Lo studio eseguito da un team di Clinici dell’Università di Tor Vergata e de La Sapienza sulla lattoferrina – proteina tipica del latte materno – mostra come la molecola presente al suo interno possa risultare ideale per trattare pazienti Covid-19 positivi.

La ricerca pubblicata sul Journal of Molecular Sciences spiega come la lattoferrina potrebbe essere utile a contrastare il Covid-19 e risultare anche un’arma efficace nel controllo del contagio.

Quindi, la lattoferrina è la scelta giusta per trattare il Coronavirus? Cosa c’è di vero in tutto questo? Siamo sicuri che la lattoferrina abbia davvero, in sé, proprietà tali da poter contrastare il Coronavirus?

Il parere degli scienziati in merito è diviso tra coloro i quali asseriscono che questa proteina non sia efficace per debellare il virus e quelli che, al contrario, pongono l’integratore di lattoferrina come possibile soluzione per il Coronavirus.

Di certo sappiamo che è importante per i neonati ma, sarà così efficace anche per il Covid-19?

Lattoferrina: che cos’è

Proteina presente nel latte materno, ideale come scudo naturale e preventivo per i neonati: la lattoferrina, si trova anche nella saliva e nelle lacrime ed è nota per la sua azione antimicrobica che la rende l’amica fidata dei neonati, perfetta per proteggerli dalle infezioni gastrointestinali.

Con la sua dose massiccia di ferro, contribuisce al buon funzionamento del sistema immunitario. La lattoferrina ha una funzione antibatterica elevata e funge proprio da barriera contro i batteri esterni.

Contenuta soprattutto nel colostro, la lattoferrina protegge i neonati dalle infezioni visto che il loro sistema immunitario è altamente debole. Nel colostro questa proteina è presente ben 5 volte di più rispetto al latte materno nelle successive settimane.

C’è da specificare, però, che LEfsa, (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), ha dichiarato come non si possa attribuire a questa sostanza la capacità di difendere l’organismo dagli agenti patogeni poiché le prove scientifiche disponibili non sono sufficienti.

Lattoferrina e Coronavirus: è davvero la scelta giusta? Lo studio

Con l’arrivo della pandemia, i medici di famiglia e i pediatri hanno iniziato a prescriverla e nelle farmacie è pressoché introvabile. Parliamo della lattoferrina, o meglio, degli integratori di lattoferrina ritenuti da molti scienziati ideali per contrastare il Covid-19.

Sebbene, ad oggi, le evidenze scientifiche sembrano ancora insufficienti per dimostrare un’azione mirata e valevole al 100% contro Covid-19, la lattoferrina resta, comunque, una sostanza indispensabile per i neonati.

Lo studio effettuato dall’Università di Tor Vergata dal titolo: La lattoferrina quale naturale barriera protettiva della mucosa intestinale e respiratoria contro l’infezione da coronavirus e l’infiammazione, parte proprio dall’importanza che tale proteina riveste per il sistema immunitario dei neonati.

La lattoferrina si pone come scudo naturale per i neonati ed è proprio da tali constatazioni scientifiche che i bambini piccoli sono, tra tutti, i meno soggetti a riscontrare il Coronavirus.

Infatti, durante la fase della pandemia un dato è emerso in modo evidente agli occhi dei ricercatori, ossia che i bambini pur essendo contagiati dal virus, hanno avuto sintomi decisamente più lievi degli adulti, e solo in rarissimi casi l’infezione si è aggravata.

Tra le varie motivazioni l’attenzione si pone sul ruolo dell’immunità innata e umorale dei piccoli pazienti, con funzioni più efficaci nei confronti del Covid-19 rispetto agli adulti. A rendere il sistema immunitario dei neonati protetto da batteri e patogeni esterni sembrerebbe proprio la lattoferrina, considerata come proteina dell’immunità naturale.

Essa è presente già nel latte materno, proteggendo e impedendo, così, il passaggio  delle infezioni di virus, batteri e funghi nelle cellule della mucosa respiratoria e intestinale.

