La questione dei vaccini in generale e quella dei vaccini Covid-19 in particolare, sta diventando estremamente delicata. Non tanto e non solo per l’emergenza cui questo vaccino deve rispondere, ma perché è diventata oggetto di discussione fuori dal contesto scientifico nel quale dovrebbe esclusivamente rientrare e all’interno del quale sono legittime e doverose le perplessità, le critiche e il confronto, perché fondate su competenze mediche.

Ciò che ci interessa è capire come si devono comportare le donne in gravidanza, se devono vaccinarsi o se per la loro condizione è preferibile evitare. Per rispondere a queste domande, ma anche a quelle relative alle donne che allattano e a quelle che sono alla ricerca di una gravidanza, abbiamo intervistato il Dottor Giulio Lanzi, medico chirurgo specialista in Ginecologia e Ostetricia, con il quale abbiamo potuto affrontare il discorso del vaccino Covid-19 per le donne in gravidanza e in allattamento.

L’argomento, come detto, è molto delicato, soprattutto per le tantissime informazioni contrastanti che circolano e che creano ansia e confusione più che dirimere i dubbi delle persone. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, tanto per fare un esempio, non raccomanda la vaccinazione alle donne gravide. Il motivo? La presenza di dati limitati. Questo non significa che il vaccino non sia sicuro o che sia pericoloso per la salute della donna o del bambino, ma semplicemente che, considerando che parliamo di un’autorizzazione concessa per un uso di emergenza, non abbiamo dati sufficienti per esprimerci con certezza assoluta e rigore scientifico.

D’altronde anche la condizione delle donne in gravidanza è tale da impedire qualsiasi tipo di sperimentazione che, anche solo in maniera remota, possa costituire un rischio per il suo bambino. Quanto detto è necessario per capire su quali binari deve muoversi il discorso e il ragionamento sul vaccino Covid-19 e la gravidanza, per evitare fraintendimenti, errori di valutazione o eccessi di entusiasmo o sfiducia che di scientifico, e quindi utile, non hanno nulla.

Per questo motivo il dottor Lanzi ci preme a sottolineare fin da subito come «Bisogna regolarsi sulla base delle informazioni scientifiche e statistiche che abbiamo a disposizione».

Vaccino Covid-19 e gravidanza: è sicuro?

Dottor Lanzi, sulla base dei dati a disposizione, cosa si può dire sulla sicurezza del vaccino per il Covid-19 per le donne in gravidanza?

Non è stata fatta una sperimentazione diretta con le gravide, di conseguenza non ci sono dati diretti su tassi tranquillizzanti di effetti collaterali in gravidanza. D’altra parte il meccanismo stesso del vaccino e tutta la teoria a esso associata non permettono di ipotizzare che per qualche motivo possa essere dannoso nelle gravide o nelle puerpere che stanno allattando. Non c’è nessun motivo nel meccanismo che riguarda il vaccino che faccia diventare differenti le gravide rispetto alla popolazione di base per quanto attiene i rischi e l’insorgenza degli effetti collaterali.

Facciamo un passo indietro. Ci sono particolarità che rendono il funzionamento di questo vaccino diverso rispetto a quelli abitualmente utilizzati?

Questo vaccino specifico è una delle prime volte che viene utilizzato in questo meccanismo. Nel vaccino classico, come è avvenuto a partire da quello del vaiolo, si prende il virus simile a quello umano ma meno dannoso e in grado di far scatenare il sistema immunitario in modo che, quando arriva il virus vero pericoloso, sia in grado di riconoscerlo e colpirlo. Nel tempo questa strategia si è perfezionata per cui poi si prende il virus vero e proprio, lo si inabilita, e poi lo si inietta. Per questo nuovo vaccino si è presa una delle proteine di superficie di questo virus, quella con la quale attacca le cellule per poi penetrare, e se ne è determinata la sequenza di aminoacidi.

Successivamente si è realizzato un mRNA messaggero, ovvero un acido nucleico che contiene le istruzioni per costruire questa proteina. In pratica si è ricostruita una sorta di manuale di istruzioni in modo che il vaccino, una volta iniettato, vada dentro le cellule le istruisca per produrre la proteina del virus; questo avviene, la proteina del virus va in circolo, viene riconosciuta come estranea e il sistema immunitario si scatena. Tutto questo perché è un meccanismo molto più rapido e amplificato, però è la prima volta che viene utilizzato in una vaccinazione di massa.

