Seno in gravidanza: come si trasforma, trimestre dopo trimestre

Durante la gravidanza il seno cambia per prepararsi all'allattamento andando incontro a una serie di novità non solo dal punto di vista delle dimensioni. Una realtà da conoscere per saper gestire al meglio tutti i fastidi associati.

Tra i cambiamenti tipici che accompagnano la gestazione quelli che interessano il seno sono tra i più visibili e maggiormente percepibili, tanto da essere considerati come dei primi sintomi di gravidanza e dell’avvenuto concepimento. Il seno in gravidanza va incontro a una serie di modifiche anatomiche e fisiologiche tutte tese a prepararlo per l’allattamento.

Un passaggio importante, quindi, per permettere al neonato di ricevere il nutrimento necessario nei primi mesi di vita ma che varia da donna a donna. È utile quindi conoscere come si trasforma il seno durante i mesi di gravidanza per comprendere quanto di ciò che accade è fisiologico e quanto, invece, potrebbe essere un sintomo da monitorare e approfondire.

Come cambia il seno in gravidanza?

Come-cambia-il-seno-in-gravidanza
Fonte: iStock

Quello che avviene durante la gravidanza è possibile considerarlo come il completamento della maturazione del seno femminile. Lo sviluppo del seno inizia, sebbene a livello ancora rudimentale, già in epoca prenatale tanto che già a partire dalla quarta-sesta settima di gestazione è possibile osservare le cellule che daranno origine a quelle specifiche della mammella.

I cambiamenti al seno continuano per tutta la vita di una donna con lo sviluppo prima dei lobi, poi della ghiandola mammaria e infine con il restringimento dei dotti lattiferi. I primi segni dello sviluppo del seno si rendono visibili con la pubertà quando le ovaie rilasciano gli estrogeni e inizia a raccogliersi il grasso nel tessuto connettivo. Questa è la causa che determina la crescita del volume del seno.

Lo sviluppo può dirsi completato, ma non la sua maturazione che continua con l’inizio delle mestruazioni regolari che determinano il rinnovo delle cellule interne (motivo per cui durante le mestruazioni si ha un cambiamento di percezione della sensibilità e della consistenza della mammella) e la formazione delle ghiandole che si occuperanno della produzione di latte e che resteranno inattive fino all’inizio della gravidanza.

Con l’avvenuto concepimento e impianto dell’embrione inizia la gravidanza e anche il seno è oggetto di numerosi cambiamenti per via dell’attività degli ormoni (specialmente sotto l’azione degli gli estrogeni e progesterone) e inizia il processo di sviluppo tale che gli consentirà di stimolare la produzione e l’erogazione del latte.

I cambiamenti del seno nel primo trimestre di gravidanza

Nel primo trimestre di gravidanza il sistema dei dotti presenti nel seno femminile (che crea una rete ramificata che unisce il capezzolo alla ghiandola mammaria) si espande nel tessuto adiposo a seguito dell’aumento dei livelli di estrogeni. L’azione dell’estrogeno è responsabile anche dell’aumento dei livelli di prolattina, l’ormone responsabile tra le altre cose della produzione di latte.

La crescita del seno tipica del primo trimestre di gravidanza può essere accompagnata da gonfiore, formicolio e maggiore sensibilità oltre alla maggiore visibilità delle vene presenti nelle mammelle. Inoltre si assiste all’areola che diventa più scura e alla maggiore visibilità dei tubercoli di Montgomery. Anche i capezzoli possono subire un ingrandimento e questo processo di crescita può provocare fastidio e dolore percepibile fino alla zona delle ascelle.

La prima fase di sviluppo comporta anche la ramificazione dei dotti galattofori (dai quali uscirà il latte) e l’aumento costante di volume del seno che risulterà essere anche più turgido. Questi cambiamenti determinano anche che il tessuto ghiandolare occupi più spazio rispetto a quello adiposo ed è questa la ragione per cui in questo periodo il seno risulta più sensibile.

