Annegamento bambini, il rischio è più alto in estate. I consigli per prevenirlo

Secondo un rapporto stilato dall'American Academy of Pediatric, quando si parla di annegamento le vittime più comuni sono i bambini piccoli: il 75% di essi sono di sesso maschile. Ecco come proteggerli al mare o in piscina.

Secondo un report stilato dall’American Academy of Pediatrics, circa il 75% di tutti i bambini e gli adolescenti vittime di annegamento sono maschi. Dal rapporto è evidente come l’annegamento sia una delle principali cause di morte per lesioni non intenzionali per i bambini di età compresa tra 1 e 19 anni.

Scopriamo perché i bambini piccoli sono le vittime più comuni e come proteggere ancor di più i bimbi al mare o in piscina.

Annegamento: le vittime più comuni sono i bambini piccoli, il report

Secondo il rapporto americano per i bambini di età compresa tra 1 e 4 anni, l’annegamento è la principale causa di morte per lesioni non intenzionali. La cosa che sorprende maggiormente è che la maggior parte di questi annegamenti avviene in vasche da bagno o grandi secchi.

Secondo il rapporto dell’American Academy of Pediatric (AAP):

Fino al 30% dei genitori ha ammesso di lasciare bambini di età inferiore a 2 anni senza sorveglianza nella vasca da bagno da uno a poco più di cinque minuti.

Circa il 70% dei decessi per annegamento nei bambini in fase pre-adolescenziale e adolescenziale (meno di 15 anni), si verifica tra maggio e agosto, tempo che coincide con la chiusura delle scuole e degli asili.

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L’ora in cui il rischio di annegamento tra i bimbi è maggiore

Secondo uno studio esterno al rapporto dell’AAP menzionato, circa la metà degli annegamenti in acqua si è verificata durante le 16:00 e le 18:00, periodo, questo, ritenuto di maggiore affluenza in mare o in piscina per nuotare.

Inoltre, queste ore combaciano anche con quelle in cui i genitori sono indaffarati maggiormente in casa per preparare la cena o aiutare gli altri figli con i compiti di scuola. Il che rende la sorveglianza dei caregiver verso i più piccoli più distratta.

Ecco perché, nel rapporto stilato, i pediatri raccomandano ai genitori di sorvegliare con molta più attenzione i propri figli durante quell’asso temporale. Bisogna anche sottolineare che il tempo di annegamento in un bambino piccolo è di appena 10 secondi e questo può avvenire anche in soli 20 centimetri di acqua.

Per coloro che sopravvivono all’annegamento il rischio che vi siano complicanze come dei danni neurologici importanti e che questi perdurino per tutta la loro vita è altamente probabile. Non contando, poi, l’effetto irritante delle vie aeree per via dei liquidi inalati come il sale, il cloro, il sapone e l’intossicazione dovuta alla quantità di liquido ingerita dal bebè.

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Come proteggere i bambini dal rischio di annegamento

L’America Academy of Pediatric attraverso il rapporto sull’annegamento dei bambini e per diminuire i numeri spaventosi legati alle morti in acqua dei più piccoli, ha stilato alcune linee guida su come proteggere ancor di più i propri figli da possibili incidenti, eccole:

  • per le piscine in casa si consiglia di installare una recinzione alta almeno 4 piedi, con cancelli a chiusura automatica che circondano la piscina;
  • i bambini dovrebbero sempre indossare giubbotti di salvataggio durante il tempo trascorso in acqua;
  • dopo l’anno di vita, i genitori dovrebbero iscrivere i propri bambini a corsi di nuoto in modo da rendere il bambino autonomo in acqua. Anche se prima dei 4-5 anni di vita nessun bambino ha la completa padronanza del nuoto;
  • i neonati non dovrebbero mai essere lasciati da soli nella vasca da bagno, poiché potrebbero ribaltarsi facilmente e annegare in poco tempo;
  • una volta che il bambino ha finito di fare il bagnetto in vasca o nella piscinetta per neonato svuotare immediatamente l’acqua.

In caso di annegamento del minore come dovrebbero comportarsi i genitori? Di seguito si raccomanda di seguire tali piccoli ma decisivi passaggi:

  • riconoscere i segnali di qualcuno che è in difficoltà e dare l’allarme di aiuto gridando;
  • rimuovere il bambino o la persona adulta dall’acqua senza mettersi in pericolo;
  • chiamare immediatamente i soccorsi d’emergenza;
  • iniziare la respirazione artificiale;
  • se disponibile utilizzare un DAE (o un defibrillatore automatico esterno).
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Categorie

  • Bambino (1-6 anni)