Anonimo

chiede:

Gentilissimi Dottori,
sono Mary ho 23 anni, mi sono sposata il 20 luglio 2005 e dopo l’ultima mestruazione avuta il 6 agosto ho avuto una leggera febbre 37,2 – 37,3 per circa un mese. Dopo aver sprecato un test di gravidanza (negativo), il 23 agosto preoccupata mi sono recata da un ginecologo del mio paese (PA) e il “dottore” mi ha detto che avevo un problema alle ovaie perché policistiche, e che in quel mese non avevo avuto ovulazione e che forse in futuro avrei probabilmente avuto problemi di fertilità e mi prescrisse un dosaggio ormonale. Sconsolata sono tornata a casa e comunque ho continuato ad avere rapporti con mio marito. Il 3 settembre, ottimista, ho fatto un altro test ed è venuta fuori la gravidanza. Tornata dal ginecologo mi ha prescritto gli esami del primo trimestre.
Tutto OK!
Venerdì notte (21 ottobre) mi sono accorta che avevo delle piccole perdite prima rosa chiaro e poi marroncine, allarmata ho chiamato il ginecologo e sabato 22 ottobre mi ha sottoposto ad ecografia esterna. Non convinto, ma accortosi della minaccia d’aborto mi ha prescritto di prendere due volte al giorno una compressa di progeffik 200 mg e riposo assoluto, raccomandandomi di rivederci lunedì 24 ottobre alle 11:00 all’ospedale dove lavora lui, per eseguire una ecografia interna.
Lei sue parole sono state “il bambino qui mi risulta di 8- 9 settimane, ma dalla mia grande esperienza, vedo il cuoricino battere ma non lo sento allo strumento”, Mary continua a prendere il progeffik, fai il BHCG e mi fai sapere, ci vediamo domenica mattina di nuovo qui”.
Tornata a casa ho chiesto al mio laboratorio di fiducia di farmi subito il prelievo e se potevano darmi subito il risultato. Al 24 ottobre dovevo essere alla 11-12 settimana, i valori del BHCG si erano abbassati tantissimo 15.000 U/I come alle prime 4-5 settimane. Preoccupata sono andata da un altro ginecologo che mi ha subito sospeso il progeffik e mi ha dato la bruttissima notizia che la gravidanza si era interrotta (aborto interno) tra l’ottava e la nona settimana. Subito mi ha prescritto un antibiotico, prenotato il ricovero che si terrà giovedì 27 mattina e il 28 ottobre mi farà il raschiamento, perché la cosa è andata troppo avanti.
Carissimi dottori la mia domanda è: cosa sto rischiando dopo tutto questo tempo trascorso con l’embrione morto dentro di me e cosa poteva succedere se avessi aspettato fino alla prossima domenica?
Ma la domanda più imbarazzante è: come ha fatto il ginecologo a non accorgersi che avevo avuto un aborto interno all’ottava settimana ed io andavo per la dodicesima settimana?
Cordiali saluti da

Redazione

Redazione

risponde:

La permanenza di un embrione non vitale in utero, anche se potenzialmente causa di complicazioni, in genere non determina problemi, almeno entro certi limiti.
Non ho elementi sufficienti per esprimere un corretto giudizio a riguardo dell’altro suo quesito.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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