I cambiamenti del seno nel secondo trimestre di gravidanza

Giunti al secondo trimestre di gravidanza lo sviluppo delle ghiandole mammarie è tale che sono potenzialmente pronte per produrre latte. Questa è inibita dall’aumento del livello degli estrogeni ma è frequente che nelle prime settimane del secondo trimestre si inizi ad assistere a delle perdite di “latte”. È il colostro, la prima forma di latte materno che sarà assunto dal neonato nei primi giorni di allattamento e si rivela fondamentale per proteggerlo da numerose malattie.

In questo periodo il seno risulta pieno e pesante tanto che è utile acquistare un reggiseno più grande (l’aumento è molto variabile) e adatto a gestire non solo il seno più voluminoso ma anche le perdite di colostro. Inoltre per alcune donne questi cambiamenti coincidono con la comparsa delle smagliature e la comparsa di piccole protuberanze sull’areola che spariranno dopo il parto.

Anonimo

chiede:

I cambiamenti del seno nel terzo trimestre di gravidanza

I livelli degli ormoni responsabili dell’aumento e della maturazione del seno femminile durante le precedenti settimane tendono a diminuire nel corso del terzo trimestre di gravidanza e anche dopo il parto. i seni restano sempre densi e pieni e la loro colorazione tende a diventare ancora più scura. Se non sono iniziate in precedenza queste sono le settimane in cui si assiste alla perdita di colostro ed è utile dotarsi non solo di reggiseni più grandi ma anche delle apposite coppette assorbilatte per gestire al meglio questo fenomeno.

Dolori al seno in gravidanza: cosa significano?

I cambiamenti cui il seno va incontro durante tutta la gravidanza provocano spesso dolore, fastidio e prurito. Questo anche a seguito della maggiore sensibilità delle mammelle per cui qualsiasi tipo di stimolazione o contatto (anche con i capi d’abbigliamento intimi) può risultare più fastidiosa del solito. L’acquisto di reggiseni adatti alla gravidanza, realizzati in tessuti che non creano fastidio, privi di cuciture e capaci di sostenere il seno più voluminoso, è un valido aiuto anche per ridurre questi fastidi.

Parallelamente è utile evitare docce e bagni caldi ma preferire una pulizia con acqua tiepida nella zona indolenzita e asciugarla tamponando senza strofinando con l’asciugamani. L’uso di creme idratanti prima che la pelle si asciughi completamente può contribuire ad alleviare i fastidi. I dolori sono quindi fisiologici, così come l’eventuale presenza di un nodulo; in caso di fastidi particolarmente forti e che creano grande disagio il consulto con il proprio ginecologo è sempre necessario.

Dopo la gravidanza: il seno in allattamento

Con il parto e il secondamento (l’espulsione della placenta), i livelli di estrogeni e progesterone, che durante la gravidanza sono stati particolarmente alti, si abbassano notevolmente e allo stesso tempo aumentano quelli della prolattina, rendendo possibile l’allattamento.

La produzione di latte è legata alla stimolazione del seno che il neonato assicura quando inizia a succhiare il capezzolo. Per questo l’allattamento al seno è quasi sempre proporzionato alle necessità del bambino e il suo fabbisogno nutritivo è nei primi mesi assicurato dalle sue richieste.

In questo periodo si può andare incontro a diversi fastidi, quali ingorgo mammario, mastite e ragadi al seno per i quali può rivelarsi utile l’uso del tiralatte, la spremitura manuale o l’attenzione a come preparare il seno all’allattamento, tutte indicazioni generalmente fornite durante il corso preparto o dalle ostetriche nei giorni dopo la nascita del bambino. indicazioni fondamentali anche per curare l’igiene del seno ed evitare qualsiasi tipo di problema.

Articolo originale pubblicato il 25 febbraio 2022

Seguici anche su Google News!
Ti è stato utile?
Rating: 5.0/5. Su un totale di 1 voto.
Attendere prego...

Categorie

  • Gravidanza