Menorragia e ipermenorrea

Menorragia e ipermenorrea

Menorragia e ipermenorrea: quadro clinico

L’ipermenorrea è caratterizzata da un flusso mestruale eccessivamente abbondante e di lunga durata (maggiore di 80 ml, rispetto ai 35 ml di un flusso normale). Viene chiamata menorragia quando il ciclo mestruale mantiene comunque una comparsa ciclica regolare, e menometrorragia quando il flusso ematico abbondante inizia come mestruazione, ma continua anche nel periodo intermestruale.
Se da un lato non è possibile fare una netta distinzione tra ipermenorrea e menorragia, da un punto di vista clinico, dall’altro, non è possibile neppure stabilire una differenza tra le cause che determinano queste disfunzioni, pertanto le tratteremo contemporaneamente.

Cause e sintomi

Il motivo per cui la quantità di sangue eliminata con la mestruazione è superiore alla norma e il flusso si protrae per un periodo maggiore sta essenzialmente nel fatto che esiste un’alterazione della capacità dell’utero di frenare la fuoriuscita del sangue (emostasi), al momento del distacco dello strato funzionale della mucosa. Se esiste una congestione della mucosa uterina alla quale si somma quella fisiologicamente dovuta alla mestruazione, è evidente che i mezzi di emostasi saranno insufficienti. D’altra parte, se la capacità contrattile del miometrio è minore della norma, i fasci muscolari attraverso cui passano le arterie destinate all’endometrio non saranno in grado di comprimerle a sufficienza al momento del distacco dello strato funzionale: una certa quantità di sangue continuerà quindi a passare attraverso esse e ciò si manifesterà all’esterno con un aumento della quantità e della durata del flusso mestruale. Se poi esiste una malattia generale che determina una diminuzione della coagulabilità del sangue, questa certamente si manifesterà anche con alterazioni a carico del ciclo mestruale.

La prima evenienza si verifica negli stati in cui l’endometrio è congestionato in seguito a processi infiammatori acuti (endometriti), a prolasso o a retrodeviazioni dell’utero (che spesso sono causa di stasi venosa nell’utero), a fibroma a sede sottomucosa o interstiziale, a polipi dell’endometrio e del collo dell’utero, a tumori maligni dell’utero, a endometriosi, a tumori di altri organi addominali che esercitano compressione o determinano stasi venosa nell’utero.

Una diminuzione della capacità contrattile della muscolatura si ha nel caso di insufficiente sviluppo uterino e nella fibrosi: in queste condizioni si verifica un aumento del tessuto connettivo rispetto al tessuto muscolare, che vede così diminuita la sua capacità di azione.

Anche alterazioni della funzionalità ovarica possono determinare ipermenorrea. Nel caso di un’eccessiva produzione di estrogeni, la mucosa uterina si arresta in fase proliferativa, le ghiandole diventano molto voluminose e lo spessore della mucosa diviene considerevole. Questa situazione ormonale si verifica sovente in climaterio, quando i cicli diventano anovulari e lo stimolo estrogenico persiste più a lungo che di norma per la mancata formazione del corpo luteo. Mancando la stimolazione prodotta dal progesterone, non avviene il passaggio alla fase secretiva e non si verifica una regolare mestruazione; tuttavia, a un certo momento, la mucosa inspessita va in necrosi e si sfalda, determinando una considerevole perdita di sangue.

Nel caso invece che si abbia un’insufficiente produzione di estrogeni, il meccanismo con cui si verifica l’ipermenorrea è completamente diverso: la scarsezza di estrogeni è causa di un insufficiente sviluppo della muscolatura uterina, e questo fatto è a sua volta causa della diminuzione dell’emostasi. Infine, ricordiamo che anche un eccesso di progesterone può determinare ipermenorrea.

Tra le malattie generalizzate che si ripercuotono sulla funzione mestruale, determinando ipermenorrea, ricordiamo le malattie del sangue che causano una diminuzione della sua coagulabilità (porpora trombopenica, leucemie); le malattie di cuore; l’ipertensione arteriosa; alcune malattie endocrine; alcune malattie infettive, nelle quali le tossine prodotte dai germi patogeni causano lesioni ai capillari della mucosa dell’utero.

Diagnosi

In sostanza, le alterazioni del ciclo mestruale sono soprattutto il segno, il sintomo di disturbi o di disfunzioni che possono essere localizzate anche molto lontano dalla mucosa uterina. E’ di somma importanza scoprire chiaramente quale sia la “lesione prima” che determina come conseguenza l’alterazione mestruale, per poter predisporre una cura che sia efficace. Gli esami necessari sono numerosi e richiedono una visita ginecologica accurata, attraverso la quale è possibile scoprire le cause più comuni di ipermenorrea (i tumori e i polipi uterini), dosaggi dei vari ormoni sessuali nel sangue e nelle urine, e, infine, il raschiamento uterino che, oltre a permettere lo studio dello stato funzionale in cui si trova la mucosa dell’utero, ha in certi casi anche effetto curativo.

Terapia per regolarizzare il ciclo mestruale

La cura deve venire rivolta contro il fattore determinante. Spesso opportuno, però, intervenire contro il “sintomo” rappresentato dall’ipermenorrea, in modo da ridurre le perdite di sangue e il pericolo di un’anemia. Si possono somministrare, secondo i casi, farmaci che aumentano il tono della muscolatura uterina oppure farmaci coagulanti.