La maternità è un momento di grandi cambiamenti nella vita di una donna. Cambiamenti che colpiscono prima di tutto il suo corpo, che non smette di trasformarsi dopo i 9 mesi di attesa e il parto.

Molte donne notano che dopo la gravidanza e l’allattamento il seno può apparire sgonfio e più basso, un fenomeno noto come ptosi mammaria.

Cos’è la ptosi mammaria?

La ptosi mammaria è il termine medico utilizzato per descrivere un cedimento mammario che si manifesta con un seno cadente o sgonfio, caratterizzato dalla perdita di tono e elasticità della pelle e dei tessuti.

Il presenza di ptosi, quindi, il seno appare basso e meno teso, nei casi più gravi con i capezzoli rivolti verso il basso anziché in avanti. La ptosi mammaria può variare in gravità da lieve a grave e può verificarsi a qualsiasi età ed essere legata anche a caratteristiche genetiche, ma è più comune nelle donne dopo la gravidanza e l’allattamento.

Convenzionalmente, la gravità viene valutata in una scala di quattro gradi, dove l’ultimo la forma più severa. Viene calcolata misurando la distanza del capezzolo dal solco mammario, ovvero l’attaccatura delle mammelle allo sterno:

  • Grado 0 (assenza di ptosi): Il seno è ben sollevato, i capezzoli sono distanti almeno tre centimetri al di sopra del solco mammario (in alcune classificazioni si considerano solo i gradi 1,2,3)
  • Grado 1 (ptosi lieve): Il seno è ancora moderatamente sollevato, ma i capezzoli si trovano più o meno all’altezza del solco mammario, la distanza è di 1-2 cm;
  • Grado 2 (ptosi moderata): Il seno è visivamente prolassato verso il basso, il capezzolo si trova al di sotto della piega inframammaria, con una distanza dal solco di oltre 2 cm;
  • Grado 3 (ptosi severa): I capezzoli, che puntano verso il basso e rappresentano quindi la parte più bassa del seno, si trovano di 3 cm sotto la linea del solco mammario

Ptosi mammaria e gravidanza

Durante la gravidanza, il seno subisce una serie di cambiamenti significativi in preparazione all’allattamento. Le ghiandole mammarie aumentano di dimensione e il tessuto mammario si espande per far spazio al latte.

Tuttavia, questo aumento di volume può mettere sotto stress la pelle e i tessuti del seno, specialmente se la crescita è rapida o se la pelle ha una scarsa elasticità.

Dopo la gravidanza: il seno in allattamento

Questi cambiamenti continuano anche dopo il parto e in particolare durante l’allattamento, quando il seno aumenta di volume e di peso mentre produce e rilascia latte per il bambino. Questo continuo stress che interessa pelle e tessuti può contribuire ulteriormente alla ptosi mammaria.

Al termine dell’allattamento, molte donne notano che il loro seno non ritorna alla sua forma e dimensione pre-gravidanza. Questo è dovuto anche al fatto che la diminuzione dei livelli di ormoni dopo la gravidanza può influenzare la produzione di collagene ed elastina, che sono cruciali per mantenere la pelle ferma e elastica.

Come correggere la ptosi mammaria?

Ci sono diverse opzioni che possono aiutare a correggere la ptosi mammaria e ripristinare l’aspetto più giovane e tonico del seno. La loro efficacia dipende molto dalla gravità della ptosi e dalla reattività dei tessuti.

In alcuni casi può essere di aiuto introdurre una routine di esercizi mirati da seguire con assiduità e che è possibile eseguire anche a casa – che sarebbe bene effettuare anche come forma di prevenzione – che comprenda, ad esempio, push up (le famose vecchie flessioni), burpees, ed esercizi specifici per la zona del petto.

Nei casi di ptosi mammaria più severa, è possibile rivolgersi a uno specialista che, valutata la situazione, potrà suggerire procedure procedure non chirurgiche – come trattamenti al laser o radiofrequenza, che possono aiutare a stimolare la produzione di collagene ed elastina – o chirurgiche, che in alcuni casi rappresentano l’unica possibilità di ripristinare le strutture tessutali che hanno ceduto.

Rientrano in questa categoria interventi come la mastoplastica additiva, che prevede l’inserimento di protesi mammarie per aumentare il volume e migliorare la forma del seno, e la mastopessi, conosciuta anche come “lifting del seno”, che solleva e rimodella le mammelle riducendo l’eccesso di pelle e rimodellando i tessuti mammari per un aspetto più sodo.

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