Anonimo

chiede:

Gentile dottore,
sono alla 24ma settimana di gravidanza e al ristorante ho mangiato petto di anatra affumicato, pensando che l’affumicatura fosse sufficiente a garantire la sicurezza da toxoplasmosi. Ora guardando un po’ su internet ho capito che non è così e vorrei sapere se il rischio di contagio dipende dalle quantità ingerite e dopo quanto tempo dall’ingerimento dell’alimento pericoloso effettuare le analisi del sangue.
Grazie

Gentile signora, non è la prima lettrice che mi scrive chiedendomi notizie sull’anatra e la toxoplasmosi: ma è così diffusa questa carne d’anatra o è la gravidanza che suscita un recondito desiderio di cibarsi di questo allegro volatile? Indagherò. Mi scuso per la digressione, ed anche per la mia sostanziale ignoranza in materia di tecniche di produzione di anatre affumicate, ma per rispondere alla sua domanda sarebbe necessario conoscere se l’affumicatura è avvenuta “a freddo” o “a caldo”. La prima non dovrebbe garantire l’eliminazione delle spore di toxoplasma (dico dovrebbe perché resta da capire bene come avviene l’affumicatura, a quale distanza dalla fiamma viene tenuta la carne, quindi qual è la temperatura sulla superficie della carne e per quanto tempo il processo prosegue), quella a caldo invece è sufficiente (è in pratica una cottura). La risposta alla seconda domanda è no, l’eventuale infezione non dipende dalla quantità ingerita ma dalla presenza o meno di spore portate alla bocca. Infine, la positività agli anticorpi IgM comincia ad essere rilevabile dopo circa 15 giorni; anche gli anticorpi IgG, se in precedenza assenti, diventano rilevabili a partire da quel periodo e salgono vertiginosamente nelle settimane successive.
Cordialmente,

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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Specializzazione

  • Nutrizionista