Questo vaccino, quindi, va contestualizzato nella criticità del periodo che stiamo vivendo e risulta essere, pur non escludendo conseguenze nel medio-lungo periodo, la scelta che offre più benefici rispetto alle criticità che potenzialmente (anche se non abbiamo dati, studi e ricerche a disposizione sulle quali formalmente e dal punto di vista del rigore scientifico basarci) potrebbe sollevare.

In realtà non è sicuro non farselo perché non farselo significa andare incontro al Covid che è molto più pericoloso.

A questo proposito, ci sono rischi maggiori per le donne che in gravidanza contraggono il Covid-19?

Sicuramente la gravidanza non è mai il momento ideale per contrarre una malattia grave, ma nemmeno un intervento importante che è sempre preferibile, se possibile, rimandare. Questo perché tutto l’organismo è impegnato nello sviluppo del bambino con un costo metabolico molto elevato; questo significa che non ci sono tutte le risorse necessarie per affrontare una malattia importante.

È sconsigliato, per fare un esempio, per una donna andare in viaggio in un Paese dove è endemica anche una polmonite curabile con gli antibiotici, perché anche una polmonite non è facile da gestire in gravidanza con tutti i farmaci che si devono assumere, con lo stress e con i pericoli annessi. Come tutte le malattie che non interferiscono direttamente con il feto, colpendo la salute della donna, indirettamente colpisce anche il sistema di supporto di un bambino.

Vaccino Covid-19 e gravidanza: consigli e raccomandazioni

Dottor Lanzi, che consiglio possiamo dare alle donne che si interrogano se vaccinarsi o meno contro il Covid-19?

Quella della vaccinazione alle gravide è una strategia che risponde a una pandemia con emergenza internazionale e di conseguenza è più rischioso esporsi all’infezione piuttosto che esporsi al vaccino. Sicuramente sarebbe stato meglio avere più tempo, ma siccome questo tempo non c’era, è molto più rischioso non vaccinarsi ed esporsi al rischio dell’infezione piuttosto che vaccinarsi e in qualche modo avere allo stato attuale la miglior protezione possibile.

Vaccino Covid-19 e concepimento

C’è una grande discussione anche per quel che riguarda l’utilità di cercare un concepimento in questo periodo, con il timore che il virus possa incidere sia sul positivo inizio della gravidanza che sulla fertilità. Cosa possiamo dire in merito?

Un’indicazione può essere quella di aspettare sei mesi e vedere se la situazione è più tranquilla; è un atteggiamento di prudenza che non va criticato.

Questo perché non abbiamo i dati frutto di ricerche e rilevazioni che permettono di ottenere quelle evidenze scientifiche necessarie in questi casi. Quindi un conto è ragionare (e intervenire) su una gravidanza in corso e un altro, invece, ragionare su una che deve ancora iniziare ed essere volutamente ricercata. Allo stato attuale, quindi, non ci sono elementi per dire che il vaccino interferisce con il concepimento o crea conseguenze negative sulla fertilità.

Vaccino Covid-19 e allattamento

Cosa possiamo dire, invece, per quel che riguarda l’allattamento?

Per l’allattamento il discorso è lo stesso della gravidanza, per cui non c’è motivo di pensare che il vaccino possa comportare dei rischi. Anzi, in questo caso abbiamo anche un livello di sicurezza in più perché mentre in gravidanza il circolo della madre è assolutamente a contatto con il circolo del bambino e c’è un passaggio placentare più facile, non è lo stesso attraverso il latte materno. I rischi, ammesso che ci siano, sono quindi minori,

Possiamo concludere che, empiricamente, il vaccino Covid-19 non dovrebbe creare complicazioni alle donne in gravidanza né sul bambino e che, le future mamme che desiderano vaccinarsi, devono essere poste nelle condizioni per farlo. Quanto detto ribadisce l’importanza di continuare a investire nella ricerca scientifica per poter ottenere quei dati necessari per avere una panoramica chiara e completa della materia.

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