Anonimo

chiede:

Salve, per raggiungere il posto di lavoro (ospedale pubblico) devo guidare un’ora a tratta, circa 50 km. Non uso i mezzi pubblici perché soffro di nausea e se li prendessi (autobus + treno + autobus) impiegherei circa 1.5 h a tratta.

Visti i rischi che corro, ho chiesto di poter lavorare da casa ma mi hanno risposto che non è possibile. Allora ho chiesto di anticipare l’interdizione dal lavoro ma anche questo non è possibile se non con un certificato di gravidanza a rischio. Il rischio che corro nel guidare per raggiungere il posto di lavoro non è contemplato dalla normativa sulla sicurezza 81/08? Il datore di lavoro non dovrebbe adoperarsi per eliminare o ridurre i rischi a cui sono esposti i lavoratori? Grazie.

Avv. Lorenzo Cirri

Avv. Lorenzo Cirri

risponde:

Buongiorno signora, purtroppo lo spostamento casa-lavoro non è da considerarsi in automatico una fonte di rischio tale da legittimare l’astensione anticipata; neppure il datore di lavoro, in assenza di un provvedimento della ASL o dell’Ispettorato del Lavoro può concederla, trattandosi di prestazioni previdenziali erogate dall’INPS.

Ad ogni modo il pendolarismo, soprattutto quando superi i 100 km o le due ore di viaggio (tragitto A+R), può essere considerato – con una valutazione da operare caso per caso – quale potenziale rischio per la lavoratrice o il nascituro. Le consiglio pertanto di rivolgersi al proprio ginecologo e, successivamente, potrà inoltrare la richiesta all’ASL competente. Cordialmente

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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