Anonimo

chiede:

Sono una farmacista con incarico libero professionale presso l’AUSL della
mia città e sono in gravidanza. Posso essere obbligata ad astenermi 5 mesi
(2 prima del parto e 3 dopo) dal lavoro anche se il mio non è un lavoro a
rischio visto che opero principalmente al computer? Il mio è un contratto
di un anno dove è specificato che devo prendermi carico del rischio
infortuni per questo mi è stata imposta un’assicurazione infortuni a mie
spese. Ho dovuto aprire la partita IVA ed emetto fattura mensile
all’Azienda per le mie prestazioni. Ovviamente il luogo dove svolgo la
prestazione sono locali dell’Azienda (farmacia dell’ospedale). é mai
possibile che possano obbligarmi a stare a casa? Grazie.

Gentile Federica, l’art. 2 del decreto interministeriale del 12 luglio 2007, il quale ha chiarito finalmente la posizione delle lavoratrici autonome per il congedo di maternità, dispone apparentemente un trattamento uguale a quello delle lavoratrici parasubordinate per le lavoratrici autonome con partita IVA, quindi con l’astensione obbligatoria e il percepimento della relativa indennità di maternità. In realtà l’art. prevede che le libere professioniste iscritte alla gestione separata possano accedere all’indennità di maternità a condizione che l’astensione effettiva dall’attività lavorativa sia attestata da una apposita dichiarazione, non obbligandole, quindi, ad astenersi dall’attività lavorativa, ma subordinando il pagamento della relativa indennità di maternità solo alla eventuale astensione. Cordiali saluti

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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