Anonimo

chiede:

Buongiorno, lavoro come business consultant in una piccola società di consulenza direzionale di Milano. Il mio lavoro prevede che sia impiegata presso le sedi dei clienti per gran parte del tempo, ed i progetti su cui devo lavorare sono dislocati a Catania ed in Toscana (raggiungile in auto). Data l’impossibilità del datore di lavoro di impiegarmi in altre mansioni all’interno dell’azienda e data la mia oggettiva difficoltà a compiere il mio lavoro (ripetuti voli aerei e guidare per 800 km a settimana per raggiungere il cliente rappresentano a mio avviso condizione di pericolo per la gravidanza), vorrei chiedere di poter usufruire della
maternità anticipata. Ho provato a contattare la sede milanese dell’Ispettorato del lavoro, la quale mi ha informato che per la mia attuale situazione non ci sono le condizioni per poter accedere alla maternità anticipata. La ginecologa che mi segue appartiene ad una struttura privata e quindi non può certificare la esigenza di maternità anticipata. Cosa posso fare per tutelare la salute mia e di mio figlio e ottenere la maternità anticipata? Grazie mille

Gentile Gaia, ho risposto ad un quesito analogo al Suo recentemente. Le ripeto quanto già detto al riguardo ad altra Utente. È vero che il cosiddetto “pendolarismo” tra il luogo di lavoro e la propria residenza, è citato nelle Linee Direttrici UE come fattore di rischio della gravidanza. Infatti alla voce “spostamenti all’interno o all’esterno del luogo di lavoro troviamo la seguente descrizione: “Gli spostamenti durante il lavoro, da e verso il luogo di lavoro possono essere problematici per le donne gestanti e comportare rischi, tra cui fatica, vibrazioni, stress, posture statiche, disagi e infortuni. Tali rischi possono avere effetti significativi sulla salute delle lavoratrici gestanti e puerpere”. Si ritiene pertanto opportuno nell’analisi del rischio per stabilire il periodo di astensione obbligatoria, effettuare una valutazione caso per caso considerando i seguenti elementi: distanza (indicativamente oltre 100 Km complessivi tra andata e ritorno); tempo di percorrenza (indicativamente oltre 2 ore complessive tra andata e ritorno); numero e tipo di mezzi di trasporto utilizzati (impiego di 2 o più mezzi); caratteristiche del percorso (strade di montagna o dissestate o non rettilinei, condizioni meteorologiche sfavorevoli, ecc.). Le linee guida consigliano in linea di principio, un mese anticipato se è presente solo il requisito della distanza o il tempo di percorrenza; tutto il periodo del pre-parto, se presenti almeno due degli elementi sopraindicati. Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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