Perché i bambini che crescono vicino al mare diventano adulti più equilibrati e sereni

A metterlo in evidenza è un'indagine coordinata dal Centro europeo per l'ambiente e la salute umana dell'Università di Exeter che ha coinvolto ben 15 mila persone residenti in diverse parti del mondo.

Stare a lungho vicino al mare, in spiaggia o vicino a un lago da bambini fa diventare adulti con una salute mentale migliore. A metterlo in evidenza è una ricerca che ha coinvolto 18 Paesi in cui si è scoperto come trascorrere del tempo nei pressi degli “spazi blu“, quindi sia che si tratti di mare sia dei laghi, possa garantire un benessere a livello emotivo.

L’indagine è stata coordinata dal Centro europeo per l’ambiente e la salute umana dell’Università di Exeter e ha coinvolto ben 15 mila persone. Sii è deciso di prendere in esame utenti che vivono in realtà diverse, quali Europa, Hing Kong, Canada e Australia. 

Ai partecipanti è stato chiesto di ricordare quali siano state le loro esperienze in quelli che vengono definiti come “spazi blu” fino all’età di 16 anni per poter avere un quadro della loro evoluzione a livello psicologico nel corso del tempo. Tutti dovevano quindi indicare per quanto tempo abbiano visitato mare o laghi, quanto fossero vicini e quanto tempo i genitori abbiano consentito da bambini di giocare nelle loro vicinanze. Non solo, è stato inoltre loro domandato quando fosse avvenuto il loro contatto più recente con gli ambienti situati vicino all’acqua e il verde nell’arco di quattro settimane e come sia cambiato il loro stato mentale.

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I risultati dello studio sono stati poi pubblicati sul Journal of Environmental Psychology. Qui si sottolinea come la salute mentale in età adulta sia migliorata quanto maggiore sia il tempo trascorso vicino al mare (e all’ambiente acquatico in genere). La motivazione non è difficile da trovare: chi ha avuto più esperienze negli spazi blu durante l’infanzia attribuiva un valore intrinseco più importante agli ambienti naturali ed erano più propensi a visitarli da adulti.

Questa idea è stata confermata anche da Valeria Vitale, dottoranda all’Università La Sapienza di Roma e autrice principale dello studio: “In un mondo sempre più tecnologico e industrializzato come quello in cui viviamo oggi, è importante capire come le esperienze della natura nell’infanzia si relazionano al benessere in età avanzata. I nostri risultati ci suggeriscono che costruire una familiarità con gli spazi blu possa incoraggiare le persone a cercare esperienze ricreative nella natura, con conseguenze benefiche per la salute mentale degli adulti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la dottoressa Leanne Martin dell’Università di Exeter: “Aiutare i bambini a sentirsi a proprio agio in questi contesti e sviluppare abilità come il nuoto in tenera età può avere benefici per tutta la vita precedentemente non riconosciuti”,

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