
Quando viene comunicato ai più piccoli della famiglia che mamma e papà hanno intenzione di separarsi, entrano in gioco molti sentimenti contrasta...
l tasso di divorzi e separazioni negli ultimi anni è più che raddoppiato, e troppe volte si dimenticano i diritti e il benessere dei minori coinvolti che possono manifestare diversi disturbi comportamentali e stati ansiosi.

Il tasso di divorzio e separazione negli ultimi anni è più che raddoppiato, passando dall’11,3% al 23,5%. I dati che emergono dal rapporto Istat ci raccontano che in quest’esperienza, spesso molto difficile, sono coinvolti 100mila minori l’anno, e di questi il 5-10% vivono percorsi separativi “gravemente conflittuali” in cui troppe volte si dimenticano i diritti dei bambini.
La separazione dei genitori rappresenta per ogni minore, e a seconda della sua età, un forte momento di stress: tanti sono i cambiamenti che si trova a vivere un bambino, sia all’interno delle relazioni che nella gestione della sua quotidianità.

Quando viene comunicato ai più piccoli della famiglia che mamma e papà hanno intenzione di separarsi, entrano in gioco molti sentimenti contrasta...
Leggendo quanto riporta Sip, il magazine della Società italiana di pediatria, la dimensione conflittuale della separazione è fisiologica se riesce a salvaguardare la dimensione genitoriale, senza mai dimenticare i rischi che si riflettono sui minori, ma anzi, mettendo al centro il bambino, con le sue difficoltà e i suoi bisogni.
Una lunga fase di conflittualità può creare nei minori stati ansiosi, e diversi disturbi del sonno e comportamentali, ma anche depressione, scarso rendimento scolastico, ritiro sociale e abuso di sostanze. Per cercare di dare gli strumenti corretti ai genitori che si separano, in modo da gestire la separazione ponendo sempre attenzione al benessere dei minori, molti Paesi hanno adottato un programma educativo obbligatorio.
In questo caso diventa centrale la figura del pediatra che, come garante del benessere psico-fisico del bambino, prende in carico l’intero nucleo familiare, e guida la mamma e il papà in questo percorso, esortandoli a funzionare ancora come genitori del bambino, indipendentemente dal non essere più una coppia.

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