Parto naturale dopo il cesareo: cosa c’è da sapere

Parto naturale dopo il cesareo: cosa c’è da sapere

Avere un parto naturale dopo il cesareo è un’opzione non solo possibile, ma di norma consigliata. Un taglio pregresso, contrariamente alla prassi portata avanti nei decenni scorsi, non rappresenta di per sé una condizione che rende necessario un secondo cesareo. Se la gravidanza è fisiologica e mamma e bambino non presentano problemi, dunque, via libera al cosiddetto Vbac, l’acronimo inglese per Parto vaginale dopo cesareo (Vaginal birth after cesarean).

Secondo le evidenze scientifiche raccolte negli ultimi 30/40 anni, infatti, sottoporre una donna a un nuovo cesareo aumenta le possibilità di complicazioni, anche fatali, a carico della donna stessa e del bambino, in misura superiore al rischio di rottura dell’utero che di solito costituisce l’argomentazione a favore di un nuovo taglio. La possibilità che l’utero si rompa in corrispondenza della vecchia cicatrice, in particolare, non arriva al 5% se sono passati meno di 12 mesi dall’intervento, per poi scendere progressivamente fino allo 0,2% se sono trascorsi almeno 3 anni.

Attualmente, in Italia, il 75% delle donne che accede a un “travaglio di prova” – così viene definito il travaglio delle mamme pre-cesarizzate – riesce ad avere un Vbac, contro circa il 73% delle donne che non hanno mai subito un taglio (ma le percentuali cambiano molto a seconda delle regioni). Di solito, sono escluse a priori dalla possibilità di accedere a un parto naturale dopo il cesareo le donne che hanno avuto una pregressa rottura d’utero, quelle che per altri interventi abbiano avuto una incisione verticale all’utero stesso e quelle su cui viene indotto il travaglio.

La cosa fondamentale, se si desidera avere un parto naturale dopo il cesareo, è farsi seguire da un’ostetrica o da un ginecologo che non solo siano dichiaratamente favorevoli al Vbac, ma che ne abbiano anche una certa esperienza. Anche la scelta del punto nascita è importante: meglio affidarsi a strutture in cui sia frequente che donne pre-cesarizzate partoriscano naturalmente. È importante, inoltre, informarsi il più possibile durante la gravidanza, anche attraverso la lettura di pubblicazioni specifiche.

Naturalmente, anche per un Vbac restano valide le normali eccezioni: se durante la gestazione si presentano patologie o altre condizioni che rendono necessario il taglio cesareo, se la presentazione del bambino non permette un parto vaginale, o ancora se il travaglio non comincia dopo il termine della gravidanza a 42 settimane, si dovrà ricorrere a un nuovo cesareo.