Anonimo

chiede:

Gentile Professor Schubert,
vorrei sottoporLe il mio caso.
Ho 29 anni
e una settimana fa ho subito il mio secondo raschiamento. Lo scorso
anno ho avuto il mio primo aborto (interno) a 15 settimane, ma il feto
si era fermato un paio di settimane prima. Non ho avuto nessun sintomo
e infatti ce ne siamo accorti solo effettuando l’eco di controllo
(primo raschiamento). Premetto che in questa prima gravidanza non ho
assunto nulla, nemmeno acido folico, nè prima del concepimento, nè
durante i primi mesi. Dopo l’aborto ho effettuato lo screening per la
trombofilia, avendo avuto mia madre grossi problemi a portare a termine
la sua seconda gravidanza, preceduta da tre aborti, uno al quarto mese,
uno al secondo e l’ultimo a 24 settimane per distacco placenta; la sua
quinta gravidanza è riuscita ad arrivare a termine, ed è stata seguita
proprio da Lei in Mangiagalli, nel 1989, con riposo a letto per 8 mesi
e terapia con eparina.
Dai miei esami sono emersi in effetti alcuni
valori alterati: resistenza alla PC attiv: 2 (valore di rif: magg. di
2,5); mutazione G20210A del fattore II, mutazione gene MTHFR
eterozigote sia C677T che A1298C.
Il mio ginecologo mi ha prescritto
acido folico che ho iniziato ad assumere per tre mesi prima del
concepimento, mentre dal primo giorno di test positivo ho assunto
cardioaspirina.
Prima eco a 7+1: visualizzato embrione di 7mm con
battito cardiaco. A 7+5 piccole perdite ematiche, visita in pronto
soccorso: visualizzato embrione di 8mm con battito. A 8 sett. perdite
aumentate, eco in pronto soccorso: visualizzato embrione senza battito,
ma cresciuto: cm 1,2. Effettuato raschiamento.
Sono consapevole di non
aver eseguito tutti gli accertamenti del caso, prima di cercare la
seconda gravidanza, ma mi chiedo: davvero potrebbe essersi trattato
solo di sfortuna come tanti ginecologi visti in ospedale sostengono, o
la familiarità col problema potrebbe dare adito ad una diversa
interpretazione? Quali esami ulteriori mi consiglia? Sarei già da
considerare “poliabortiva”? Eventualmente sarebbe possibile fissare un
appuntamento con Lei?
La ringrazio molto dell’attenzione
Cordialmente

Redazione

Redazione

risponde:

Gentile Anna, dal suo racconto si evince che la seconda gravidanza è
avvenuta l’anno dopo, ma non è specificato quanti mesi sono trascorsi
tra un evento e l’altro. Potrebbe quindi trattarsi anche di un fatto
tossico-infettivo, senza scomodare un’autoimmunità. Certamente, oltre
un’indagine approfondita di tipo infettivologico, consiglierei una
lunga attesa (almeno diciotto mesi) prima di ricercare una terza
gravidanza.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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