La Prof.ssa Elena Campione, Associato della UOSD di Dermatologia del Policlinico Tor Vergata, a capo dello studio, sostiene:

Le proprietà antivirali ed antinfiammatorie della lattoferrina la candidano come molecola ideale per trattare i pazienti Covid-19 positivi.

La Prof.ssa Campione, in accordo con il prof. Luca Bianchi, Ordinario e Direttore della UOSD di Dermatologia e il prof. Massimo Andreoni, Ordinario di Malattie Infettive del PTV, hanno dato, così,  l’avvio allo studio clinico per i pazienti Covid-19 paucisintomatici (ovvero che presentavano lievi sintomi) ed asintomatici per valutare l’efficacia e la sicurezza di una formulazione  innovativa di lattoferrina, somministrata per uso orale.

Nella ricerca sono stati coinvolti 32 pazienti con Covid-19, con età media 55 anni, di cui 10 asintomatici e 22 paucisintomatici (sintomi lievi o moderati).

Altri 32 volontari negativi al Covid-19 sono stati assegnati a un gruppo di controllo che non riceveva alcun tipo di trattamento. I ricercatori hanno studiato, così, l’azione della lattoferrina sui pazienti e in vitro, nonché con simulazioni al computer.

I risultati dello studio

I risultati ottenuti dallo studio effettuato sui pazienti hanno dimostrato, per la prima volta, l’efficacia della lattoferrina nel favorire, senza effetti avversi, la remissione dei sintomi clinici nei pazienti Covid-19 positivi sintomatici e la negativizzazione del tampone già dopo 12 giorni dal trattamento.

Per ciò che riguarda le prove in vitro, queste hanno rilevato come la lattoferrina ostacoli le interazioni iniziali fra il virus e la cellula e dunque, potrebbe avere effettivamente un ruolo protettivo.

Gli autori, in merito a tale scoperta scrivono:

Anche se il meccanismo d’azione deve ancora essere esplorato, le proprietà antivirali della lattoferrina possono essere estese anche a Sars-Cov-2.

I ricercatori hanno anche osservato, dagli esami ematici, anche alcuni risultati notevoli che, confermano gli studiosi, saranno presto pubblicati.

Lattoferrina e Covid-19: c’è chi dice NO!

Dallo studio di Tor Vergata sembrerebbe che medici e farmacie della Capitale, in modo particolare, abbiano in poche settimane già terminato gli integratori di lattoferrina. La corsa all’acquisto si è tramutata in una gara tra pazienti Covid-19 e cittadini che vogliono proteggersi dal virus a tutti i costi.

A tal riguardo, il virologo dell’Università S.Raffaele di Milano, Roberto Burioni, ha espresso il suo parere in una nota Facebook dichiarando:

Non esiste nessuna evidenza clinica che indichi l’utilità della lattoferrina nel prevenire o curare Covid-19.

In un momento tragico come questo è richiesto il massimo rigore sia ai medici, sia ai giornalisti. Ma maggiormente ai...

Pubblicato da Medical Facts di Roberto Burioni su Martedì 3 novembre 2020

Ma non solo il virologo Burioni ha dato parere discordante, anche un membro dello stesso team di lavoro scientifico della prof.ssa Campione ha alzato alcune perplessità in merito alla validità della lattoferrina contro il Covid-19.

Il Dott. Stefano di Girolamo, responsabile dell’unità di Otorinolaringoiatria del Policlinico Tor Vergata, in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero, ha dichiarato:

Dal punto di vista clinico i risultati finora sono molto incoraggianti ma abbiamo bisogno di continuare per avere dei dati statistici ed evidenze ulteriori.

La lattoferrina è una sostanza che facilita l’azione immunologica, da sola non può sconfiggere il virus ma è capace di rendergli l’ambiente meno ospitale.

Se i dubbi sono ancora tanti, è vero anche che la ricerca ha fatto e continua a fare passi da giganti. Nell’attesa che presto arrivi una decisiva e tempestiva risposta dal mondo della scienza, non ci resta che proteggerci al meglio da questo virus che non dà tregua.

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