Il seno durante l'allattamento: 8 domande frequenti - GravidanzaOnline

Seno in allattamento, le 7 domande più frequenti delle mamme

I consigli e le risposte ai dubbi più frequenti delle neomamme per la cura del seno prima e durante l'allattamento.

Quello dell’allattamento è un tema fondamentale per le neomamme, e a volte provoca qualche ansia e preoccupazione: “avrò abbastanza latte?”, “Saprò riconoscere se il mio bambino mangia abbastanza?” “E se mi facesse male?” sono solo alcune delle domande ricorrenti. Vediamo come prendersi cura del proprio seno durante l’allattamento.

Cura del seno in allattamento

Già durante la gravidanza il seno della donna inizia a modificarsi, sotto la spinta degli ormoni, e si prepara a produrre il latte che nutrirà il bambino nei primi mesi di vita.

In questo periodo è già utile aiutare la preparazione del seno massaggiandolo con creme e olii, anche per prevenire la comparsa delle smagliature (che variano da donna a donna, nella maggior parte dei casi sono inevitabili ma si possono ridurre). La cura del seno proseguirà poi dalla nascita del bambino fino a tutto il periodo dell’allattamento e oltre, per mantenere il seno il più possibile tonico ed elastico, nonostante le naturali trasformazioni a cui andrà incontro.

Importante, durante l’allattamento, è anche prestare particolare attenzione all’igiene del capezzolo, che va mantenuto ben pulito e asciutto tra una poppata e l’altra per prevenire così la formazione di ragadi e di infezioni.

Anche la scelta del reggiseno è importante: è utile preferire reggiseni pensati per l’allattamento, comodi, facili da usare e che sostengano il seno senza stringere troppo e senza impedire i movimenti. Per trovare quello più adatto possono essere necessarie diversi tentativi, ma una volta individuato sarà un alleato prezioso per alleviare il peso del seno e per rendere l’allattamento più confortevole.

Come cambia il latte durante l’allattamento

Nei primissimi giorni dopo la nascita del bambino il seno non produce ancora il “latte” vero e proprio, bensì un liquido chiamato colostro, ancora più nutriente e ricco di anticorpi per aiutare il neonato ad abituarsi al passaggio dalla nutrizione placentare a quella intestinale. Il colostro è un liquido denso, di colore giallastro.

Dopo tre o quattro giorni dal parto arriva la cosiddetta montata lattea. Per garantire il corretto apporto di nutrienti è bene seguire una dieta equilibrata, come durante la gravidanza.

Allattamento, le risposte alle domande più frequenti

L’allattamento può portare qualche fastidio alle neomamme, e sono tante le domande che lo accompagnano, soprattutto nei primi tempi. Vediamo insieme quali sono i dubbi più frequenti:

1. L’allattamento può provocarmi dolore ai capezzoli?

seno in allattamento

Può accadere, ma ricorda che nella maggior parte dei casi tale dolore è dovuto ad una posizione sbagliata o a un modo scorretto del bambino di attaccarsi al seno. Ricorda cha allattare non significa soffrire. Se ciò accade bisogna trovare il motivo e rimuoverlo, con l’aiuto di un’ostetrica o del pediatra.

2. Ho sentito parlare di ragadi al seno, cosa sono?

Se i capezzoli presentano delle screpolature o sanguinano, non si tratta di un normale sintomo dell’allattamento ma delle cosiddette ragadi, delle ferite anche molto dolorose che compaiono sui capezzoli. La causa principale è una posizione scorretta del bambino durante la suzione: è bene ricordare che il mento deve trovarsi appena al di sotto del capezzolo e il piccolo deve aprire completamente la bocca per effettuare una buona presa. Non bisogna poi staccare il bambino se non quando è necessario ma aspettare che sia lui a interrompere la poppata, e farlo sempre con grande delicatezza.

Altri disturbi che potrebbero insorgere durante l’allattamento sono l’ingorgo mammario e la mastite, un’infiammazione batterica causata soprattutto dall’ingresso di agenti contaminanti nelle ferite delle ragadi.

3. Come posso allattare fuori casa?

L’allattamento anche fuori casa è un diritto di tutte le mamme, nonostante ci siano ancora casi in cui viene ostacolato, senza motivo. Per allattare il proprio figlio in luoghi pubblici senza rinunciare alla comodità sono utili reggiseni e capi di abbigliamento pensati appositamente per assecondare l’allattamento, con aperture facilitate.

4. Posso allattare se ho un seno piccolo?

La dimensione del seno non ha nulla a che vedere con la produzione del latte. Sono i cambiamenti del seno nel corso dei primi mesi della gravidanza che lo mettono in grado di produrre latte.

5. E se il bambino dovesse mordere il seno durante l’allattamento?

Se il bambino prende correttamente il latte dal seno, prima di mordere il capezzolo morderebbe la sua stessa lingua: i denti di solito non compaiono prima del 5° o 6° mese e a questo punto sarete senz’altro in grado di riconoscere i suoi messaggi.

6. È vero che la birra fa aumentare la produzione di latte?

No, la birra non aumenta la produzione di latte, e anzi il suo consumo in allattamento (come in gravidanza) è sconsigliato. Si tratta di una delle molte bufale che circolano sulla gravidanza e sull’allattamento, che si tramandano e tornano ciclicamente, tuttavia non hanno alcun fondamento di verità.

7. Quali sono le posizioni migliori per allattare?

Partendo dal presupposto che ogni mamma e ogni bambino trovano, anche sperimentando, la posizione migliore per la poppata, di solito si consiglia di assumere una posizione “da seduta”, tenendo il bambino in braccio e assicurandosi che si “attacchi” non solo al capezzolo ma al seno.

8. Quando smettere di allattare?

Non esiste una regola precisa, ogni mamma e ogni bambino sono a sé. Spesso a determinare i tempi dello svezzamento è il rientro al lavoro della mamma dopo il congedo di maternità, quando l’allattamento al seno esclusivo non è più possibile per questioni di tempo e logistiche. In linea generale, l’Oms raccomanda l’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi di vita del bambino.

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