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I padri in sala parto

Da diversi anni ormai la presenza dei padri in sala parto è diventata una realtà diffusissima, tanto che oggi è molto raro che una donna partorisca senza il proprio partner presente. Tuttavia, ci si è soffermati poco a pensare quanto gli uomini, dopo secoli di esclusione da un evento considerato esclusivamente femminile, siano realmente preparati ad affrontare una situazione così emotivamente coinvolgente e intensa. Dopo averli per lungo tempo tenuti fuori dalla porta, abbiamo deciso di punto in bianco che dovevano stare dentro.

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Ma come ci arrivano i padri di oggi in sala parto? Cosa sanno, o meglio, cosa immaginano che succederà in quella stanza? Liquidare il problema affermando che su internet o in televisione oggi è possibile trovare centinaia di documentari che mostrano quello che avviene durante il parto e che quindi i padri sanno cosa li “aspetta” è un po’ semplicistico. Ci siamo prodigati tanto a far sì che l’attenzione alla donna in gravidanza non fosse solo un’attenzione medica, ma anche e soprattutto psicoemotiva, senza considerare che esiste tutto un universo, appunto l’universo maschile, quasi del tutto ignorato.

Anche gli uomini percorrono un cammino di crescita, di cambiamento, di acquisizione del ruolo paterno che li mette di fronte a nuove responsabilità, nuovi compiti, a volte ansie e paure. Chiediamo loro di essere attenti e sensibili compagni delle donne che partoriscono, ma non riserviamo per loro la stessa attenzione e sensibilità , così come non ci premuriamo di prepararli adeguatamente al compito di padri e di compagni. Per alcuni uomini, inoltre, assistere al parto può costituire un “piccolo grande trauma” con conseguenze sulla vita sessuale della coppia.

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Un servizio di accompagnamento alla nascita dovrebbe tenere in considerazione tutto questo, e prevedere anche un corso per padri, con molteplici obiettivi: ascoltare e capire quello che succede dentro di loro, nel loro percorso di crescita come futuri padri; dar loro informazioni e sostegno sui temi della sessualità  in gravidanza e dopo la nascita del bambino, oltre che sui cambiamenti che possono avvenire nella coppia; aiutarli a capire meglio quello che fisicamente ed emotivamente succede alle loro compagne durante la gravidanza e nel post partum, sfatando falsi miti e spiegando loro tra l’altro cosa siano il maternity blues e la depressione post partum, come riconoscerne i sintomi nella compagna e come esserle davvero di supporto e di aiuto.

Fornire loro uno spazio di ascolto dove domande, dubbi, paure possano essere raccontate ed accolte, significa permettere anche ai padri di affrontare la nascita di un figlio con la maggiore serenità  possibile, aiutando così la coppia ad essere pronta ad accogliere al meglio il bambino che è in arrivo.

Il medico risponde:

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