Quando si scopre di essere incinta, e dopo l’euforia che accompagna questo momento magico, è necessario iniziare a pensare anche a come organizzare i passi successivi. Uno di questi è la prima visita ostetrica, da programmare tra la 7^ e la 10^ settimana di gravidanza.

Alcune delle future mamme possono vivere con apprensione questo controllo perché non sanno bene cosa aspettarsi. Proviamo allora a fare chiarezza insieme sui tempi e sulle modalità della visita.

Visita ostetrica: in cosa consiste?

La visita ostetrica è un’indagine che prevede una iniziale fase di anamnesi, con la ricostruzione della storia clinica familiare passata e presente. Queste informazioni sulla salute dei futuri genitori e delle loro famiglie vengono inserite nella cosiddetta scheda ostetrica e servono a valutare le possibilità che il bimbo erediti qualche patologia genetica.

Ma sono utili anche per la salute della futura mamma, in quanto aiutano a capire se e quali rischi può correre durante la gravidanza, e a regolarsi di conseguenza. Oltre all’anamnesi, sono previsti anche esami specifici per il periodo gestazionale e valutazioni delle condizioni di salute della donna in attesa.

La prima visita ostetrica

Una volta scoperto di essere incinta, il primo incontro ostetrico-ginecologico andrebbe programmato quanto prima o comunque preferibilmente entro la decima settimana di gravidanza. Nel corso di questo primo incontro viene compilata la scheda, che va conservata ed esibita ai successivi controlli, in modo che possa essere aggiornata di volta in volta.

Durante la visita vengono raccolte informazioni relative a:

  • peso, altezza e pressione della futura mamma;
  • sviluppo dell’utero, attraverso anche l’ispezione e la palpazione interna per valutare il tono dei tessuti e la posizione;
  • benessere psico-fisico complessivo della donna;
  • esami svolti in precedenza, come quello delle urine che viene fatto per escludere eventuali infezioni.

La futura mamma viene anche sottoposta a un pap-test, se non lo ha già fatto nei due anni precedenti. Inoltre, la prima visita serve anche a valutare il rischio associato alla gravidanza. Per l’identificazione di questo rischio si valutano l’anamnesi fisiologica, familiare, ostetrica e ginecologica, le patologie precedentemente avute, e si tiene conto dell’esame fisico eseguito durante la visita.

Per le gravidanze a rischio, verrà indicato un percorso specifico da seguire. Al termine della visita, verranno prescritti gli esami e le eventuali terapie da seguire.

Gravidanza a rischio: quando succede e come comportarsi

Quando si effettuano le visite ostetriche?

Veniamo alla tempistica. Alla prima visita, eseguita entro le dieci settimane di gravidanza, dovranno seguirne delle altre, così da poter monitorare l’evolversi della situazione. Le visite ostetriche vanno programmate ogni mese a partire dalle 7-10 settimane, a meno che non si riscontrino particolari condizioni di rischio. Il calendario delle visite da programmare può essere così organizzato:

  • 16 settimane, per stabilire la datazione ed eventuali percorsi di diagnosi prenatale;
  • 23 settimane, per verificare il percorso diagnosi prenatale seguito e le condizioni materne e per programmare i controlli di monitoraggio;
  • 28 settimane, per rivalutare i fattori di rischio come il diabete, il controllo del fondo uterino, l’attività contrattile;
  • 34 settimane, per monitorare l’accrescimento e il benessere materno-fetale e per fornire indicazioni sull’accesso in ospedale per il parto;
  • 38 settimane, per la valutazione complessiva della gravidanza;
  • dalla 40esima settima, per la rivalutazione complessiva del rischio ostetrico secondo i dati della scheda.

Ogni mese verranno prescritti gli esami del sangue e delle urine e l’ecografia per controllare il normale accrescimento del feto. È  consigliabile eseguire i controlli prescritti circa a metà fra una visita e l’altra, in modo che non siano troppo vecchi o, al contrario, non ancora pronti.

Il ruolo dell’ostetrica nella gravidanza

L’ostetrica è la figura di riferimento per la futura mamma nelle gravidanze fisiologiche, ovvero senza complicazioni, a cui ci si può rivolgere tramite ospedali o consultori. L’ostetrica guiderà la futura mamma nei vari passi da seguire:

  • la accoglie e le illustra il percorso nascita;
  • le indica quali sono gli esami ematochimici da effettuare, previa validazione da parte del medico curante;
  • le fornisce informazioni circa la possibilità di effettuare indagini di screening o diagnostiche (translucenza nucale, amniocentesi, ecografia morfologica) utili a rilevare eventuali patologie fetali;
  • la invita a partecipare ai corsi di accompagnamento alla nascita.

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