In uno studio pubblicato sull’American Journal of Obstetrics & Gynecology, si evidenzia come contrarre il Covid in gravidanza aumenta il rischio di preeclampsia.

La preeclampsia è la principale causa di morte materna e infantile in tutto il mondo e per questo motivo, è indispensabile valutare seriamente la possibilità di fare il vaccino anti Covid in gravidanza. Scopriamo di più sull’analisi sviluppata dai ricercatori scientifici e i rischi legati alla preeclamsia nel corso della gestazione.

Contrarre il Covid in gravidanza aumenta il rischio di preeclampsia

Dalla meta-analisi approfondita, i ricercatori hanno affermato che la loro revisione sistematica mostra che le donne con infezione da Covid durante la gravidanza aveva il 62% di probabilità in più di sviluppare preeclampsia rispetto a quelle donne in stato interessante che non avevano sviluppato l’infezione durante la gravidanza.

In riferimento allo studio, il Dott. Roberto Romero, capo del ramo di ricerca di perinatologia e professore di ostetricia molecolare e genetica presso la Wayne State University School of Medicine, ha affermato:

Questa associazione è stata notevolmente coerente in tutti i sottogruppi predefiniti. Inoltre, l’infezione da SARS-CoV-2 durante la gravidanza è stata associata a un aumento significativo delle probabilità di preeclampsia con caratteristiche gravi, eclampsia e sindrome HELLP.

Il Dott. Romero in collaborazione con il Dott. Agustin Conde-Agudelo, professore di Ostetricia e Ginecologia, hanno esaminato 28 studi precedenti che includevano ben 790.954 donne in gravidanza, di queste, 15.524 presentavano una diagnosi di infezione da Covid-19.

Dai risultati è emerso che sia le donne con infezione asintomatica che quelle sintomatiche avevano un rischio di preeclamsia molto elevato anche se le probabilità di sviluppare preeclampsia erano decisamente molto più elevate tra le future mamme con malattia sintomatica rispetto alle altre donne asintomatiche.

Preeclampsia e gravidanza: i segnali di allarme

La preeclampsia comporta un improvviso innalzamento della pressione sanguigna dopo la ventesima settimana di gravidanza. Ma come riconoscere i primi segnali di allarme della preeclampsia? La donna che soffre di questo disturbo presenterà:

  • pressione sanguigna elevata;
  • mal di testa;
  • gonfiore del viso e delle mani;
  • vista offuscata;
  • dolore al petto;
  • mancanza di respiro.

Secondo le stime della Fondazione Preeclampsia, tale condizione vede ogni anno nel mondo il decesso di 76.000 madri e di 500.000 morti infantili. Nei casi più gravi, la preeclampsia può colpire:

  • il fegato;
  • i reni;
  • il cervello.

Alcune donne sviluppano l’eclampsia, ovvero le convulsioni e possono soffrire di emorragia intracranica, quest’ultima è considerata la principale causa di morte in coloro che sviluppano il disturbo.

Preeclampsia: gli effetti sulla salute della donna e il feto

Le donne con preeclampsia spesso non avvertono gli effetti finché la condizione non diventa  grave e pericolosa per la vita. Gli effetti sulla madre includono:

  • problemi cardiaci;
  • emorragia cerebrale;
  • insufficienza renale acuta;
  • problemi di coagulazione del sangue;
  • cecità.

Per ciò che riguarda gli effetti della preeclampsia sulle condizioni del feto durante i nove mesi di gestazione, la condizione è stata collegata a:

  • riduzione del flusso sanguigno placentare,
  • disabilità fisica e mentale;
  • diminuzione della crescita intrauterina;
  •  morte in utero.

Sebbene siano necessari ulteriori studi per determinare l’associazione fisica tra l’infezione da Covid e la preeclampsia, gli autori sono convinti che gli operatori sanitari dovrebbero essere consci dell’associazione e monitorare da vicino le donne in gravidanza che sono infette dal virus per avere il più velocemente possibile una diagnosi di disturbo da preeclampsia.

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  • Gravidanza