Congelamento degli ovociti in attesa dell'uomo giusto - GravidanzaOnLine

Congelamento degli ovuli: “Non per la carriera ma perché manca l’uomo giusto”

Aumenta il numero di donne che scelgono di congelare i propri ovociti per cercare una gravidanza in futuro, ma sono poche quelle che poi chiedono di avviare le procedure per la procreazione assistita.

Si chiama social freezing ed è la tecnica di crioconservazione degli ovociti femminili per “rimandare” la gravidanza: sono poche le donne che ad oggi ne hanno fatto ricorso, pochissime in Italia, e solo il 7% del totale di coloro che ha deciso di congelarli ha fatto poi richiesta di scongelamento. E solo in 1 caso su 3 si è instaurata poi una gravidanza.

Sono i dati presentati al Meeting annuale della Società europea di riproduzione umana (Eshre) che si tiene in questi giorni a Barcellona. L’indagine è stata condotta su un gruppo di donne che ha scelto di ricorrere al social freezing nel Centro per la medicina riproduttiva di Bruxelles, una sorta di “garanzia” sulla propria fertilità quando non è ancora il momento giusto per fare un figlio. Delle 563 donne che hanno congelato le proprie uova tra gennaio 2009 e novembre 2017 solo 72 hanno fatto richiesta per un trattamento di riproduzione, e solo 43 hanno effettuato la procedura. Tra loro solo 14 hanno poi ottenuto una gravidanza dopo il trasferimento degli embrioni.

Il motivo dello scarso successo della pratica, ha spiegato Michel De Vos è l’età a cui le donne si ripresentano per cercare una gravidanza, piuttosto avanzata dal punto di vista della riproduzione. L’età media delle donne che chiedono lo scongelamento dei propri ovociti è di 42 anni, cioè circa 7 anni dopo aver avviato la crioconservazione.

Per ogni paziente è stato congelato un numero medio di 8,5 ovuli per ogni ciclo di social freezing, e il tasso di sopravvivenza degli ovociti scongelati era del 73%. Inevitabilmente, ha sottolineato De Vos, la qualità delle uova diminuisce con l’avanzare dell’età, e la percentuale di successo dei trattamenti è inferiore al 33% nelle donne che scelgono di congelare gli ovociti oltre i 36 anni.

Una ricerca della Yale University ha poi indagato le ragioni che spingono una donna a congelare i propri ovuli per utilizzi futuri: su 150 donne intervistate sulle motivazioni della scelta di criocongelare gli ovociti la maggioranza (l’85%) ha affermato di non avere un partner nel momento in cui si è rivolta alla clinica di fecondazione in vitro.

Non sarebbero dunque ragioni legate alla carriera a portare alla scelta di posticipare una gravidanza, come si è portati spesso a pensare, bensì la situazione sentimentale: tra le cause più comuni sono state indicate l’essere single, avere divorziato o essere in procinto di farlo, avere interrotto da poco una relazione.

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