Farmacista lavoro a rischio? - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Salve, mia moglie aspetta il nostro secondo figlio, è una farmacista e il datore di lavoro non può garantirgli almeno 4 ore delle 8 lavorative seduta. Per questo motivo gli è stata concessa la maternità anticipata obbligatoria non appena ha fatto presente la sua gravidanza. Ora mi
chiedo, vale la stessa regola per i 7 mesi successivi al parto? Ovvero può godere di una maternità obbligatoria fino al 7 mese successivo al parto? Sottolineo che oltre al lavoro da svolgere in piedi, l’ambiente lavorativo prevede rischio biologico (esami del sangue) e
chimico (laboratorio per le preparazioni galeniche) oltre al continuo
flusso di persone ad alto rischio infettivo. Come bisogna procedere
eventualmente per fare la richiesta? Vi ringrazio anticipatamente per il
vostro aiuto, la materia è assai complessa e le informazioni a
disposizione sono spesso confuse e contrastanti.

Preg.mi Fabio e Sabrina, qualora sussistano i presupposti di cui al Decreto
Legislativo 151/2001 e non possa essere adibita ad altre mansioni, la
lavoratrice ha diritto di chiedere l’interdizione anticipata per gravidanza
a rischio. Vi rammento che ai sensi dell’art. 7 del decreto sopracitato è
vietato adibire la lavoratrice in stato di gravidanza a lavori faticosi,
pericolosi ed insalubri. I lavori pericolosi, faticosi ed insalubri sono
indicati nell’allegato A del T.U. di cui al decreto 151/2001. Tra i lavori a
rischio sono pure inclusi quelli che comportano il rischio di esposizione
agli agenti ed alle condizioni di lavoro di cui all’allegato B del T.U. in
oggetto. Tra le sostanze comportanti rischio di contaminazione per le
lavoratrici gestanti l’allegato B indica, tra l’altro, alcuni agenti
biologici (tipo virus della rosolia) e chimici (tipo piombo e suoi
derivati). Pertanto qualora la lavoratrice svolga un lavoro a rischio che
rechi (a lei e al feto) problemi di salubrità e non sia possibile modificare
la mansione della dipendente, il congedo obbligatorio sarà riconosciuto: da
tre mesi prima del parto fino a sette mesi dopo il parto. Se invece sia
possibile spostare la lavoratrice ad un’altra mansione che non implichi
alcun lavoro a rischio, la dipendente potrà svolgere attività di: ricerca,
lavori amministrativi e similari. La procedura prevede che la lavoratrice:
1) presenti la richiesta di maternità anticipata alla Direzione Provinciale
del Lavoro competente per territorio allegando il certificato di gravidanza
e il certificato medico, rilasciato da ginecologo di ASL, che attesti l’esistenza
di condizioni di rischio; 2) la Direzione Provinciale del Lavoro rilascia
una ricevuta in duplice copia (una per il datore di lavoro) in cui attesta
la richiesta da parte della lavoratrice di maternità anticipata; 3) entro 7
giorni la Direzione Provinciale del Lavoro approva la domanda di maternità
anticipata. Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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