"Compagni di classe" è il kit di Unicef per l'inclusione dei bambini ucraini

Unicef Italia ha voluto dare un supporto a tutte le scuole per accogliere i bambini ucraini, per questo ha messo a disposizione "Compagni di classe", un documento per promuovere inclusione e accoglienza.

Dopo l’opuscolo sui vaccini della Sip, arriva “Compagni di classe” un’idea nata da Unicef Italia, che riguarda il fondamentale tema dell’accoglienza per tutti i bambini e le bambine ucraini che giungono nel nostro Paese.

Una vera e propria proposta educativa che Unicef vuole rivolgere ai docenti e agli educatori, per creare un ponte di accoglienza e solidarietà nei confronti di tutti i minorenni che in questo periodo si ritrovano a dover fuggire dall’Ucraina a causa della guerra.

Ma non è tutto, poiché “Compagni di classe” è rivolto in generale a tutti i piccoli profughi provenienti da paesi in difficoltà, e che arrivano nelle scuole italiane.

Si tratta di un documento che vuole offrire a tutti gli istituti scolastici idee e suggerimenti per accogliere al meglio i bimbi stranieri, e garantire loro un’esperienza di benvenuto davvero unica.

Nell’introduzione si legge:

Accogliere, attraverso l’ascolto e l’osservazione, i bisogni, i vissuti e le opinioni di ogni bambina, bambino e adolescente rappresenta uno degli elementi costitutivi delle proposte educative che il Comitato Italiano per l’Unicef – Fondazione Onlus ha elaborato negli anni per le scuole e i contesti educativi. L’attenzione al benessere fisico, emotivo, sociale di ognuno è determinante in qualsiasi esperienza di incontro, relazione e apprendimento.

Questo documento contiene una sezione dedicata alla mediazione linguistica, volta a facilitare la comunicazione, che contiene un piccolo vocabolario interattivo parlante, ma anche filastrocche, canzoncine e video-fiabe sia in russo sia in ucraino.

Le sezione successive, invece, sono dedicate a lavori e progetti da realizzare in classe come la “sagoma delle emozioni” oppure il “termometro dello stare bene”.

L’obiettivo? Sollecitare i bambini e le bambine a esprimere le proprie emozioni, offrire uno spazio e un tempo per ascoltarsi e far comprendere loro che gli adulti sono interessati a ciò che esprimono, alle loro emozioni e alla sofferenza che si trovano a vivere in questo momento.

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