Anonimo

chiede:

Buongiorno, sono padre dal 5 ottobre u.s.
La madre della bimba è lavoratrice autonoma (avvocato) e non usufruisce
quindi di alcuna forma di congedo di maternità di cui al capo III del D.L.
26/3/2001 n.151.
Io sono lavoratore dipendente di un’azienda privata e ho fatto richiesta di
usufruire dei riposi giornalieri del padre, di cui all’art. 40, punto C, del
D.L.
Mi è stato risposto che tale diritto può decorrere solo dopo il terzo mese
dalla nascita, al termine cioè dell’astensione obbligatoria della madre dal
lavoro, nonostante tale astensione non si configuri nella realtà.
Non mi sembra di trovare nel D.L. riferimenti che giustifichino tale
risposta da parte della mia azienda. Sono pertanto a porVi il seguente
quesito: i miei diritti di cui all’art. 40 decorrono dalla nascita della
bimba oppure dopo il suo primo trimestre di vita?
Saluto cordialmente e ringrazio anticipatamente

Redazione

Redazione

risponde:

Gentile Sig. Bassi,
a mio parere, Lei ha tutto il diritto di usufruire dei cd. “permessi per
allattamento”, previsti in primis dall’art. 13 della L. 53/00 e, poi,
dall’art. 40 del T.U. 151/01. In effetti, i citati articoli espressamente
riconoscono il diritto del padre di fruire di due ore di permesso
giornaliero durante il primo anno di età del bambino in tre casi, tra i
quali rientra – come ben sa – quello in cui la madre svolga una libera
professione. La Sua situazione è, pertanto, chiaramente disciplinata e non
mi spiego quanto replicato dal Suo datore di lavoro, a fronte della Sua
legittima richiesta: nessuna norma, infatti, preclude l’esercizione del
relativo diritto prima del compimento del terzo mese della bambina ma,
semmai, dopo il primo anno di età. Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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