana ben bilanciata, in particolare, può essere una scelta nutrizionalmente adeguata anche per un bimbo in fase di svezzamento, che potrà trarre tutti gli elementi di cui necessita per crescere sano da cereali, legumi, verdura, frutta, ma anche tofu, uova e latticini leggeri.

Anonimo

chiede:

In questo caso, il beneficio per l’ambiente è indubbio, visto l’impatto sempre crescente legato al consumo di carne e pesce: emissioni di gas serra, consumo di acqua e di suolo, dispendio energetico, sofferenze a carico degli animali, etc.

La regola che non va trascurata per nessuna ragione al mondo è però quella di seguire alla lettera le indicazioni del nutrizionista pediatrico, affidandosi a un professionista che abbia una comprovata esperienza nel campo delle pappe vegetariane.

Autosvezzamento: liberi tutti

Il cosiddetto autosvezzamento – anche se la dicitura più corretta sarebbe “alimentazione complementare a richiesta” – è un approccio piuttosto diverso rispetto a tutte le altre scelte in tema di baby food.

In estrema sintesi, prevede che il bambino non sia nutrito con pappe preparate ad hoc, ma abbia libero accesso alla mensa di tutta la famiglia e assaggi spontaneamente quello che desidera.

Fino a quando gli assaggi non si fanno più consistenti, arrivando infine a costituire un pasto vero e proprio, l’alimento principale rimane il latte, materno o artificiale, da offrire a richiesta.

Dal latte della mamma agli spaghetti: come funziona l'autosvezzamento

Una opzione che può essere molto amica dell’ambiente, dal momento che permette di evitare l’acquisto di prodotti dedicati, di ridurre i rifiuti, gli sprechi e il consumo energetico legato alle attività di cucina.

L’autosvezzamento è proprio la scelta che ho fatto con Flavia, la mia seconda figlia, che a differenza di suo fratello ha sempre mostrato una maggiore curiosità verso il “cibo dei grandi” e un totale disinteresse verso le pappe vere e proprie.

Quale è stata la vostra scelta in fatto di svezzamento? Avete altri suggerimenti perché sia più “green” e rispettoso dell’ambiente?

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