Intervallo ottimale dopo una mola vescicolare con parziale degenerazione del trofoblasto - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Gentili dottori, sono una donna che ha avuto un aborto spontaneo alla 12°
sett., una gravidanza a termine circa 4 anni fa con un bimbo splendido e
l’estate scorsa una gravidanza con aborto seguita da revisione cavità
uterina il 4/09/2010.
Non è stato fatto l’esame istologico in quanto mi è stato detto che non
c’era materiale sospetto. Dopo circa 50 giorni di perdite che io
addebitavo ad un ciclo irregolare, sottopostami a un nuovo controllo
ginecologico mi è stata diagnosticata una mola vescicolare, diagnosi
confermata dall’esame istologico, effettuato ad una seconda revisione il
29/10/2010 che fedelmente riporto: “Decidua gravidica con note di parziale
degenerazione molare accompagnata da assenza di vasi nello stroma villoso
e modesti fenomeni di iperplasia del rivestimento trofoblastico”. Il
valore delle bhcg si è azzerato a fine novembre 2010. Le mie domande sono
le seguenti:
1) è opportuno ripetere le bhcg anche dopo valori negativi e per quanto
tempo?
2) mi era stata prospettata la possibilità di sottopormi a trattamento con
metatrexato nel caso in cui non si azzerassero. Ha senso comunque un
trattamento in via preventiva?
3) Quanto tempo bisogna aspettare dopo la revisione per poter tentare una
nuova gravidanza? Sei mesi? O almeno un anno?
4) Esistono degli studi scientifici che documentano la percentuale di
corion-epitelioma dopo 6 mesi dalla mola o dopo un anno?
La prego di rispondere, in quanto sono molto in ansia sulla possibilità
che anche dopo un anno di pausa possa riattivarsi la degenerazione del
trofoblasto con esiti infausti e la ringrazio anticipatamente per la sua
risposta

Redazione

Redazione

risponde:

Gentile Donatella, posso esprimermi in linea generale, in quanto i protocolli di sorveglianza possono seguire variazioni individuali, e ogni caso andrebbe seguito in maniera individuale.
In caso di normalizzazione della beta hCG entro due mesi dalla revisione, è indicata una sorveglianza di circa sei mesi; durante tale periodo i valori della gonadotropina dovranno essere assenti. In questi casi, ed in assenza di sintomi, si può anche non effettuare trattamento, anche se in alcuni casi si preferisce eseguirlo ugualmente.
Nel caso in cui la gonadotropina si normalizzasse dopo i due mesi, conviene aspettare sei mesi dal momento della normalizzazione.
In caso di trattamento, motivato per es. dalla non spontanea riduzione delle gonadotropine, sarebbe opportuno monitorare per circa un anno.
Anche se chi ha avuto una gravidanza molare è a rischio nelle successive, la maggior parte delle successive gravidanza si svolgono senza problemi.
Un saluto

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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