Anonimo

chiede:

Buongiorno, scusi il disturbo ma avevo bisogno di un ulteriore parere, oltre quello della mia ginecologa. Premetto che nel 2007 è nata la mia bimba dopo parto cesareo d’urgenza causa gestosi ed insofferenza fetale (mai notata da eco e visite…) pertanto è dalla 10 settimana che sono in cura con l’aspirinetta… ora sono alla 12.ma settimana di gravidanza. Sono andata a fare il
bitest e nella prima fase dopo la valutazione tramite eco della translucenza nucale abbinata all’esame del sangue, sono stata richiamata in quanto l’analisi del sangue mi abbassava di molto i parametri e mi dava a rischio, dopo aver valutato i markers aggiuntivi la ginecologa mi ha rassicurata perché il test risultava negativo, riporto di seguito i valori: PAPP-A 0.3600 MoM free beta hCG 2.0400 MoM età 31 anni settimana 12+1 durante il secondo step, l’osso nasale era presente, flusso tricuspideo a posto… totali rischio base trisomia 21 1:524 rischio base trisomia 13/18 1:925 rischio da ecografia trisomia 21 1:10486 rischio da ecografia trisomia 13/18 1:16044 rischio da biochimici trisomia 21 1:24 rischio da biochimici trisomia 13/18 1:1280 rischio corretto: trisomia 21 1:2434 rischio corretto: trisomia 13/18 1:15089 Nonostante il risultato finale io ho molta paura e non so cosa pensare…..la mia ginecologa ha detto che è un buon risultato ed i valori del sangue, che ha me preoccupano molto, sono legati alla possibilità di avere un’altra gravidanza con problemi di preeclamsia e di ritardo di crescita. Voi cosa ne pensate? Vi ringrazio infinitamente dell’attenzione che mi avete dedicato, un caro saluto

Redazione

Redazione

risponde:

Gentile Eleonora,
l’interpretazione di questi test non può essere autonoma e indipendente. Deve essere uno specialista che si occupa di Diagnosi Prenatale a darle il risultato finale. Questi sono test di screening e funzionano in questo modo: Ogni test costituisce il rischio di base dal quale si parte per calcolare il nuovo valore di rischio. Si parte quindi dalla sola età, che già costituisce uno screening, per poi passare all’ecografia e al test biochimico, che può essere unico o prevedere più step, anche se si è visto che la sensibilità aumenta di poco ricorrendo a test multipli. Il ricorso alla ricerca di altri marker ecografici è consigliata nei casi di rischio intermedio. Quindi quel che deve guardare è il rischio finale risultante al termine di tutti i test. Sarà comunque un risultato in termini di percentuale di rischio e giammai una diagnosi. Se riesce ad accettare questo tipo di risultato allora non c’è indicazione all’amniocentesi e concordo con la sua ginecologa. Questo però non le dà il significato di una diagnosi, cosa che le doveva esser chiara prima ancora di eseguire il test. In altre parole non le dà la certezza matematica assoluta di assenza di cromosomopatia; le dice solo che il rischio è basso. Se però questo risultato non le basta e si fa prendere dall’ansia, o fa l’amniocentesi oppure era preferibile non fare nessun test. Per la preeclampsia si può valutare la PAPP-A insieme con altri parametri come l’anamnesi, la sua pressione arteriosa e anche altri marker biochimici e flussimetrici, benché ancora controversi e sperimentali. Anche in questo caso il risultato sarebbe in termini di percentuale di rischio, che nel suo caso comunque a mio avviso è più elevato e richiede particolare attenzione. Cordiali saluti.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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