Fecondazione artificiale, due donne condividono la gravidanza

Una gravidanza condivisa tra due donne: è la prima volta

Per la prima volta un embrione è stato impiantato (in momenti diversi) nell'utero di due donne, che hanno così portato entrambe in grembo il proprio figlio.

Uno stesso embrione portato in grembo, in momenti diversi, da entrambi i membri di una coppia omogenitoriale. È quanto è accaduto in Texas, dove Ashleigh e Bliss Coulter sono state la prima coppia omosessuale a usufruire della Effortless IVF (Fecondazione artificiale senza sforzo), una tecnica innovativa che ha permesso a entrambe di portare in grembo il loro futuro bimbo, in momenti diversi.

Ashleigh e Bliss Coulter, di Mountain Springs, sono entrambi madri biologiche del piccolo Stetson, cinque mesi. Ciò è stato possibile grazie a una innovativa tecnica di fecondazione in vitro chiamata Effortless IVF, fino ad oggi sperimentata solo da coppie eterosessuali. Le cellule uovo di Bliss sono state fecondate dal seme di un donatore, ma invece di essere inserite in un incubatore, sono state introdotte in una capsula chiamata dispositivo INVOcell.

A quel punto sono state collocate nell’utero di Bliss in modo che le uova potessero essere fecondate e formare embrioni. Dopo alcuni giorni, uno degli embrioni portati in grembo da Bliss è stato impianto nell’utero di Ashleigh, che ha portato avanti la gravidanza fino al parto.

La loro storia ha avuto grande risonanza mediatica ed è stata ripresa da tv nazionali e quotidiani. Un approfondito servizio andato in onda per ABC News ha raccontato il loro percorso per la costruzione di una famiglia, dal primo incontro 6 anni fa al matrimonio celebrato nel giugno del 2015:

Ero molto interessata ad avere figli, ma Bliss era un po’ incerta – ha dichiarato Ashleigh – voleva un bambino che fosse biologicamente suo ma non voleva portare avanti una gravidanza. Di solito, nelle coppie dello stesso sesso, si ricorre ad un donatore di sperma ma sono una delle due donne sarà la mamma biologica, l’altra dovrà adottare il bambino.

Un amico della coppia ha quindi suggerito loro di informarsi sulla dottoressa Kathy Doody, specialista della fertilità della clinica C.A.R.E di Bedford, con il quale hanno fissato un incontro nel 2017 venendo a conoscenza della possibilità che entrambe portassero il bambino in grembo grazie ad un particolare tipo di fecondazione in vitro.

Sapendo che stavamo creando qualcosa di biologicamente nostro – ha dichiarato Bliss – sono stata colta da mille domande: come sarebbe stato? Sarebbe stato simile a entrambe? Era davvero possibile? Quando mi è stato impiantato l’INVOcell non ho sentito nessun dolore. Abbiamo aspettato che Ashleigh terminasse i suoi trattamenti ormonali e poi abbiamo trasferito nel suo utero l’embrione. Dieci giorni dopo, al nostro primo tentativo, eravamo “incinte”.

Il piccolo Stetson è venuto alla luce lo scorso giugno ed entrambe la mamme hanno definito un miracolo poter riconoscere i propri tratti nel bambino.

Il dottor Doody ha spiegato ad ABC news che la FIV reciproca senza sforzo è più costosa della FIV senza sforzo tradizionale, perché coinvolge due persone, eppure resta più economica della FIV tradizionale e ciò la rende più accessibile per coppie non in grado di sostenere gli ingenti costi di questa pratica.

La storia di Bliss e Ashleigh ha avuto un’incredibile eco mediatica e già una seconda coppia omosessuale si è rivolta alla stessa clinica riuscendo a portare alla luce una bambina. Attualmente le due hanno conservato nella clinica alcuni embrioni congelati e non escludono di ricorrere nuovamente alla tecnica per dare un fratellino o una sorellina a Stretson.

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