Incontinenza post parto, quello di cui non si parla mai. Invece dovremmo

Lo stress provocato dal travaglio e dal parto può causare episodi di incontinenza, una condizione che tende a risolversi spontaneamente ma che necessita di essere gestita prontamente.

Durante tutta la gravidanza le donne sono costantemente sottoposte a cambiamenti fisici importanti che condizionano anche le normali attività quotidiane. Con il parto queste non cessano improvvisamente e alcune di esse possono continuare anche nel puerperio. È il caso dell’incontinenza post parto, ovvero la perdita involontaria di urina.

Parliamo di una realtà la cui incidenza (sia in termini numerici che di condizionamento) è spesso sottovalutata considerandola fisiologica e normale, anche se in realtà è una delle principali disfunzioni perineali e una vera e propria causa di morbilità materna.

Quello dell’incontinenza post parto è un fenomeno non raro che provoca inevitabilmente importanti conseguenze sullo svolgimento delle quotidiane attività (può manifestarsi anche durante lo svolgimento dei rapporti sessuali), aumentare il rischio di infezioni e che, per quanto sia solitamente una condizione reversibile, necessita di attenzione e di un adeguato trattamento.

Le cause dell’incontinenza post parto

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Fonte: iStock

L’incontinenza post parto è un fenomeno più frequente a seguito di un parto naturale, specialmente dopo il primo in quanto questo evento indebolisce i muscoli del pavimento pelvico e determinare una vescica iperattiva. Non sono ancora chiari i meccanismi che determinano questa conseguenza e non c’è un’unica causa scatenante, motivo per cui si parla di condizione multifattoriale.

Tra i fattori di rischio rientrano:

  • la macrosomia fetale;
  • un travaglio e parto difficili con lunghe fasi di spinta;
  • il ricorso a punti di sutura;
  • i danni ai nervi che controllano la vescica;
  • i cambiamenti di posizione dell’uretra e della vescica durante la gravidanza;
  • l’episiotomia.

Le donne che hanno avuto fenomeni di incontinenza sia prima che durante la gravidanza sono maggiormente esposte a questa condizione anche dopo il parto.

Generalmente l’incontinenza post parto si risolve nel giro dei mesi successivi, indicativamente entro il primo anno, senza il ricorso a una vera e propria cura; è infatti una condizione che va gestita per ridurne gli effetti e i disagi in attesa di recuperare il corretto controllo della minzione.

Incontinenza post parto: tipologie e gradi

Quello dell’incontinenza è un fenomeno articolato e complesso che può presentarsi in diversi modi e con diversi gradi di intensità. Associate all’evento del parto rientrano l’incontinenza da stress e l’incontinenza da urgenza.

Nell’incontinenza da stress le perdite di urina sono causate da repentini aumenti della pressione intraddominale come quelli che si verificano a seguito di uno starnuto, il sollevamento di un peso o un colpo di tosse. In questi casi le perdite sono moderate e di piccola entità.

Nell’incontinenza da urgenza, invece, le perdite sono più abbondanti e si verificano successivamente a un bisogno urgente e incontrollabile di urinare.

Incontinenza post parto: esercizi utili

Uno dei principali aiuti contro l’incontinenza post parto arriva dagli esercizi fisici mirati per recuperare il tono e l’elasticità dei muscoli del pavimento pelvico.

La ginnastica postpartum ha il vantaggio di essere piuttosto semplice, non gravosa e praticabile comodamente anche stando a casa. Nello specifico i cosiddetti esercizi di Kegel rappresentano un insieme di allenamenti, divisi in fasi di contrazioni e rilassamento, con i quali rafforzare i muscoli che sostengono la vescica e contribuire ad aiutare a riprenderne il controllo. Dopo aver svuotato la vescica si stringono i muscoli del pavimento pelvico tenendoli in tensione per dieci secondi per poi rilassarli per altri dieci secondi e ripetere l’esercizio dalle 3 alle 5 volte al giorno per 10 volte.

Nella pratica degli esercizi fisici per contrastare l’incontinenza post parto è necessario prestare attenzione al momento in cui iniziare. L’attività fisica è sempre utile e importante, ma nei primi giorni e settimane dopo il parto, specialmente a seguito di dolori e complicanze postoperatorie, è utile procedere con cautela e fermarsi immediatamente nel caso di fastidi o condizioni più gravi di quella che si vorrebbe trattare.

In alternativa è possibile anche rivolgersi a fisioterapisti e professionisti con i quali seguire un programma di supporto e rafforzamento più mirato e adeguato.

I rimedi per l’incontinenza post parto

Oltre all’attività e all’esercizio fisico ci sono tutta una serie di accorgimenti da seguire per ridurre il disagio causato dall’incontinenza post parto.

1. Tamponi assorbenti

Un primo rimedio contro l’incontinenza è quello di utilizzare dei tamponi assorbenti. Si tratta di dispositivi adatti a questo tipo di condizione da applicare nella biancheria intima (o in alternativa acquistare biancheria intima specifica) e assicurano un rapido assorbimento ed evitano che le perdite di urina possano bagnare gli altri indumenti.

Assorbenti post parto: i consigli per scegliere quelli giusti

2. Idratazione

Per ridurre gli episodi di incontinenza può essere utile limitare il consumo di liquidi prima di uscire o nelle ore precedenti al momento in cui ci si mette a dormire. Allo stesso tempo è però doveroso prestare attenzione all’assunzione di almeno 1.5-2 litri d’acqua al giorno per evitare che l’urina si concentri e si verifichi un’irritazione della vescica. È utile anche evitare bevande a base di caffeina che potrebbero causare un’irritazione vescicale.

3. Alimentazione e stile di vita

Il mantenimento del peso-forma è utile anche nell’alleviare la pressione sulla vescica e ridurre i fenomeni di incontinenza urinaria. Il controllo dell’alimentazione passa dalla riduzione del consumo di dolci e dalla scelta di alimenti che riducano il rischio di stitichezza, condizione che può aumentare i sintomi dell’incontinenza. Parallelamente è importante seguire uno stile di vita sano, equilibrato e attivo eliminando le attività stressanti e faticose che esercitano una forte pressione sull’addome così come di rinunciare al fumo.

4. Pessario

In alcuni casi può essere valutato il ricorso al pessario, ovvero un dispositivo da inserire all’interno della vagina e che ha lo scopo di supportarne la struttura interna e prevenire le perdite involontarie di urina.

5. Farmaci e intervento chirurgico

Nei casi più gravi e in quelli dove altre forme di trattamento si sono rivelate inefficaci il medico può valutare e suggerire una terapia farmacologica o il ricorso all’intervento chirurgico per risolvere una condizione più seria.

Articolo originale pubblicato il 16 aprile 2022

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