Anonimo

chiede:

Salve, lavoro a tempo determinato in una struttura pubblica.
Alla 7° settimana dopo una presunta minaccia di aborto la ginecologa mi ha fatto il certificato per “maternità a rischio”. Ho portato il certificato all’Ispettorato del Lavoro i quali ma hanno detto che nel giro di 15 giorni mi avrebbero chiamato per fare una visita e se mi sarei sentita di andare
sarei potuta andare altrimenti no. La mia domanda è questa:
1) Io non mi sento bene e faccio letto-poltrona tutto il giorno in quanto la ginecologa mi ha prescritto RIPOSO ASSOLUTO e prometrium, posso non andare a fare la visita ???? Se non ci vado cosa rischio ???
2) Che tipo di visita faranno ??? Mica una visita ginecologica !!!
E poi ho letto che ai sensi della legge sulla tutela della maternità dalla data della presentazione della domanda loro hanno tempo / giorni per chiamarmi altrimenti la richiesta è considerata accolta.
È vero ???
Grazie tante

Redazione

Redazione

risponde:

Buonasera, stia tranquilla… nessuno può farle una visita ginecologica senza il suo espresso consenso e non credo che nessuno la obbligherà a recarsi in un determinato luogo per fare questa “visita”. Accadrà che l’ispettorato del Lavoro le rilascerà la dovuta autorizzazione senza fare storie perché quanto dichiarato e affermato dal suo ginecologo di fiducia è l’unica documentazione che, ai sensi di legge, possono richiedere. Nel caso in cui le suggerissero di recarsi ad eseguire una visita (molto improbabile) risponda di no. Nessuna esigenza di carattere amministrativo ha la priorità sulle condizioni di salute in stato di gravidanza. Cordialità

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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