Il tumore al seno

Il tumore al seno

Il tumore della mammella è il tumore maligno più frequente nella donna, soprattutto nei Paesi industrializzati e rappresenta il 27% di tutti i tumori femminili e colpisce una donna su 10. Questa patologia oncologica si deve alla moltiplicazione incontrollata di un gruppo di cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in maligne e, dopo essersi staccate dal tessuto che le ha generate, invadono i tessuti circostanti e, nel tempo, anche altri organi del corpo.

=> Gravidanza dopo Cancro al Seno

Esistono due principali tipi di carcinoma alla mammella:

  • invasivo: capace di infiltrare i tessuti circostanti, di andare in circolo e di dare origine a metastasi;
  • in situ: caratteristica patologica non ancora a rischio di metastasi.

Negli ultimi anni si è registrato un aumento dei casi di tumore del seno e, se tale tendenza proseguirà, prossimamente si prevede circa un milione di nuovi casi ogni anno in tutto il mondo. Tuttavia, si inizia a registrare nei paesi industrializzati una tendenza alla riduzione della mortalità dovuta alla diagnosi precoce e al miglioramento delle terapie. Questa tendenza indica che è molto importante rafforzare le strategie di diagnosi precoce e prevenzione, dando anche facilità di accesso a cure efficaci, e consentendo un equo trattamento a livello nazionale.

Nel nostro Paese, secondo i dati raccolti nel volume Il cancro in Italia 1993’“ 1998, realizzato dalla LILT in collaborazione con l’ Associazione Italiana dei Registri Tumori, nel nostro Paese il rischio di sviluppare un tumore alla mammella è maggiore del 40% al Nord rispetto al Mezzogiorno. Inoltre, gli aumenti registrati nel periodo preso in esame sono generalizzati e vanno dal 2 al 17%. La mortalità, invece, diminuisce pressoché ovunque. Come nel caso del tumore al colon retto, l’aumento del tasso di incidenza del cancro alla mammella riflette sia un vero aumento del rischio, sia fasi di transizione nell’anticipazione diagnostica dovuta a programmi di screening e a controlli diagnostici spontanei eseguiti dalle pazienti. E proprio la diminuzione della mortalità può essere attribuita, almeno parzialmente, all’efficacia dei programmi di screening che mirano alla diagnosi precoce di questa malattia.

Principali fattori di rischio

L’insorgenza di un tumore al seno può essere associata ad alcuni fattori di rischio, alcuni dei quali prevenibili: Età : con l’aumentare dell’età aumenta il rischio. Più dell’80% dei casi di cancro al seno si verifica, infatti, nelle donne sopra i 50 anni.

Ormoni

Fino ad oggi numerosi studi hanno dimostrato una stretta correlazione tra l’insorgenza del tumore al seno e gli ormoni presenti nell’organismo femminile. I casi di malattia, infatti, aumentano con l’età anche per effetto della prolungata esposizione agli ormoni, prodotti dall’ovaio prima della menopausa. Le donne con vita fertile più lunga sono più a rischio sia nel caso di prima mestruazione precoce, sia in quello di menopausa tardiva.

Familiarità

È ipotizzabile un aumento dei rischi quando in famiglia ci sono stati casi di tumore al seno in parenti prossimi (madre, sorella, nonna, zia) sia da parte materna sia da parte paterna.

Predisposizione genetica

In presenza di una forte familiarità di casi di tumore dell’ovaio e al seno si può sospettare la presenza di predisposizione genetica.

Nulliparità

Il numero delle gravidanze può influire sul tumore al seno: maggiore è il numero di gravidanze, minore è il rischio. Anche l’età della prima gravidanza è influente: una gravidanza prima dei 30/35 anni sembra proteggere la donna dal rischio di sviluppare un tumore alla mammella.

Recidività

Un precedente carcinoma della mammella aumenta le probabilità di recidive allo stesso o all’altro seno.

Obesità

La tendenza ad ingrassare, specialmente dopo la menopausa, può costituire fattore di rischio.

