Anonimo

chiede:

Vorrei sottoporVi un quesito.
Ho 38 anni ho partorito il mio secondo bambino nel mese di aprile 2003.
Dopo alcuni giorni ho accusato febbre alta e dolori in tutto il corpo ma
più forti al seno tanto che pensavo fossero dovuti al latte.
Dopo alcuni giorni ho avuto un emorragia con perdite di segmenti di
placenta. quindi a distanza di un mese dal parto mi veniva praticata
una revisione post partum e da allora non ho più avuto le mestruazioni.
Preciso che dopo la revisione non ho più allattato.
A ottobre del 2003 mi è stata fatta la prima isteroscopia e per un mese
ho preso degli estrogeni, ma non è cambiato nulla. A fine novembre 03
mi veniva praticata una seconda isteroscopia ed una terza in anestesia
generale mi veniva praticata a dicembre.
La diagnosi è la sindrome di asherman.
Preciso che il tutto è stato fatto nell’ospedale dove ho partorito.
Successivamente ho ritirato tutte le cartelle cliniche e non c’è un
consenso informato sottoscritto da un medico e nè sono mai stata messa
al corrente di quello che i medici avrebbero fatto e perché.
Ho fatto un ultima isteroscopia a maggio 2004 dove si è scoperto che
non si rilevano tracce di tessuto endometriale.
Mi hanno fatto anche gli esami ormonali e funziona tutto perfettamente.
Però nessuno mi dice chiaramente se posso avere altri figli.
Io vorrei sapere chi ha sbagliato. Se l’ostetrica che si è dimenticata
un pezzo di placenta (con la prima emorragia si erano staccati ben 3 cm
di residui placentari e poi con la revisione post partum il resto
(materiale deciduale ed ematico per cc. 10). È stato fatto anche l’esame
istologico risultato: lembo placentare in involuzione con numerose
microcalcificazioni.
Oppure il ginecologo che dopo avermi fatto il raschiamento non mi ha
detto in che condizioni era il mio utero e avvisarmi che forse avrei
avuto dei problemi con un raschiamento più energico del solito.
Tutti si difendono dicendomi che purtroppo si tratta di una complicanza
del parto. È vero?
Grazie, attendo vostre notizie od eventualmente se potete dirmi a chi
rivolgermi per risolvere il mio problema.
Antonella C.

Redazione

Redazione

risponde:

Cara Antonella,
comprendo il Suo disappunto.
La sindrome di Asherman (presenza di aderenze in cavità uterina), può
esistere in varie forme. In quelle lievi o medie, la chirurgia é in grado di
ripristinare perfettamente lo stato della cavità uterina. In quelle severe,
con adesione completa delle emipareti uterine e distruzione dell’endometrio,
la chirurgia, almeno da quanto mi risulta, può ben poco. In ogni caso il
medico che ha eseguito la
isteroscopia è la persona più adatta per quantificare la gravità. Le forme
gravi purtroppo conducono a sterilità. Credo che maggiori informazioni,
mirate sul Suo caso specifico, potrà ottenerLe in un centro per la
sterilità.
La sindrome di Asherman si verifica il più delle volte come conseguenza di
raschiamenti uterini, oppure di infezioni endometriali.
Anche se in letteratura sono descritti casi di Asherman per traumatismi
lievi (come per es. la inserzione di una spirale), direi razionalmente che
nel Suo caso hanno giocato ruolo fondamentale i residui placentari post
partum, con la conseguente probabile endometrite. Il raschiamento, peraltro
indispensabile, ha contribuito ulteriormente a conclamare il quadro.
Un saluto

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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