La polimenorrea (le mestruazioni in anticipo) può condizionare il concepimento?

L'irregolarità del ciclo mestruale può portare ad avere mestruazioni molto frequenti. È il caso della polimenorrea; ecco di cosa si tratta.

L’irregolarità del ciclo mestruale è per alcune, molte, donne una regolarità. Nonostante sia la normalità, in alcuni casi può rappresentare un problema o, meglio, il segnale di qualcosa che non funziona come dovrebbe. È il caso della polimenorrea, ovvero la condizione per cui le mestruazioni arrivano in anticipo rispetto a quanto previsto.

Che cosa significa polimenorrea?

Propriamente la polimenorrea è un sanguinamento uterino anormale ed è definita come una condizione che si verifica più frequentemente di ogni 21 giorni. Convenzionalmente, infatti, il ciclo mestruale ha una durata di 28 giorni, che però può essere anche di 21 o 35 giorni. Il ciclo è poi suddiviso in tre diverse fasi e il sanguinamento vero e proprio è solo una di queste che mediamente dura tra i 3 e i 6 giorni.

Questa panoramica mostra come esista una grandissima variabilità nella durata, ma anche nella frequenza e nell’intensità, del ciclo mestruale. A conferma di come ogni organismo sia indipendente e come esistano diversi fattori che incidono sulle mestruazioni. Tanto che per parlare di polimenorrea bisogna che tale maggiore frequenza si verifichi per più cicli mestruali consecutivi e non sia sporadica.

Polimenorrea: le cause

Come abbiamo detto all’inizio il ciclo irregolare può essere la normalità per alcune donne e la sua maggiore frequenza può verificarsi anche in alcuni precisi momenti della vita di una donna. Durante la pubertà, quando per la prima volta si hanno le mestruazioni o anche prima della menopausa, quando il numero dei giorni tra un ciclo mestruale e l’altro può essere molto variabile.

Inoltre sulla base delle indicazioni della Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO) è stato proposto lo schema PALM-COEIN per classificare le cause dei sanguinamenti uterini anormali, compresi quindi quelli derivati da polimenorrea.

L’acronimo PALM-COEIN indica le due diverse tipologie di cause che possono provocare la maggior frequenza del ciclo: ovvero quelle strutturali (PALM) o non strutturali (PALM). Le cause strutturali possono essere:

  • polipi;
  • adenomiosi;
  • leiomioma;
  • tumori maligni.

Mentre quelle non strutturali possono dipendere da:

  • coagulopatia;
  • malattie ovulatorie;
  • endometriosi;
  • iatrogenesi (conseguenze di trattamenti medici o procedure diagnostiche);
  • cause sconosciute (Not otherwise classified).

I sintomi della polimenorrea

La polimenorrea può essere riconosciuta con una durata più breve e una maggiore frequenza del ciclo mestruale. Si può sospettare una condizione di questo tipo anche quando si registra una difficoltà a rimanere incinta.

Polimenorrea, fertilità e gravidanza

Quando le mestruazioni arrivano in anticipo rispetto a quanto previsto si hanno inevitabili conseguenze sulla ricerca di una gravidanza. Una maggiore frequenza del ciclo mestruale, infatti, modifica l’ovulazione e la durata della fase luteale, incidendo sulla fertilità e la possibilità di ottenere un concepimento.

Ci sono diversi studi, infatti, che mostrano come la polimenorrea, così come tutte le condizioni che determinano una grande irregolarità del ciclo mestruale, riducano sensibilmente la probabilità di ottenere una gravidanza.

Cure e rimedi per la polimenorrea

Il trattamento della polimenorrea non è univoco, ma dipende dalla causa che provoca questa condizione. È quindi fondamentale innanzitutto diagnosticare le ragioni per cui il ciclo mestruale si verifica con questa rapidità, sviluppando poi una terapia mirata e personalizzata. Non esistono, infatti, cure e rimedi validi per tutti in quanto la polimenorrea può dipendere da diversi fattori.

Nella definizione della terapia bisogna inoltre valutare l’incidenza dei sintomi, la presenza di altre condizioni associate e il desiderio di ottenere un concepimento.

Una terapia efficace per riequilibrare il ciclo e ridurre l’effetto dei sintomi può essere quella di seguire una terapia ormonale o utilizzare la pillola anticoncezionale, che però ha inevitabili effetti sulla fertilità. Qualsiasi tipo di cura deve essere seguita esclusivamente dopo una visita ginecologica approfondita che individui le cause ed escluda la presenza di altre patologie dell’utero che potrebbero incidere sul trattamento o provocare delle complicazioni.

Infine bisogna ribadire come la polimenorrea possa essere non tanto una malattia quanto un sintomo di un problema sottostante più serio che va quindi gestito correttamente. Qualsiasi anomalia o cambiamento del proprio ciclo mestruale deve essere sempre oggetto di attenzioni e controlli per riuscire a prevenire o trattare tempestivamente qualsiasi tipo di fenomeno che nel corso del tempo potrebbe presentarsi o incidere sulle proprie scelte di vita.

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