Dieta

Un eccesso di calorie può aumentare il rischio.

I segni: ovvero come riconoscerlo

La maggior parte dei tumori al seno non provoca dolore né dà alcun segno di sé e si vede solo con la mammografia. Nella larga maggioranza dei casi si presenta alla donna e al medico come un nodulo duro alla palpazione. Ogni nodulo che compare dopo i 30 anni deve essere considerato dubbio. Sempre più spesso è il radiologo durante una mammografia o una ecografia eseguita per diagnosi precoce a vedere un tumore non palpabile. Sono i veri casi iniziali, che guariscono quasi al 100%.

=> La mammografia

Oltre al nodulo mammario, alcuni altri segni rari devono essere considerati:

  • retrazione della pelle;
  • arrossamenti localizzati o diffusi;
  • retrazione o cambiamento del capezzolo;
  • secrezione ematica o sierosa abbondante dal capezzolo;
  • aumento delle dimensioni di un linfonodo all’ascella.

Alcuni consigli alimentari per la prevenzione

Per la prevenzione del tumore al seno, tutti gli studi confermano l’importanza di seguire un’alimentazione sana e corretta per aiutare l’organismo a proteggersi questa patologia oncologica. Nello specifico, sarebbe meglio:

  • scegliere prevalentemente alimenti di origine vegetale, con un’ampia varietà di verdure e di frutta fresca, di legumi e di alimenti amidacei non (o poco) raffinati;
  • mangiare almeno cinque porzioni al giorno (pari a 600-800 gr) di verdura e di frutta fresca, nel corso di tutto l’anno, approfittando delle varietà che offrono tutte le stagioni;
  • basare l’alimentazione quotidiana su cereali e legumi e preferire prodotti che non abbiano subito importanti trattamenti industriali;
  • evitare, invece, il più possibile farine e zuccheri raffinati;
  • ridurre, se non evitare, il consumo di bevande alcoliche. Si raccomanda, comunque, ai consumatori abituali di non superare un bicchiere di vino al giorno;
  • evitare il consumo di carne rossa. È preferibile consumare pesce e, una o due volte la settimana, carni bianche o carni di animali selvatici;
  • evitare il consumo abituale di pesci cotti ad elevate temperature, alla griglia, o affumicati;
  • limitare il consumo di grassi, soprattutto di origine animale. Vanno bene, invece, piccole quantità di olii vegetali;
  • evitare il consumo di cibi conservati sotto sale e limitare l’uso di sale per cucinare e per condire. Privilegiare invece le erbe aromatiche;
  • non lasciare a lungo i cibi deteriorabili a temperatura ambiente, ma conservarli in frigorifero.

Cosa fare

Con un’adeguata e opportuna diagnosi precoce, le possibilità di vincere il tumore al seno sono pari ad oltre il 90%.

Autopalpazione

È l’autoesame del seno che permette alla donna di conoscere la struttura del proprio seno e quindi di individuare tempestivamente gli eventuali noduli duri o di consistenza diversa dal tessuto circostante rispetto al mese o ai mesi precedenti. Andrebbe effettuata periodicamente, possibilmente una volta al mese.

Visita senologica

È l’esame del seno eseguito da un ginecologo o da un medico esperto che potrà così riscontrare un nodulo sospetto. Andrebbe effettuata, indipendentemente dall’età , una volta l’anno a partire dai 25/30 anni di età.

Ecografia

È l’esame usato, su suggerimento del medico, in caso di comparsa di noduli. È consigliabile nelle mammelle compatte delle donne giovani o delle donne che non hanno allattato.

Mammografia

È il metodo attualmente più efficace per la diagnosi precoce: è consigliabile eseguirlo una volta all’anno per tutte le donne dai 40 anni in poi. Nonostante la mammografia presenti ancora un limitato margine di errore diagnostico, rimane, comunque, l’esame salvavita per la maggior parte delle donne che si ammalano, perché permette di intervenire quando il tumore è ancora piccolo e localizzato.