Sids: cause e prevenzione della morte in culla - GravidanzaOnline

Quando la morte arriva nel sonno: cos’è e come si previene la Sids

Con il termine Sids, o “morte in culla”, ci si riferisce all'improvvisa morte del neonato: cos'è, quali sono le possibili cause e come prevenirla.

La Sids, sindrome della morte improvvisa infantile, è uno degli incubi peggiori dei neogenitori: colpisce, secondo le stime del Ministero della salute, circa lo 0,5% dei neonati, percentuale in calo costante grazie alla maggiore attenzione nella prevenzione.

Viene detta anche “morte in culla” o morte improvvisa del lattante e si tratta dell’improvviso decesso, non riconducibile a specifiche patologie, di un bambino tra un mese e un anno di vita.

Le cause della Sids, o morte in culla

Le cause della morte improvvisa del neonato non sono del tutto chiare: ad aumentare il rischio della Sids sarebbero condizioni e abitudini specifiche, per questo da tempo sono in atto campagne di sensibilizzazione per prevenirla.

Si verifica maggiormente tra i 2 e i 4 mesi di età, e la sua incidenza è maggiore nella stagione invernale. Secondo l’Istituto superiore di sanità l’incidenza della Sids aumenta in presenza i alcuni fattori di rischio:

  • far dormire il bambino in posizione prona, ossia sulla pancia
  • far dormire il bambino su materassi, cuscini e piumini soffici e avvolgenti
  • esposizione del feto e del neonato al fumo. Secondo i Cdc americani, l’esposizione al fumo nel corso della gravidanza triplica il rischio di Sids e quella a fumo passivo nei primi mesi di vita lo raddoppia
  • giovanissima età della madre e assenza di un percorso di assistenza adeguata nel periodo pre e post natale
  • nascita prematura o basso peso alla nascita
  • presenza di infezioni respiratorie

“Numerosi studi, sia americani che europei – continua l’Iss – hanno permesso di escludere la correlazione tra la somministrazione di vaccinazioni e la Sids”.

Prevenzione della Sids: i 9 consigli

Tra le misure da adottare per ridurre il rischio di morte in culla le linee guida della onlus Semi per la Sids individuano alcuni comportamenti utili per ridurre il rischio di Sids:

  1. Dormire a pancia in su: dormire a pancia in giù non è sicuro, e nemmeno sul fianco. La posizione migliore è quella sulla schiena, a pancia in su.
  2. Utilizzare superfici rigide e stabili per la nanna
  3. Non dormire insieme al bambino (cosiddetto bed-sharing). Piuttosto, mettere il bambino a dormire nella stessa stanza dei genitori, vicino a loro (room-sharing)
  4. Tenere fuori dalla culla oggetti soffici, niente paracolpi
  5. Evitare l’esposizione al fumo di sigaretta in gravidanza e dopo la nascita del bambino
  6. Proporre il succhiotto al momento della nanna e dei sonnellini
  7. Evitare di surriscaldare il bambino con indumenti troppo pesanti o esponendolo a temperature ambientali elevate
  8. Non utilizzare indiscriminatamente monitor cardiorespiratori a domicilio per ridurre il rischio di SIDS
  9. Espandere la campagna di riduzione del rischio focalizzandosi sulla sicurezza dell’ambiente per il sonno.

In sintesi, le posizioni corrette e scorrette si possono sintetizzare così:

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Sids, le testimonianze dei genitori

Sul portale dell’associazione Semi per la Sids, impegnata nella promozione delle attività di prevenzione della morte in culla, si trovano anche alcune testimonianze di genitori che hanno perso i loro bambini nel sonno.

Tra loro c’è la mamma di Anita, che racconta:

La notte che Anita è morta è stata la prima e l’ultima notte che ha dormito prona. Io non sapevo che l’avevo esposta ad un rischio di SIDS 10 volte superiore rispetto alla nanna supina nel momento in cui l’ho messo nella sua cullina. Si era addormentata così sul mio braccio e non volevo svegliarla. E infatti non si è più svegliata… L’ho trovata io a mezzanotte, priva di vita. Io e mio marito abbiamo tentato di tutto, abbiamo provato a rianimarla in tutti modi mentre chiamavamo il 118 che è arrivato pure in fretta, ma noi avevamo già capito che non c’era più nulla da fare. Quella notte Anita, dopo inutili tentativi per far ripartire il suo cuore, è stata portata via. Mi sembrava di vivere un incubo, speravo di andare a dormire e di svegliarmi con lei ancora viva fra le mie braccia. Ma la notte era ancora lunga…

L’associazione Semi per la Sids offre il proprio supporto alle famiglie che hanno perso un figlio per la sindrome della morte in culla, e promuovono attività per sensibilizzare sul tema della prevenzione, che, anche in questo caso, si rivela fondamentale.

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