
Parliamo di durata, fasi, sintomi e irregolarità del ciclo mestruale per imparare a conoscerlo, riconoscerlo e gestirlo.
Mestruazioni scarse e di breve durata. L'ipomenorrea va indagata soprattutto se non è sporadica ma continuativa: potrebbe mettere a rischio un concepimento.

Una ridotta perdita di sangue rispetto alla durata e intensità fisiologica di un normale ciclo mestruale: potrebbe sembrare qualcosa di positivo. Ma non è tutt’altro che un vantaggio. Il termine medico specifico con cui questo disturbo viene chiamato è ipomenorrea: la condizione opposta è quella di ipermenorrea che, al contrario, è caratterizzata da perdite ematiche mestruali abbondanti e che si protraggono oltre i normali 7-8 giorni.
Non c’è da preoccuparsi particolarmente quando le mestruazioni scarse rappresentano una condizione occasionale, legata magari a particolari periodi di stress o all’avvicinarsi della menopausa. Anche appena dopo la pubertà un ciclo irregolare e delle mestruazioni scarse si verificano spesso, ma sono dovute a un endometrio irregolarmente sviluppato.
Ma se invece la condizione è persistente e soprattutto se si è in giovane età e si cerca un gravidanza, è bene indagare il fenomeno con l’aiuto del ginecologo.

Parliamo di durata, fasi, sintomi e irregolarità del ciclo mestruale per imparare a conoscerlo, riconoscerlo e gestirlo.
L’ipomenorrea può essere primaria o secondaria:
Quando l’ipomenorrea è un fenomeno continuativo, il ginecologo può indirizzare la paziente verso una cura ormonale. Ma trovare il fattore scatenante è più importante di curare il sintomo: quindi l’attenzione va prestata soprattutto a ciò che c’è dietro e che potrebbe essere più preoccupante.
Invece in caso di ipomenorrea passeggera, dunque di fenomeno sporadico, il legame più plausibile è quello con una situazione di stress, di ansia, di preoccupazione, che incide sul ciclo mestruale. Tutti questi fattori, infatti, sopprimono l’attività dei centri nervosi nel cervello che stimolano le ovaie durante il ciclo mestruale, quindi si ha una minore produzione di estrogeni e progesterone. Il consiglio in questi casi è non eccedere con fumo e alcol, seguire ritmi quotidiani regolari il più possibile, tenere sotto controllo l’alimentazione.
Solo in casi di tumori il ginecologo valuta la strada chirurgica.
L’ipomenorrea, così come anche altre alterazioni del ciclo mestruale, è legata principalmente a queste cause:
Sicuramente c’è anche un legame con la menopausa. L’ipomenorrea nelle donne che hanno superato i 40 anni potrebbe essere il segno dell’ingresso nel climaterio: il periodo pre-menopausale segna il passaggio dall’età fertile alla sterilità. In questo, come in tutti i casi di scarsità di mestruazioni, il parere del medico va sempre cercato, così da escludere altre patologie più gravi correlate.
Inoltre, l’ipomenorrea ha anche un legame con la pillola anticoncezionale, che ne può causare la comparsa. Infatti i contraccettivi ormonali possono influenzare la quantità del flusso mestruale, diminuendolo in modo più o meno importante.

L’ipomenorrea può dare luogo a una difficoltà di concepimento. Con un ciclo mestruale costantemente scarso, infatti, la donna non produce una quantità sufficiente di mucosa all’interno dell’utero. In questo modo, l’ovulo fecondato incontra difficoltà a impiantarsi. A differenza dell’ipomenorrea, la condizione che rende non difficoltoso ma del tutto impossibile il concepimento è l’amenorrea, cioè un’interruzione del ciclo mestruale dovuta a diversi fattori per un periodo di almeno sei mesi.

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