Busta paga errata in eccesso da parte dell'azienda - GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Salve, cercherò di essere breve e coincisa.
Sono una ragazza di 39 anni reduce dal 2002 da un linfoma hodgking, nel 2004
ricomincio a lavorare e sono assunta a tempo pieno da una azienda
(catena di supermercati), non ce la faccio e dopo pochi mesi passo a part-
time 24 ore settimanali, tutto ok, arriva un’attesissima gravidanza a
chiusura (spero) di un bruttissimo periodo. Dopo il parto e l’allattamento
ritorno a lavoro ma cambio il contratto a 20 ore settimanali per
agevolare mia figlia e la mia mancanza di forze (74 % invalidità).
Dopo quasi cinque anni in questo agosto mi chiamano dall’ufficio buste
paghe dell’azienda dicendomi che si sono sbagliati e in questi ultimi
cinque anni mi hanno dato circa 5000 euro in più, chiedendomi di
restituirli.
Mi hanno altresì detto se non mi fossi già accorta che a luglio la
busta era cambiata (circa 70- 80 euro in meno), ma io, sinceramente, con
tutti i problemi di salute la malattia e le festività che lavoro non
capisco nulla sulla busta se non l’importo netto, che era in linea con le
oscillazioni che normalmente ogni mese vedevo.
Vi chiedo come devo muovermi, c’è un minimo al mese che io possa
restituire senza dover chiedere un prestito?
C’è un termine di prescrizione per gli errori di calcolo e per la
rivalsa (per i dipendenti nei confronti dell’azienda so che ci sono
tali termini)?
A cosa vado incontro penalmente?
Vi ringrazio infinitamente per l’attenzione che vorrete concedermi. Un saluto e buon lavoro

Gentile Annamaria, I termini entro i quali è possibile contestare il
contenuto della busta paga sono di 1 anno per gli errori di calcolo; di 5
anni per le interpretazioni delle norme contrattuali e di legge. Salvo
ricorrano ipotesi di meri errori di calcolo, pertanto, i crediti di lavoro
si prescrivono entro 5 anni, con la sola eccezione dei diritti connessi alla
persona (ad esempio: la salute del lavoratore), i quali sono per legge
imprescrittibili. Nel Suo caso Le consiglio di
richiedere l’assistenza della Cgil, rivolgendosi ad uno degli Uffici
vertenze legali, che sono presenti in tutte le Camere del lavoro.
L’attività di questi uffici comprende: l’informazione sui contratti di
lavoro e sulle leggi; il controllo e i conteggi della busta paga, del TFR,
ecc.; l’assistenza legale nelle vertenze individuali e collettive.
L’eventuale contenzioso tra Lei e la Sua azienda avrebbe ambito
esclusivamente civile e non penale. Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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