L'annegamento è una delle principali cause di morte infantile accidentale: come prevenirlo

Lo testimonia uno studio effettuato da Giulia Spina e Sabrina Criscuolo dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Alcune regole si possono leggere anche sul sito della Società Italiana di Pediatria.

Come testimonia uno studio effettuato da Giulia Spina e Sabrina Criscuolo dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, l’annegamento è una delle principali cause di mortalità infantile, con il tasso più alto che si registra nei bambini tra il primo ed il quarto anno di vita (e nei giovani di 15-19 anni). Si legge anche sul sito della Società Italiana di Pediatria, insieme alle regole indicate per la prevenzione di queste morti.

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Per prima cosa, si consiglia di non lasciare i bambini – sia piccoli che grandi – da soli, o affidati alla supervisione di un altro bambino, mentre si trovano “in vasche da bagno, piscine, terme, vicino a canali di irrigazione o altre acque stagnanti aperte“. Le cure devono essere sempre affidate ad un adulto. Come è bene ricordare, anche i “seggiolini per il bagnetto o gli anelli di supporto” non sostituiscono la sua presenza.

L’adulto che supervisiona i bambini in acqua deve inoltre avere abilità natatorie ed essere concentrato esclusivamente su questo compito. Distrarsi con attività come “parlare al telefono, socializzare o occuparsi delle faccende domestiche” potrebbe risultare un problema: la supervisione deve essere infatti stretta, costante e attenta, oltre che tattile (l’adulto si deve trovare a distanza di un braccio dal bambino).

Un’altra regola consiste nell'”imparare le tecniche di sicurezza in acqua ed insegnare ai bambini a nuotare, monitorando i progressi“. In questo modo è più semplice riconoscere immediatamente un bambino in difficoltà ed eseguire un soccorso in sicurezza. I genitori devono però ricordarsi che “acquisire la capacità del nuoto non esenta i bambini dal rischio di annegamento“.

Infine, è necessario prestare maggiore attenzione ai tuffi e agli acquascivoli.

Articolo originale pubblicato il 30 giugno 2022

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  • Bambino (1-6 anni)